Sezione Newsletter a cura del Comitato Castelli del Friuli

Nota legale: l'Associazione Europea Valorizzazione Castelli, Palazzi e Giardiini Storici pubblica notizie interessanti secondo quanto previsto dal proprio statuto, ma non può in alcun modo essere ritenuta responsabile per i loro contenuti.

Newsletter mensili

Castelli del Friuli

Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

N. 18 - Gennaio 2016

         Sommario

  • Editoriale

  • I prezzi delle visite

  • I vincoli indiretti

  • Le infrastrutture comunali

  • Gli eventi
  • Artigiani per i castelli
  • Esperti per i castelli
  • Il comitato
  • I tecnici di zona

 

Editoriale: Dare una risposta ai castellani

 

La compagine sociale del Consorzio assai articolata. Essa può essere considerata sotto tre dimensioni distinte. La prima riguarda lo stato di conservazione del monumento: si va dal castello in piena efficienza, a quello che per quanto munito di tetti è vuoto al sua interno, a quello che presenta notevoli zone di fatiscenza, o addirittura tracce del terremoto, e infine il castello allo stato di rudere, antico o moderno. La seconda dimensione riguarda la base economica del castello: si va dal monumento che ancora conserva la propria base economica, un’azienda agricola o un patrimonio immobiliare che ne consente l’automantenimento, a quello che viene mantenuto con i redditi che i proprietari ricavano dalla loro attività professionale o imprenditoriale, a quello i cui proprietari trovano difficoltà a reperire le risorse necessarie e sono condannati ad un lento degrado. La terza riguarda la disponibilità dei proprietari ad attivare iniziative di valorizzazione: visite, affitti, mostre, cantine e così via. Vi sono proprietari assai disponibili a realizzare iniziative di valorizzazione per mobilitare le risorse necessarie alla manutenzione. Altri sono restii o comunque contrari, specie quelli che non ne hanno bisogno.

Vengono a formarsi delle categorie di proprietari che devono essere considerate tutte per il loro valore, i loro interessi e le loro aspirazioni. Il Consorzio deve fare attenzione a rispondere a tutte queste aspirazioni, senza trascurarne alcuna. Deve altresì individuare alcuni temi trasversali che possono interessare tutti, e uno di questi deve essere individuato nell’assistenza tributaria. E’ interesse di tutti pagare le tasse in misura minore possibile, nel limite del lecito. Il Consorzio deve attrezzarsi al riguardo.

 

VISITE

 

I costi dei biglietti

Ogni qualvolta si tratti di lanciare una campagna di visita ai castelli, si pone il problema di definire il prezzo del biglietto.

In Friuli il problema per il 2015 è stato definito nel seguente modo:

- castelli aperti 7 euro (per la visita ad un castello)

- castelli aperti a Strassoldo 12 euro (per la visita a due castelli)

- visita su prenotazione al castello di Strassoldo d Sopra 8 euro

- visita su prenotazione al castello d Strassoldo di Sotto 8 euro

Naturalmente si possono introdurre alcune specificazioni per i minori, o per la numerosità dei gruppi, o per le parti dell’ambito castellano da far visitare, distinguendo se ci si limita solo al parco e agli esterni, o se la visita si estende anche agli interni. Il parametro cui sarebbe possibile riferirsi è quello dei castelli pubblici, per lo più permanentemente aperti al pubblico. Tuttavia raramente i castelli pubblici sono musei di se stessi, come sono quelli privati. L’amministrazione pubblica di solito utilizza il castello come contenitore di una raccolta museale, e non per il valore che esso ha di se stesso. Fa eccezione il castello di Gorizia, che è uno splendido museo di sé stesso, e in parte anche quello di San Giusto. Ma i prezzi non vengono fatti dall’ente pubblico sulla base di qualche ragionamento economico, ma soggiace al principio, purtroppo perdurante, secondo il quale la cultura dovrebbe essere gratuita.

In ogni caso il prezzo praticato è assolutamente sottocosto, se si considera il tempo impiegato dal proprietario o dal suo incaricato per accompagnare e istruire i visitatori (almeno un’ora), senza contare il costo di ammortamento del castello.

In un’altra regione vi è un articolato programma di visite ai castelli. Si tratta della Regione Piemonte che gestisce un bellissimo sito (www.castelliaperti.it) che ci consente di capire quali siano le politiche della visitabilità gestite in quella regione. In Piemonte sono permanentemente visitabili 39 castelli, gran parte di proprietà privata. Altri sono di proprietà comunale, statale, di enti ecclesiastici e di fondazioni. Quelli comunali sono per lo più visitabili gratuitamente. Prezzi modestissimi, simbolici o talvolta nulli sono praticati dallo Stato, dai Comuni, dalle fondazioni e dagli enti ecclesiastici.

Altre iniziative sono in atto in Emilia, in Val d’Aosta, in Irpinia. Ci limitiamo a prendere in considerazione solo quelli piemontesi, che presentiamo di seguito.

Province/Castelli Euro

Alessandria

Castello di Camino 8

Castello di Cremolino 15

Castello Sannazzaro di Giarole 8

Castello di Redabue a Masio 6

Castello di Morsasco 5

Castello di Orsara Bormida 8

Castello di Piovera 10

Castello di Pozzolo Formigaro -

Castello di Prasco 10

Castello di Lajone di Quattordio 5

Castello di Rocca Grimalda 7

Castello di Uviglie a Rosignano Monferrato 7

Cantine del Castello di Tagliolo Monferrato 6

Trisobbio -

Asti

Castelnuovo Calcea -

Castello di Costigliole d'Asti -

Castello di Monastero Bormida 3

Castello di Moncucciio 3

Biella

Castello di Castellengo a Cossato 8

Castello di Montecavallo a Vigliano Biellese 7

Cuneo

Castello del Roccolo di Busca 5

Acaja 3

Gavone 4

Slfieri 3

Castello di Mango - Enoteca Regionale Colline del Moscato -

Castello della Manta 7

Castello dei Conti Caldera di Monesiglio 3

Castello di Monteu Roero 6

Castello di Monticello D'Alba 7

Castello Reale di Racconigi 5

Castello di Rocca de' Baldi - Museo Etnografico Provinciale 5

Castello di Saliceto 7

Castello di Sanfrè 5

Castello di Serralunga d'Alba 5

Novara

Castello Dal Pozzo a Oleggio Castello 12

Torino

Castello Pinchia a Banchette -

Castello di Masino a Caravino 10

Miradolo -

Reggia di Venaria 6

Vercelli

Castello Consortile di Buronzo 5

I castelli di proprietà comunale, statale o ecclesiastica sono visitati o a titolo gratuito o per importi assai bassi, che non superano mai i 5 euro. Nel definire l’importo medio considereremo solo i proprietari privati che non possono giovarsi di personale di custodia o di accompagnamento pagato dal bilancio pubblico, o comunque di sovvenzioni provenienti dalle casse comunali o statali, pubbliche o parapubbliche.

La media che ne risulta è la seguente:

149/19 = 7,84

e sfiora quindi gli 8 euro.

Come si vede il Friuli non è andato molto oltre il Piemonte.

Merita scorrere le schede dei singoli castelli per renderci conto della somiglianza che corre tra proprietari friulani e quelli piemontesi. Tra questi vi è chi, professoressa universitaria, accompagna personalmente i visitatori ad ogni giro. C’è chi, producendo ottimi vini nella cantina castellana, offre anche una degustazione agli ospiti. C’è la coppia di castellani che dedica tutta il tempo alla manutenzione e al restauro del proprio castello, che viene utilizzato in tutte le forme per reperire le risorse necessarie, dal bed and breakfast, alla casa per vacanze, ai matrimoni, alle visite. C’è chi ha aperto un albergo e conduce personalmente gli ospiti tra saloni, aiuole e viali alberati. Il discendente di una illustre famiglia, che ha costruito il castello mille anni fa, guida personalmente i visitatori tra saloni e segrete. Gli imprenditori che acquistano un castello, e ne prendono cura e lo mettono a disposizione gratuitamente per gli ospiti. Tutto un universo che assomiglia molto a quello friulano.

 

IMMOBILI VINCOLATI

Vincoli indiretti

 

Una fascia di rispetto attorno ad un bene culturale immobile è stata sempre considerata dalla legislazione sui beni culturali. Questa previsione è confermata dal D. Lgs. N. 42/2004 "Codice dei ben culturali", che tratta l’argomento agli artt. 45, 46, 47.

L’art. 45 recita

"1. Il Ministero ha facoltà di prescrivere le distanze e le misure e dirette ad evitare sia messa in pericolo l’integrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.

2. Le prescrizioni di cui al comma 1, adottate e notificate ai sensi dell’art. 46 e 47, sono immediatamente precettive. Gli enti pubblici territoriali interessati recepiscono le prescrizioni nei regolamenti edilizi e negli strumenti urbanistici".

Il provvedimento è assunto dal Soprintendente, è notificato al proprietario possessore e detentore ed è iscritto nei registri immobiliari. Esso è immediatamente esecutivo. Esso può essere promosso dagli enti locali. Esso deve essere adeguatamente motivato, in modo da far emergere con chiarezza le ragioni di una sottrazione alla edificabilità dei terreni o alla trasformabilità dei fabbricati. Allo stesso tempo deve essere precisato in forma circostanziata, in modo da non lasciar dubbi

sulla sua estensione e sulla sua portata, come è dimostrato dalla giurisprudenza che la norma ha consentito di formare.

Si tratta di un provvedimento che può recare danno al proprietario, perché inibisce la edificazione del terreno, recandogli un pregiudizio economico. Quando questo è prospiciente ad un monumento la misura è inevitabile, in quanto il diritto di proprietà non è assoluto e non è tale da danneggiare il proprietario del bene monumentale, e più in generale l’interesse pubblico che vuole che il monumento sia adeguatamente fruibile dal pubblico.

Quando lo strumento urbanistico in vigore prevede l’edificabilità dell’area prospiciente il monumento, è bene che il proprietario si muova per promuovere una variante urbanistica che rimuova tale pericolo. In mancanza può agire per indurre il comune a chiedere l’apposizione di un vincolo indiretto oppure motivare il Soprintendente a proteggere il monumento con un vincolo indiretto.

 

ENTI PUBBLICI

Le opere di urbanizzazione

 

Il comune ha importanti responsabilità nella difesa dei beni monumentali.

Come è noto il monumento non si difende soltanto promuovendo opere di conservazione e di restauro, che sono relativamente facili se il monumento è di proprietà pubblica. In questo caso l’amministrazione ha solo il problema di reperire le necessarie risorse finanziarie. Se il monumento è di proprietà privata o di altri enti pubblici, il problema è assai più difficile, anche se va detto che la legislazione italiana contempla tutti gli strumenti necessari che consentono ad una amministrazione comunale dotata di chiarezza di idee e di decisione di intervenire in modo risolutivo anche in questi casi.

Vi sono numerosi settori di intervento per i quali il comune ha competenze dirette, e dalle sue scelte dipende la possibilità di contribuire alla salvezza di un monumento per quanto riguarda l’ambiente in cui il monumento è collocato.

Al di là della promozione di un vincolo indiretto, che è nelle competenze del comune, è nel campo delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria che si gioca la capacità del comune a provvedere alla conservazione del monumento.

I settori sono i seguenti:

 parcheggi: intorno ad un castello sono da evitarsi parcheggi in asfalto o in porfido, dovendosi preferire la pietra tagliata, il ciottolo o il grigliato, a parte ogni considerazione sul posizionamento;

 illuminazione: vanno evitati i corpi illuminanti moderni e vistosi, in materiali incongrui (plastica, ecc.):

 linee elettriche: non aeree ma interrate;

 impianti tecnologici (raccolta rifiuti) : disposti in posizioni discrete e non ingombranti;

 impianti semaforici: non disposti all’ingresso del castello, ma in posizione arretrata;

 segnaletica: disposti in posizione discreta, non deturpante il castello;

 pubblicità: sempre disposta dal castello.

 

GLI ARTIGIANI PER I CASTELLI

 

Pubblichiamo un elenco di  artigiani esperti in interventi di restauro che ci sentiamo di segnalare ai proprietari di castelli, quanto hanno operato in ambito castellano e sui quali possiamo dare le migliori referenze.

 

Preghiamo i proprietari di indicare altri nominativi che hanno dato soddisfacenti prove in opere nei propri castelli, che siano consigliabili sia per qualità delle prestazioni che per prezzi praticati.

 

Michela Contessi

Restauro di materiale lapideo, pittura a fresco e su tela, scultura lignea Via Bersaglio, 57 - 33013 Gemona del Friuli (Ud)

Cell.: 338-8379016

miccontessi8@gmail.com Fra i lavori eseguiti:

Trieste (Ts), chiesa ortodossa di San Nicolò San Floriano di Illegio (Ud), pieve

Gemona del Friuli (Ud), porta Udine

Gemona del Friuli (Ud), chiesa di Santa Maria di Fossale Esemon di Sopra (Ud), chiesa

 

Renato Furlano

Lavori in ferro forgiato, riparazione e restauro di serrature antiche Via Bevilacqua, 34 - 33034 Ciconicco (Fagagna/Ud)

Tel.: 0432- 800565

e-mail: lefarie@gmail.com Fra i lavori eseguiti:

La Brunelde (Fagagna/Ud), casaforte d’Arcano Fagagna (Ud), casa Asquini

 

Antonella Facchinetti

Restauri di superfici in pietra, stucchi, marmorini, affreschi Via Trieste, 6 33050 Pavia di Udine (Ud)

Cell.: 338 5851986 ()

e-mail: eucore28@libero.it Fra i lavori eseguiti:

Udine, Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Antonini Belgrado (Provincia di Udine) Fagagna (Ud), casa Asquini

Clauiano (Ud), villa Manin Tapogliano (Ud), villa de Pace

 

Luciana Simonetti

Restauro di pitture su legno e su tela Cedarchis, 77 - 33022 Arta Terme (Ud) cell.: 339-7027569

e-mail: lumy.simo@libero.it Fra i lavori eseguiti:

Opere d’arte in musei e numerose chiese del Friuli (Pieve di San Pietro in Carnia, San Leonardo di Osais di Prato Carnico, Paluzza &c.)

 

Maurizio De Stasio

Restauro di mobili e opere di carpenteria Borgo Udine 61  - 33057 Palmanova

Cell. 327-5888503

e-mail: mauriziodestasio@gmail.com Fra i lavori eseguiti:

Restauro di mobili e serramenti Castello di Strassoldo di Sotto Restauro di serramenti Borgo Natocco di Strassoldo

Restauro di materiali lignei nel Castello di Duino

 

Stefano Mursia

Restauro di affreschi

Via del Palazzo 2 – 33033 Muscletto Cell. 349 4138813

e-mail: astonsign@gmail.com

Restauri  di affreschi nella Chiesetta di Griis

Restauro di affreschi nella torre di Strassoldo di Sopra

Restauro nel Palazzo Dragoni Caimo di Buttrio

Intonaci della Chiesetta di San Marco a Strassoldo di Sotto

 

GLI ESPERTI PER I CASTELLI

 

Poniamo a disposizione dei proprietari, possessori e detentori di castelli e opere fortificate un gruppo di 22 esperti e tecnici cui si potranno rivolgere prima di avviare operazioni di restauro, di pubblicizzazione e di valorizzazione dei loro castelli.

Intervenire su di un castello è operazione difficile e delicata. Prima di intervenire bisogna ricorrere al consiglio di chi ha avuto esperienze importanti e verificabili in materia. Le competenze che per ora mettiamo a disposizione sono indicate di seguito.

 

Assistenza amministrativa

Avv. Luca De Pauli - Udine

Avvocato amministrativista

Via Vittorio Veneto 39 - 33100 Udine, depaluca@tin.it, cell. 335/6177910, 0432/507321

 

Assistenza tributaria

Prof. avv. Mario Nussi - Udine

Professore ordinario di diritto tributario Università di Udine Via Palladio 15 - 33100 Udine, mario@nussi.it

cell. 339/1540828, 0432/504466

 

Assistenza contabile

Dott. ssa Marilena Castenetto - Udine Commercialista

Via Volturno - 33100 Udine, marilenacastenetto@hotmail.com cell. 334/3301408

 

Assistenza amministrazioni pubbliche

Dott. ssa  Ilva Santarossa - Cervignano del Friuli

Vice Segretario generale e Capo settore Risorse finanziarie e Affari generali del Comune di  Cervignano del Friuli

Municipio, Cervignano del Friuli, rossettistrassoldo@libero.it cell. 338/3525858

 

Assistenza catastale, piccole manutenzioni e restauri, vincoli monumentali

Geom. Zuan Pieri Biasatti - Codroipo Geometra libero professionista

Piazzetta Santi Ermagora e Fortunato 4/7 - 33033 Codroipo, info@biasatti.eu, cell. 335/6473445

 

Pianificazione urbanistica

Prof.  Piero Pedrocco - Udine

Professore di urbanistica nell’Università di Udine

33100 Udine, Viale delle Scienze 206 - Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine

piero.pedrocco@uniud.it,

cell. 339/2947858, 041/5232074

 

Restauro architettonico

Dott. Riccardo Strassoldo - Udine Conservatore dei beni architettonici

Via Feletto 71 - 33100 Udine, strassori@hotmail.com cell. 340/3539254

 

Ingegneria strutturale

Ing. Marino Del Piccolo - Udine Ingegnere libero professionista

Via Anton Lazzaro Moro - 33100 Udine, marinodelpiccolo@gmail.com, cell. 328/821347

 

Ingegneria impiantistica

Ing. Stefano Scubla – Udine        - Ingegnere libero professionisti

Via Giovanni XXIII, n. 6 Cassacco, stefanoscubla@gmail.com stefanoscubla@gmail.com

Tel/ fax: 0432 85506; cell. 333/5069996

 

Progettazione del verde

Dott. Giovanni Purisiol - Sequals

Dottore in scienze forestali libero professionista Sequals, purisiol@gmail.com

cell. 335/6693965

 

Recupero giardini storici

Arch. Massimo Asquini - Udine

Architetto progettista e conservatore giardini storici

Via Romans 21 - 33100 Udine, massimo.asquini@virgilio.it cell. 348/5625137

 

Archeologia medioevale

Prof. ssa Simonetta Minguzzi - Udine Professore ordinario di archeologia medioevale

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, simonetta.minguzzi@uniud.it

cell. 339/4731109

 

Storia delle lavorazioni artigianali tradizionali

Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni - Udine

Professore di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, maurizio.arcanograttoni@uniud.it

cell. 348/5501232

 

Storia dell’arte

Dott. Francesco Fratta - Udine Dottorando in Storia dell’arte

Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, francesco.fratta@uniud.it cell. 329/6463217

 

Storia delle fortificazioni

Dott. Alessandro Groppo Conte - Udine

Laureato in conservazione dei beni culturali. Autore di pubblicazioni sulla storia dell’architettura fortificato.

groppo.conte@libero.it, cell. 349/4655222

 

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 348/7272142

 

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it cell. 349/8087649

 

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it cell. 335/8330729

 

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it cell. 388/3958216

 

La natura delle competenze

Vengono qui indicate competenze sia strettamente tecnico-giuridiche dirette alla realizzazione di opere di restauro, di manutenzione e di valorizzazione (competenze architettoniche, ingegneristiche, tributarie), sia di supporto a tali operazioni, utili anche alla realizzazione di strumenti di valorizzazione, quali opuscoli, pieghevoli, siti web (storia dell’architettura, storia dell’arte, storia delle fortificazioni), sia rivolte alla difesa delle condizioni ambientali e territoriali (urbanistica, progettazione del verde e così via), sia infine alla esecuzione di corretti interventi conservativi (archeologia).

 

Le competenze sono garantite o dalla provenienza universitaria, o dalle concrete e documentate esperienze realizzate per il recupero e la valorizzazione di castelli della regione.

 

Le prestazioni

Gli esperti sono a disposizione dei proprietari, o possessori o detentori a qualsiasi titolo, di castelli e opere fortificate, in qualità di proprietari, usufruttuari, affittuari o usuari.

 

La collaborazione consisterà in un colloquio in ufficio o in un sopralluogo sul posto. Gli esperti daranno tutte le indicazioni su come procedere negli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione e nelle iniziative di ricerca delle relative risorse, oltreché nella individuazione delle specifiche competenze professionali.

 

Eventuali prestazioni professionali specifiche dovranno essere concordate con l’esperto o gli esperti dallo stesso consigliati e formalizzate con apposito incarico.

 

IL COMITATO PER L’ASSISTENZA AI PROPRIETARI

Coordinatore: Gianni Orzan

Segretario: Zuan Pieri Biasatti Coordinamento

Zuan Pieri Biasatti, Marilena Castenetto, Maurizio d’Arcano Grattoni, Giovanni Purisiol,  Marzio Strassoldo, Gabriella Williams Strassoldo

 

Organizzazione territoriale:

 

Provincia di Udine:                  Maurizio d’Arcano Grattoni

maurizio.arcanograttoni@uniud.it,

cell. 348/5501232

 

Provincia di Gorizia:                Gianni Orzan

gianni.orzan@gmail.com

cell. 335/6891703

 

Provincia di Pordenone:          Giovanni Purisiol

purisiol@gmail.com cell. 335/6693965

 

L’organismo ha la natura di Comitato, vale a dire di una struttura leggera che ha il concreto compito di attuare iniziative dirette alla diffusione di una corretta cultura del restauro e della valorizzazione dei castelli e delle opere  fortificate della regione.

 

Le iniziative di assistenza si rivolgono ai proprietari, possessori, detentori a qualsiasi titolo di castelli e di opere fortificate comprese nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

 

Il Comitato non intende entrare in competizione con altri organismi esistenti in Regione, ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

 

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con  l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

 

Il sito ha il seguente indirizzo:

 

www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

Si chiede in ogni caso   di comunicare    gli indirizzi di posta elettronica di    chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario.

Castelli del Friuli

Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

N. 17 - Dicembre 2015

  • Editoriale

  • Le utilizzazioni turistiche dei castelli

  • Residenze d’epoca

  • L’ordine del giorno alla camera sugli immobili

  • Gli eventi

  • Artigiani per i castelli

  • Esperti per i castelli

  • Il Comitato

  • I tecnici di zona

Editoriale:  Nuovo impegno da parte del Consorzio

Il Consorzio deve fare un attento esame di coscienza per affrontare con serietà il proble-ma del rilancio della sua funzione. Con la sua sede, con il suo sito, con il suo notiziario, con la sua attività editoriale, con la sua presenza sul territorio, con la sua influenza nei punti che contano nella società friulana e regionale, il Consorzio era diventato un punto di riferimento importante per la politica regionale dei beni culturali e per la tutela della architettura fortificata della regione. Ora di questi punti di forza rimangono solo i primi tre. Questi consentono di organizzare due volte all’anno la pur prestigiosa iniziativa di “Castelli aperti”, ma null’altro. Si tratta di una iniziativa che viene incontro alle esigenze di poco più di una dozzina di proprietari, mentre gli altri vengono trascurati. E questo mentre le altre organizzazioni  protezionistiche languono o comunque non danno alcun contributo alla elaborazione di una moderna politica dei beni culturali. L’Istituto dei Castellli fa studi di cui non si hanno molte notizie. L’Adsi si spera possa riprendersi dal lungo periodo di letargo, con la nuova Presidente Perusini. Il Fai si dedica a far visitare ville e palazzi degli altri. Della Associazione Ville Venete non si hanno informazioni. Italia Nostra si risveglia di tanto in tanto per criticare per lo più opere pubbliche che sono già state decise e che è ben difficile fermare o modificare, mentre la speculazione edilizia continua a imperversare nelle città e nei paesi producendo gravi danni al patrimonio. Una delle prime iniziative che il Consorzio dovrebbe prendere potrebbe essere quello di chiamare a raccolta le associazioni protezionistiche per una azione di mutua collabora-zione, di elaborazione di una politica culturale e di pressione sulle amministrazioni pubbliche. La secondo linea dovrebbe essere quella di studiare iniziative atte a  soddi-sfare le altre categorie di proprietari di castelli.

 

FISCO

L’Iva per la utilizzazione economica dei castelli

 

Riteniamo utile aggiungere alcune indicazioni più specifiche in ordine all’applicabilità dell’Iva alle utilizzazioni economiche dei castelli e delle loro pertinenze, in termine di locazione di abitazioni collocate al loro interno.

Si noti che per quanto riguarda la disciplina tributaria è competente solo lo Stato, per la classificazione e la disciplina delle attività la competenza piena è della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Per questo i comportamenti possono essere assai diversi tra regione e regione. La legge regionale fondamentale è la LR 2/2002.

Le forme di utilizzazione per dare un contributo alla domanda di ospitalità turistica sono le seguenti:

  1. Affittacamere;

  2. Case per vacanze;

  3. Bed and Breakfast;

  4. Agriturismo

Le Guest house o affittacamere sono le strutture composte da non più di sei camere per un massimo di quindici posti letto, ubicata in non più di due appartamenti ammobiliati con o senza uso di cucina situata in uno stesso stabile, che forniscono servizi di alloggio, ed eventualmente, servizi complementari, avvalendosi della normale organizzazione familiare. Il titolare di un esercizio di affittacamere può somministrare limitatamente alle persone alloggiate, alimenti e bevande (Art. 77).

Se il servizio di alloggio viene organizzato avvalendosi della normale organizzazione familiare a titolo occasionale, e quindi al di fuori di una posizione imprenditoriale, l’attività non è soggetta ad imposizione Iva, perché manca il requisito soggettivo.

 

Le case per vacanze o unità ammobiliate a uso turistico sono costituite da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina autonoma, destinate a essere concesse in locazione ai turisti nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore a a sei mesi consecutivi, senza offerta di servizi centralizzati tipici delle strutture ricettive turistiche, senza somministrazione  di alimenti e bevande e, comunque, senza la prestazione di alcun servizio di d tipo alberghiero e/o similare (art. 83).  Le case per vacanze  possono essere gestite:

 

1. in forma non imprenditoriale, alla stregua di qualsiasi abitazione di civile abitazione, con la sola limitazione della durata inferiore all’anno; si noti che in caso di una durata inferiore al mese non è necessaria la registrazione del contratto;

 

2. con gestione non diretta, da parte di agenzie immobiliari e immobiliari turistiche, che intervengono con la raccolta delle prenotazioni e con l’incasso dei canoni d’affitto che vengono trasferiti ai proprietari una volta dedotti i diritti di agenzia; su questi ultimi grava l’imposizione Iva;

 

3. in forma imprenditoriale, quando le case per vacanze sono numerose, e quindi l’azione pubblicitaria e la gestione delle abitazioni richiedono l’ausilio di personale dipendente e una complessità di attività che richiedono una organizzazione imprenditoriale, in forma individuale o societaria; in questo caso l’attività è soggetta all’imposizione Iva.

 

Gli esercizi di Bed and Breakfast sono gestiti da coloro i quali, nell’ambito della propria residenza, comprese  pertinenze, offrono occasionalmente alloggio e prima colazione, in non più di quattro camere e con un massimo di otto posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare. Devono essere privilegiati i prodotti agricoli regionali (art. 81). Per definizione le attività di B&B sono occasionali e quindi fuori campo Iva. Problemi si porrebbero quando l’attività non fosse occasionale, bensì abituale ancorché non esclusiva, o vi fosse la somministrazione di beni e servizi accessori.

 

Gli esercizi agrituristici offrono alloggio ed altri servizi nell’ambito di aziende agricole ospitate in castelli o in loro pertinenze, in locali aziendali appositamente predisposti che possono essere costituiti da stanze singole, monolocali o appartamenti composti di più stanze a prescindere che il servizio sia comprensiva della prima colazione, di mezza pensione o di pensione completa. L’azienda può comprendere un punto di ristoro con novanta posti a sedere, che possono salire fino a centoquaranta, di un punto di vendita al pubblico di prodotti aziendali, di un punto di somministrazione di pasti e di bevande e uno spazio di campeggio agrituristico.

L’attività agrituristica è esercitata da un imprenditore agricolo che deve essere iscritto ad apposito elenco degli operatori agroturistici. La attività è regolata dalla Legge regionale 25/1996 e dal DPR 0234/Pres/2011.

L’attività è soggetta ad Iva secondo il regime ordinario o forfetario proprio dell’Impresa agricola in cui l’attività agrituristica è inserita.

 

Per decidere nei singoli casi appare necessario riprendere alcuni criteri generali. Le situazioni possono essere le seguenti.

 

  • Imponibilità: si tratta di scambio di beni e servizi (requisito oggettivo) a cura di chi eserciti attività di impresa, arte o professione (requisito soggettivo) e quindi l’operazione è soggetta ad Iva, secondo le aliquote determinate per il tipo di operazione;

  • Fuori campo: manca il requisito soggettivo o oggetivo e quinndi l’operazione non è soggetta ad Iva;

  • Esenzione: l’operazione è esente da Iva; se vi è il requisito soggettivo, l’operatore è soggetto alle registrazioni Iva, ma essa è esente, il che vuol dire che la aliquota è pari  a 0.

 

Il criterio distintivo tra attività imprenditoriali o non imprenditoriali consiste nella abitualità o nell’occasionalità delle prestazioni. Il fatto è che la norma non indica alcun criterio quantitativo per distinguere la occasionalità dalla abitualità. Nel caso specifico tale distinzione risiede solo nel soggettivo apprezzamento della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle entrate  e in ultima istanza dalla Commissione Tributaria.

 

IMMOBILI VINCOLATI

 

Le residenze d’epoca

 

Merita ricordare per semplice informazione la previsione della legge finanziaria approvata nel 2014 riguardo alla istituzione della tipologia della Residenza d’epoca. L'art. 2, comma 49 della L.R. N. 27 del 30.12.2014, Disposizioni per la formazione del bilancio pluriennale e annuale (Legge finanziaria 2015) modifica l’articolo 63 bis della Legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 Disciplina organica del turismo, introducendo un ulteriore comma 2-bis.

 

A seguito della modifica introdotta il testo dell'art. 63-bis si presenta come di seguito:

(Residenze d'epoca)

  1. Sono classificate come residenze d'epoca le strutture ricettive ubicate in edifici di particolare pregio storico-architettonico, assoggettati ai vincoli previsti dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), che offrono l'alloggio in camere e unità abitative con il limite massimo di 25 posti letto.

  2. I requisiti minimi qualitativi delle residenze d'epoca sono quelli previsti dalle corrispondenti tipologie di struttura ricettiva disciplinate dal titolo IV e di cui ai corrispondenti allegati.

<<2 bis. Il limite massimo di 25 posti letto di cui al comma 1 si applica anche in deroga ai limiti massimi previsti per le corrispondenti tipologie di struttura ricettiva disciplinate dal titolo IV, capi VI e VII.>>.

 

Ciò significa che le strutture ricettive ubicate in edifici di particolare pregio storico- architettonico, assoggettati ai vincoli previsti dal decreto legislativo 22 gennaio 2004,

n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) possono essere classificate come residenze d'epoca, con dei requisiti minimi qualitativi tipici di strutture ricettive più "elementari", ovvero i Bed & Breakfast o gli affittacamere.

Pur tuttavia alle residenze d'epoca è data la possibilità di offrire l'alloggio in camere e unità abitative con il limite massimo di venticinque posti letto, un limite cioè più elevato di quello consentito agli esercizi di Bed & Breakfast (limite massimo di capienza: non più di quattro camere e con un massimo di otto posti letto), o agli affittacamere (limite massimo di capienza: non più di sei camere per un massimo di quindici posti letto).

 

Si tratta chiaramente di un intervento “ad personam”. Non esistono in tutto il Friuli Castelli o Ville vincolate con ben 25 stanze da destinare ad ospitalità turistica, a meno che non si voglia stravolgere uno degli esistenti edifici, con pesanti opere di divisione di saloni e di costruzione di servizi. Quando in Friuli si aprirà un Affittacamere o un Bed and Breakfast con 25 stanze sapremo chi è il potente proprietario che invece di muoversi per inserire un finanziamento a favore di tutti i proprietari di castelli, si impegna con successo in una modifica legislativa diretta ad aumentare  al meglio la redditività  della sua dimora.

 

BENI CULTURALI

 

L’0rdine del giorno della Camera

 

La Camera dei deputati per iniziativa della deputata friulana Gianna Malisani e di altri suoi colleghi (Narduolo, Zardini Crivellari, Piccoli, Nardelli, Manzi, Rampi, D’Arienzio, Sbrollini, Rotta, Rubinato) in occasione della votazione della Legge di Stabilità 2016 approvato il seguente ordine del giorno:

 

La Camera

 

Premesso che

  • l’identità culturale del nostro Paese costituita dal suo immenso patrimonio storico e artistico i vincolati è composto da circa 30.000 immobili storici vincolati; nella stragrande maggioranza gli immobili storici vincolati sono beni di famiglia ereditati non acquistati e dunque non oggetto di una scelta, determinata da una capacità economica del proprietario;

  • tali immobili vincolati sono classificati nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9, allo stesso modo di case ed edifici considerati di lusso, tuttavia i proprietari di immobili vincolati non hanno pari opportunità e libertà di utilizzo del bene, rispetto ai proprietari di quegli immobili non vincolati appartenenti a qualsiasi categoria catastale;

  • i fabbricati storici infatti sono sottoposti al vincolo ministeriale per il loro rilevante pregio architettonico, artistico e storico, in base alle vigenti leggi sulla tutela e conservazione dei Beni Culturali, e qualsiasi intervento edilizio effettuato e all approvazione delle competenti Soprintendenze si tratta generalmente di lavori di conservazione, protezione e restauri piuttosto costosi;

  • i proprietari, se non ottemperano all’obbligo della costante assidua manutenzione e tutela del bene, sono le loro eccellenze artistiche ed architettoniche un grande numero di visitatori ad essere volano di economie locali di indotto nel settore della ristorazione e alberghiero; in tal senso, una politica di regime fiscale speciale nei confronti di tali immobili vincolati risulta oggi fondamentale e imprescindibile per la tutela, la conservazione, lo sviluppo e la valorizzazione di tale immenso patrimonio comune; tutto ciò, inoltre, favorisce la creazione di nuovi posti di lavoro e di attrazione di investimenti su scala territoriale in tutti i contesti che si pregiano della presenza storica di tali beni monumentali;

impegna il Governo

  • a valutare l'opportunità di estendere l'esenzione dal pagamento dell'IMU anche agli immobili storici vincolati ricompresi nelle categorie A/1, A/8, A/9, oppure a ripristinare sugli stessi l'agevolazione fiscale già in essere precedentemente all'anno 2012 al fine di consentire ai proprietari di tali beni di investire risorse per interventi di conservazione, protezione e restauro che alimenterebbero prima di tutte le imprese e, secondariamente, il turismo ed il settore agroalimentare;

  • nel quadro della riforma del catasto a valutare la possibilità di istituire una categoria riservata agli immobili vincolati ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del paesaggio;

  • a ricercare le risorse necessarie, nel quadro delle compatibilità finanziarie, per erogare in tempi certi e ragionevoli i contributi riconosciuti, ma non ancora erogati, ai privati proprietari di immobili vincolati che hanno effettuato restauri a proprie spese, dopo che in sede di assestamento 2015, lo stesso Governo ha reperito una prima quota si risorse per avviare la soluzione del problema.

 

Gli ordini del giorno hanno una importanza relativa. Quando il Governo respinge un emendamento convince i proponenti a trasformarlo in un ordine del giorno di cui cercherà di tenere conto. Spetta ai proponenti di incalzare il Governo a mantenere la proposta. Solo allora si potrà constatare se si voleva dare una risposta purchessia  alla richiesta di qualche elettore, o se si risponde ad una reale convinzione dei proponenti.

 

Eventi

 

Visite ai parchi e giardini

 

L’Adsi va preparando una giornata di apertura di parchi, giardini e ville sia nel Friuli Venezia Giulia sia in tutta Italia. Si tratterà di aprire per due giorni o almeno per un giorno i più bei parchi, giardini, serre adornanti le più belle Ville del Friuli. La nuova Presidente regionale dell’Adsi Teresa Perusini invita tutti i proprietari a mettere a disposizione i loro immobili. La manifestazione in tutta Italia avrà luogo il 21 e 22 maggio e le adesioni dovrebbero arrivare entro il 9 febbraio.

 

Aperta la campagna adesioni del Consorzio Castelli

 

Il Consorzio Castelli ha avviato la sua campagna per il rinnovo delle adesioni dei proprietari dei castelli. I rinnovi possono essere effettuati entro il 31 marzo 2016. Le quote dell’iscrizione e del rinnovo ammontano ai seguenti importi:

 

  • persone fisiche                                          100 euro

  • comuni  fino  a 10.000 ab.                        130 euro

  • comuni    da 10.000 a 100.000 ab            200 euro

  • comuni     oltre 100.00                              260 euro

  • persone giuridiche   senza fini di lucro   100  euro

  • società                                                       150  euro

  • province                                                    260  euro

 

Possono aderire al Consorzio persone fisiche che siano proprietari, possessori o usuari di castelli e di opere fortificate. Possono aderire anche enti locali che siano proprietari , possessori o usuari di castelli o nel cui territorio cadano opere fortificate. Si raccomanda tutti gli amici ad effettuare rapidamente il rinnovo. Porre in evidenza i problemi che affliggono il Consorzio non significa estranearsi dalle sue attività. Le modalità del pagamento possono leggersi in www.consorziocastelli.it.

 

La Regione Toscana trova troppo costosi i beni architettonici

 

Ha suscitato scalpore la decisione della Regione Toscana di alienare tutta una serie di palazzi e di ville storiche perché la loro manutenzione è troppo costosa. Si fa l’esempio di un compendio di 650 milioni la cui manutenzione costerebbe 100 milioni l’anno. Le ragioni vere di tale decisione sono probabilmente altre. Si tratta probabilmente di mettere le mani avanti di fronte alle proteste che sarebbero state sollevate di fronte alla alienazione di elementi monumentali di pregio. Resta comunque evidente l’ammissione che la manutenzione di immobili di interesse storico e artistico richiede costi rilevanti che un ente pubblico come la Regione non è in condizioni di sostenere. Immaginarsi che cosa avviene per i privati! E indispensabile ripristinare il sistema di agevolazioni fiscali e finanziarie che il  deleterio Governo Monti ha abolito nel 2012.

 

GLI ARTIGIANI PER I CASTELLI

 

Pubblichiamo un elenco di  artigiani esperti in interventi di restauro che ci sentiamo di segnalare ai proprietari di castelli, quanto hanno operato in ambito castellano e sui quali possiamo dare le migliori referenze.

 

Preghiamo i proprietari di indicare altri nominativi che hanno dato soddisfacenti prove in opere nei propri castelli, che siano consigliabili sia per qualità delle prestazioni che per prezzi praticati.

 

Michela Contessi

Restauro di materiale lapideo, pittura a fresco e su tela, scultura lignea Via Bersaglio, 57 - 33013 Gemona del Friuli (Ud)

Cell.: 338-8379016

miccontessi8@gmail.com Fra i lavori eseguiti:

Trieste (Ts), chiesa ortodossa di San Nicolò San Floriano di Illegio (Ud), pieve

Gemona del Friuli (Ud), porta Udine

Gemona del Friuli (Ud), chiesa di Santa Maria di Fossale Esemon di Sopra (Ud), chiesa

 

Renato Furlano

Lavori in ferro forgiato, riparazione e restauro di serrature antiche Via Bevilacqua, 34 - 33034 Ciconicco (Fagagna/Ud)

Tel.: 0432- 800565

e-mail: lefarie@gmail.com Fra i lavori eseguiti:

La Brunelde (Fagagna/Ud), casaforte d’Arcano Fagagna (Ud), casa Asquini

 

Antonella Facchinetti

Restauri di superfici in pietra, stucchi, marmorini, affreschi Via Trieste, 6 33050 Pavia di Udine (Ud)

Cell.: 338 5851986 ()

e-mail: eucore28@libero.it Fra i lavori eseguiti:

Udine, Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Antonini Belgrado (Provincia di Udine) Fagagna (Ud), casa Asquini

Clauiano (Ud), villa Manin Tapogliano (Ud), villa de Pace

 

Luciana Simonetti

Restauro di pitture su legno e su tela Cedarchis, 77 - 33022 Arta Terme (Ud) cell.: 339-7027569

e-mail: lumy.simo@libero.it Fra i lavori eseguiti:

Opere d’arte in musei e numerose chiese del Friuli (Pieve di San Pietro in Carnia, San Leonardo di Osais di Prato Carnico, Paluzza &c.)

 

Maurizio De Stasio

Restauro di mobili e opere di carpenteria Borgo Udine 61  - 33057 Palmanova

Cell. 327-5888503

e-mail: mauriziodestasio@gmail.com Fra i lavori eseguiti:

Restauro di mobili e serramenti Castello di Strassoldo di Sotto Restauro di serramenti Borgo Natocco di Strassoldo

Restauro di materiali lignei nel Castello di Duino

 

Stefano Mursia

Restauro di affreschi

Via del Palazzo 2 – 33033 Muscletto Cell. 349 4138813

e-mail: astonsign@gmail.com

Restauri  di affreschi nella Chiesetta di Griis

Restauro di affreschi nella torre di Strassoldo di Sopra

Restauro nel Palazzo Dragoni Caimo di Buttrio

Intonaci della Chiesetta di San Marco a Strassoldo di Sotto

 

GLI ESPERTI PER I CASTELLI

 

Poniamo a disposizione dei proprietari, possessori e detentori di castelli e opere fortificate un gruppo di 22 esperti e tecnici cui si potranno rivolgere prima di avviare operazioni di restauro, di pubblicizzazione e di valorizzazione dei loro castelli.

Intervenire su di un castello è operazione difficile e delicata. Prima di intervenire bisogna ricorrere al consiglio di chi ha avuto esperienze importanti e verificabili in materia. Le competenze che per ora mettiamo a disposizione sono indicate di seguito.

 

Assistenza amministrativa

Avv. Luca De Pauli - Udine

Avvocato amministrativista

Via Vittorio Veneto 39 - 33100 Udine, depaluca@tin.it, cell. 335/6177910, 0432/507321

 

Assistenza tributaria

Prof. avv. Mario Nussi - Udine

Professore ordinario di diritto tributario Università di Udine Via Palladio 15 - 33100 Udine, mario@nussi.it

cell. 339/1540828, 0432/504466

 

Assistenza contabile

Dott. ssa Marilena Castenetto - Udine Commercialista

Via Volturno - 33100 Udine, marilenacastenetto@hotmail.com cell. 334/3301408

 

Assistenza amministrazioni pubbliche

Dott. ssa  Ilva Santarossa - Cervignano del Friuli

Vice Segretario generale e Capo settore Risorse finanziarie e Affari generali del Comune di  Cervignano del Friuli

Municipio, Cervignano del Friuli, rossettistrassoldo@libero.it cell. 338/3525858

 

Assistenza catastale, piccole manutenzioni e restauri, vincoli monumentali

Geom. Zuan Pieri Biasatti - Codroipo Geometra libero professionista

Piazzetta Santi Ermagora e Fortunato 4/7 - 33033 Codroipo, info@biasatti.eu, cell. 335/6473445

 

Pianificazione urbanistica

Prof.  Piero Pedrocco - Udine

Professore di urbanistica nell’Università di Udine

33100 Udine, Viale delle Scienze 206 - Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine

piero.pedrocco@uniud.it,

cell. 339/2947858, 041/5232074

 

Restauro architettonico

Dott. Riccardo Strassoldo - Udine Conservatore dei beni architettonici

Via Feletto 71 - 33100 Udine, strassori@hotmail.com cell. 340/3539254

 

Ingegneria strutturale

Ing. Marino Del Piccolo - Udine Ingegnere libero professionista

Via Anton Lazzaro Moro - 33100 Udine, marinodelpiccolo@gmail.com, cell. 328/821347

 

Ingegneria impiantistica

Ing. Stefano Scubla – Udine        - Ingegnere libero professionisti

Via Giovanni XXIII, n. 6 Cassacco, stefanoscubla@gmail.com stefanoscubla@gmail.com

Tel/ fax: 0432 85506; cell. 333/5069996

 

Progettazione del verde

Dott. Giovanni Purisiol - Sequals

Dottore in scienze forestali libero professionista Sequals, purisiol@gmail.com

cell. 335/6693965

 

Recupero giardini storici

Arch. Massimo Asquini - Udine

Architetto progettista e conservatore giardini storici

Via Romans 21 - 33100 Udine, massimo.asquini@virgilio.it cell. 348/5625137

 

Archeologia medioevale

Prof. ssa Simonetta Minguzzi - Udine Professore ordinario di archeologia medioevale

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, simonetta.minguzzi@uniud.it

cell. 339/4731109

 

Storia delle lavorazioni artigianali tradizionali

Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni - Udine

Professore di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, maurizio.arcanograttoni@uniud.it

cell. 348/5501232

 

Storia dell’arte

Dott. Francesco Fratta - Udine Dottorando in Storia dell’arte

Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, francesco.fratta@uniud.it cell. 329/6463217

 

Storia delle fortificazioni

Dott. Alessandro Groppo Conte - Udine

Laureato in conservazione dei beni culturali. Autore di pubblicazioni sulla storia dell’architettura fortificato.

groppo.conte@libero.it, cell. 349/4655222

 

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 348/7272142

 

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it cell. 349/8087649

 

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it cell. 335/8330729

 

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it cell. 388/3958216

 

La natura delle competenze

Vengono qui indicate competenze sia strettamente tecnico-giuridiche dirette alla realizzazione di opere di restauro, di manutenzione e di valorizzazione (competenze architettoniche, ingegneristiche, tributarie), sia di supporto a tali operazioni, utili anche alla realizzazione di strumenti di valorizzazione, quali opuscoli, pieghevoli, siti web (storia dell’architettura, storia dell’arte, storia delle fortificazioni), sia rivolte alla difesa delle condizioni ambientali e territoriali (urbanistica, progettazione del verde e così via), sia infine alla esecuzione di corretti interventi conservativi (archeologia).

 

Le competenze sono garantite o dalla provenienza universitaria, o dalle concrete e documentate esperienze realizzate per il recupero e la valorizzazione di castelli della regione.

 

Le prestazioni

Gli esperti sono a disposizione dei proprietari, o possessori o detentori a qualsiasi titolo, di castelli e opere fortificate, in qualità di proprietari, usufruttuari, affittuari o usuari.

 

La collaborazione consisterà in un colloquio in ufficio o in un sopralluogo sul posto. Gli esperti daranno tutte le indicazioni su come procedere negli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione e nelle iniziative di ricerca delle relative risorse, oltreché nella individuazione delle specifiche competenze professionali.

 

Eventuali prestazioni professionali specifiche dovranno essere concordate con l’esperto o gli esperti dallo stesso consigliati e formalizzate con apposito incarico.

 

IL COMITATO PER L’ASSISTENZA AI PROPRIETARI

Coordinatore: Gianni Orzan

Segretario: Zuan Pieri Biasatti Coordinamento

Zuan Pieri Biasatti, Marilena Castenetto, Maurizio d’Arcano Grattoni, Giovanni Purisiol,  Marzio Strassoldo, Gabriella Williams Strassoldo

 

Organizzazione territoriale:

 

Provincia di Udine:                  Maurizio d’Arcano Grattoni

maurizio.arcanograttoni@uniud.it,

cell. 348/5501232

 

Provincia di Gorizia:                Gianni Orzan

gianni.orzan@gmail.com

cell. 335/6891703

 

Provincia di Pordenone:          Giovanni Purisiol

purisiol@gmail.com cell. 335/6693965

 

L’organismo ha la natura di Comitato, vale a dire di una struttura leggera che ha il concreto compito di attuare iniziative dirette alla diffusione di una corretta cultura del restauro e della valorizzazione dei castelli e delle opere  fortificate della regione.

 

Le iniziative di assistenza si rivolgono ai proprietari, possessori, detentori a qualsiasi titolo di castelli e di opere fortificate comprese nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

 

Il Comitato non intende entrare in competizione con altri organismi esistenti in Regione, ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

 

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con  l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

 

Il sito ha il seguente indirizzo:

 

www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

Si chiede in ogni caso   di comunicare    gli indirizzi di posta elettronica di    chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario.

                                 Castelli del Friuli

                              ____________________________________________                                 

                              Assistenza ai proprietari di castelli della Regione

                              Newsletter N. 16 - novembre 2015

                                                                                Contatti: castellidelfriuli@gmail.com

Sommario

  • Editoriale
  • L’Iva per le locazioni
  • La legge sui beni culturali

  • La legge regionale di stabilità

  • Artigiani per icastelli
  • Esperti per icastelli

  • I tecnici di zona

Editoriale: il rilancio del Consorzio

L’anno che si va chiudendo ha registrato una notevole perdita di dinamismo e di peso politico del Consorzio. Con un solo tratto di penna la nuova legge regionale sui beni culturali ha abrogato un sistema di leggi che il Consorzio aveva messo a punto nei decenni con la collaborazione di assessori regionali e di sindaci del Friuli: la legge 60/1976 che prevedeva contributi in conto capitale, la legge 77/1981 che disponeva contributi in rate annue costanti per interventi sul restauro e la legge 10/2000 sul recupero dei beni fortificati. E questo senza alcuna protesta da parte del Consorzio. Con la legge regionale di stabilità 2016 sono ancora una volta azzerati i finanziamenti per il recupero dei beni culturali immobili. L’ambizioso programma di presentazioni di restauri e di incontri in cantiere enunciati in aprile 2015 non ha avuto alcuna forma di applicazione. Solo qualche circolare su eventi organizzati da altri enti, di nessun interesse per il recupero dei castelli friulani.

Il pur bel convegno di Colloredo con la partecipazione dell’Assessore regionale della cultura Torrenti non ha dato alcun frutto, come emergeva chiaramente dall’intervento dell’Assessore stesso.

Il periodo che il Consorzio va attraversando è il peggiore di quelli che hanno caratterizzato la sua vita. Viene battuto solo dagli anni in cui il Consorzio ha eletto come Presidente un nobiluomo che abitava a Firenze. Chi abita a Roma non è in grado di allacciare fruttuosi rapporti con la classe politica e amministrativa della Regione. Non può rappresentare il Consorzio nelle decine di manifestazioni riservate annualmente ai castelli. Non può fare del Consorzio un protagonista della vita culturale della Regione.

E’ necessario trovare le vie per un forte rilancio dell’Ente rappresentativo dei proprietari dei castelli.

 

Fisco

L’iva per le locazioni dei castelli

Le forme più consuete di utilizzazione a fini economici dei castelli assumono le seguenti forme:

  • visite dei parchi, degli spazi esterni e degli interni di castelli e di opere fortificate;
  • locazione di abitazioni collocate in castelli;
  • locazione di spazi produttivi collocati in castelli.

Nel primo caso si tratta di attività di apertura dei castelli alla visitabilità di terzi, sia regolarmente sia in occasioni specifiche, sia in date fasce orarie sia per appuntamento, contro pagamento di un biglietto di ingresso. Tali prestazioni sono esenti da Iva, ai sensi dell’art. 10, comma 1, punto 22 del DPR 633/1972, il quale recita: “le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili, e quelle inerenti alla visita di musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili”. Si noti che la norma prevede prestazioni “inerenti” alla visita e quindi comprende anche prestazioni accessorie purché funzionali alla visita, come il noleggio delle cuffie per l’ascolto di illustrazioni preregistrate, la retribuzione della guida o dell’accompagnatore, il servizio di sbigliettamento e di custodia dell’ingresso. Non sono esenti da Iva la vendita di cataloghi, stampe, libri e altri supporti. Si noti che sono esenti da Iva anche le retribuzioni degli enti che concorrono alla vendita dei biglietti.

Nel secondo caso si tratta di locazioni dell’immobile o di sue parti a titolo di abitazione. Non vi sono norme specifiche per beni culturali, per cui valgono le norme generali.  Secondo l’art. 10, comma 1, punto 8  del DPR 633/1972 sono esenti da Iva i fabbricati di civile abitazione compresi nelle categorie catastali da A/1 ad A/9 e A/11 quando vengano locate da persone fisiche (privati), o da imprese diverse da quelle che hanno provveduto alla costruzione degli stessi. Nel caso di locazione non di carattere stabile, ma per turisti e quindi per breve tempo, abbiamo i seguenti casi:

  • case per vacanze
  • affittacamere
  • bed and breakfast
  • agriturismo

(nota dell'Associazione Europea Valorizzazione Castelli, Palazzi e Giardini Storici: per quanto attiente le forme di locazione e le relative leggi regionali del FVG si consiglia di leggere la newsletter n. 17 del mese di dicembre 2015 nella quale le precisazioni sono più complete e precise)

Per le case per vacanze non si paga l’Iva, perché trattasi di mera locazione.

Per gli affittacamere si deve distinguere se si offrono prestazioni accessorie o solo la locazione, e in particolare se il proprietario gestisce la attività nell’ambito della normale organizzazione familiare e quindi con gestione non imprenditoriale o si dota di strumenti accessori per cui la gestione è imprenditoriale: in questo ultimo caso si paga l’Iva da parte del proprietario che diventa soggetto imprenditoriale, in forza di un requisito soggettivo.

Per i bed and breakfast si paga l’Iva in quanto alla locazione della camera si aggiungono le prestazioni accessorie come la somministrazione della prima colazione.

Per l’agriturismo alla locazione della camera si aggiungono anche prestazioni accessorie legate alle produzioni dell’azienda agricola ospitante. L’azienda agrituristica si configura come una impresa e quindi è soggetta a Iva.

Nel terzo caso riguardante gli immobili produttivi, cioè appartenenti alle categorie A10, B, C, D, E, ancorché vincolati, si applica l’imposta Iva.

 

Beni culturali

La Legge regionale sui beni culturali

Niente investimenti per i beni culturali. E’ stata pubblicata la L.R. 25 settembre 2015,

n. 23/2015 sui beni culturali. Essa contiene alcune norme di riordino del sistema dei beni culturali mobili, e in particolare per le biblioteche, musei e archivi. Nessuna attenzione è dedicata alle spese di investimento in cultura e in particolare nella conservazione dei beni architettonici. Il patrimonio culturale della Regione costituito da ville, palazzi, caselli e chiese è ingente e spesso, data l’antichità e la fragilità di tali complessi edilizi, e la difficoltà di un adeguato utilizzo, è in condizioni insufficienti di conservazione. Si tratta di edifici di notevole volume, di antica costruzione, di difficile trasformabilità sia per ragioni intrinseche, sia perché le trasformazioni sono – giustamente – vietate o di difficile esecuzione senza alterazioni delle caratteristiche storiche e artistiche di tali monumenti. I costi di manutenzione sono elevati, le opportunità di utilizzazione sono limitate, i vincoli sono pesanti e di difficile superamento. Questo significa che sono sottoposti a gravi processi di degrado che ne peggiorano rapidamente le condizioni di conservazione.          

D’altra parte le condizioni economiche che ne resero possibile la costruzione e la successiva manutenzione si sono in gran parte dissolte. Le ampie proprietà terriere da cui derivavano i redditi necessari alle opere di assidua manutenzione che erano richieste sono quasi completamente sparite, per cui gran parte dei proprietari devono ritagliare i mezzi necessari o dai redditi ricavati da altre attività economiche o professionali, o dalla valorizzazione degli immobili attraverso le più svariate attività che vi possono essere ospitate, come matrimoni, manifestazioni, convegni, visite, vale a dire da attività che non sempre sono in grado di sostenere le ingenti spese richieste dalle manutenzioni o dai restauri. Gli elevati livelli della imposizione fiscale rendono anch’essi difficili i processi di manutenzione di immobili che presentano da un lato ingenti volumetrie che richiedono elevate spese di riscaldamento e illuminazione, e dall’altro condizioni di fragilità e di degradabilità che difficilmente possono essere contrastate senza la disponibilità di ingenti risorse.

Di tutto questo la legge non tiene alcun conto. Essa considera le strutture museali, bibliotecarie e archivistiche, ma non considera questi aspetti che mettono a grave repentaglio il nostro ingente patrimonio architettonico.

 

Bilancio regionale

Nessun finanziamento per il restauro

Il Consiglio regionale ha approvato il Bilancio regionale 2016, senza sostanziali modificazioni  rispetto al disegno di legge proposto dalla Giunta regionale.

Le novità più importanti sono date dagli incrementi anche sensibili delle attività culturali, che salgono dai 30 ai 33 milioni, dei corregionali all’estero che salgono da 3,42 a 4,04 milioni, i beni culturali mobili, vale a dire i musei e le biblioteche che crescono dai 5 ai 6 milioni, le infrastrutture che salgono dai 251 ai 345 milioni.

L’intervento conclusivo della Presidente Serracchiani non dà una risposta ai principali inconvenienti di una manovra finanziaria che presenta molti punti critici, quali:

  • la insensibilità verso gli investimenti culturali: pur a fronte di un sensibile aumento della spesa per la cultura, questa rimane limitata al settore dell’effimero (musica, teatro, ecc.), mentre continuano ad rimanere azzerate le spese in conto capitale dirette a conservare il patrimonio culturale della regione, e cioè gli immobili di interesse storico-artistico;
  • lo scarso interesse rivolto alle attività di valorizzazione e in particolare quelle a sostegno della maggioranza friulana e prossime allo zero quelle riguardanti la minoranza tedesca;
  • la debolezza degli interventi a favore delle attività produttive, pur in un momento di gravi difficoltà che questi settori vanno attraversando e che richiederebbero un impegno particolarmente intenso;
  • l’assenza di un serio impegno a favore di una area in grave difficoltà, quella della montagna, a favore della quale gli interventi vengono mantenuti sui 4,34 milioni di euro.

In definitiva è assai grave la sottovalutazioe del problema della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della nostra Regione, che rappresenta uno dei principali fattori di attrazione per un turismo sempre sempre più attento alle particolarità locali  e ai messaggi culturali.

L’aver mutato il nome da “Legge finanziaria” a “Legge di stabilità” non cambia la sostanza del problema: l’assenza di una linea strategica e rilevanti lacune nell’ individuazione dei settori che possano contribuire ad un reale rilancio dell’economia regionale.

 

Eventi

Rinnovato il Notizario “Castelli”

Il notiziario trimestrale “Castelli” che il Consorzio pubblica da 34 anni con regolarità e tenacia è arrivato al suo 146 numero. Pur mantenendo la sua tradizionale forma grafica, segno di continuità  e di impegno, si presenta con contenuti in parte rinnovati e con alcune scelte editoriali di sicuro interesse. Particolarmente apprezzabile la pubblicazione nell’inserto “Documenti” delle parti fondamentali del libro AA. VV., “Castelli/Castles/Schlösser”, Grillo Editore, Udine 1976. Pubblicato dal Consorzio e costruito sulle rovine del sisma del 1976, a cura di Castenetto, Liesch e Strassoldo, rappresentò un fondamentale contributo alla ricostruzione dei castelli, rifiutando le tesi riduttivistiche di chi voleva trasformali in grandi parchi  archeologici, o di ricostruirli seguendo i moduli architettonici attuali, accanto a grandi  città moderne ricostruite accanto agli insediamenti tradizionali, abbandonati alla archeologia.

Il libro dette un contributo fondamentale all’affermazione del principio, allora fortemente contrastato, della ricostruzione di “com’era e dov’era”. Da qui la ricostruzione di Venzone, Gemona, Colloredo, Artegna, Prampero, Ragogna, Caporiacco e tanti altri, una spinta fondamentale alla ricostruzione del patrimonio. Dal libro emerge tutto l’impegno del Consorzio che con le sue forze migliori dette un contributo  essenziale  per il recupero del patrimonio architettonico del Friuli.

 

Rinnovato il vertice dell’ADSI

La sezione del Friuli Venezia Giulia dell’Associazione Dimore Storiche Italiane nel corso dell’assemblea svoltasi nel Castello di Villalta il 30 novembre, dopo la relazione del Presidente nazionale Maroello Diaz della Vittoria, ha provveduto alla rielezione delle cariche.

Dopo la comunicazione del Dott. Sergio Gelmi di Caporiacco, Presidente uscente, di non essere più disponibile alla rielezione, è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo, che è risultato composto da: Paolo Alberto Amodio, Francesco Beretta, Marisanta di Prampero de Carvaho, Vera Verzegnassi Frangipane , Marina Gelmi di Caporiacco, Gordio Frangipane, Paolo Giasone Attimis, Roberto Pirzio Buroli, Teresa Perusini de Pace.

La Dott. ssa Teresa Perusini de Pace, storica dell’arte e restauratrice, è stata eletta all’unanimità Presidente dell’Associazione. Alla nuova Presidente e al nuovo Consiglio direttivo gli auguri più inceri per una efficace opera di recupero delle Ville e dei Palazzi della Regione

 

Soffitti lignei medievali

Nelle giornate dal 9 all’11 ottobre scorso si è tenuto a Lagrasse (Aude) l’VIII Convegno internazionale sui soffitti lignei sul tema «Du Frioul à l’Aragon. Esquisse d’un géographie des plafonds peints médiévaux», organizzato dall’Association internationale de recherche sur les charpentes et les plafonds peints médiévaux (RCCPM) e che ha riunito specialisti del settore provenienti da Francia, Spagna, Svizzera e Italia. Fra i partecipanti italiani vi erano il prof. Maurizio d’Arcano Grattoni, docente di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo nell’Università degli studi di Udine (nonché socio del Consorzio per la salvaguardia dei castelli storici del Friuli Venezia Giulia) e il dott. Francesco Fratta, neo dottore di ricerca e ora assegnista nel medesimo ateneo, che hanno illustrato i risultati ottenuti nell’àmbito del progetto di ricerca sui soffitti lignei realizzati in Friuli fra XV e XVI secolo • da poco conclusosi presso il Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università friulana ­ che ha portato allo studio di oltre una settantina di soffitti per la maggior parte inediti. Nella giornata conclusiva del convegno, la città di Cividale del Friuli • che ha ospitato la prima mostra in Italia interamente dedicata a questo argomento (con la pubblicazione del relativo catalogo) e che è particolarmente attiva nel settore della conservazione e della valorizzazione del proprio patrimonio storico­artistico ­ è stata nominata referente per l’Italia nell’àmbito del progetto internazionale promosso dalla RCPPM concernente lo studio e la valorizzazione dei soffitti lignei cronologicamente databili tra il XIII e il XVI secolo e geograficamente appartenenti a Francia, Spagna e Italia, con possibilità di aprirsi in futuro all’area orientale, in particolare alla Slovenia.

Fra gli obiettivi del progetto, la realizzazione di una cartografia di questi manufatti, propedeutica a una strategia d’intervento che ne riguardi la messa in sicurezza, la tutela e la valorizzazione. Già nel mese scorso, una delegazione francese, coordinata dalla prof. Monique Bourin dell'Università di Paris 1•Panthéon•Sorbonne, si è incontrata con l’assessore e vicesindaco di Cividale dott. Daniela Bernardi e la funzionaria responsabile per le attività culturali dott. Elisabetta Gottardo per definire le procedure e gli accordi di partenariato.

Per questo motivo si chiede di segnalare l’eventuale presenza di soffitti lignei dipinti nelle proprie dimore, anche in vista di possibili futuri interventi a carattere conservativo, resi possibili grazie a risorse provenienti dalla prevista partecipazione a bandi di finanziamento europei.

 

Per informazioni e segnalazioni:

ci si può rivolgere a: maurizio.arcanograttoni@uniud.it oppure a francesco.fratta@uniud.it

 

GLI ARTIGIANI PER I CASTELLI

Pubblichiamo un elenco di artigiani esperti in interventi di restauro che ci sentiamo di segnalare ai proprietari di castelli, quanto hanno operato in ambito castellano e sui quali possiamo dare le migliori referenze.

Preghiamo i proprietari di indicare altri nominativi che hanno dato soddisfacenti prove in opere nei propri castelli, che siano consigliabili sia per qualità delle prestazioni che per prezzi praticati.

 

Michela Contessi

Restauro di materiale lapideo, pittura a fresco e su tela, scultura lignea

Via Bersaglio, 57 - 33013 Gemona del Friuli (Ud)

Cell.: 338-8379016

miccontessi8@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Trieste (Ts), chiesa ortodossa di San Nicolò San Floriano di Illegio (Ud), pieve

Gemona del Friuli (Ud), porta Udine

Gemona del Friuli (Ud), chiesa di Santa Maria di Fossale Esemon di Sopra (Ud), chiesa

 

Renato Furlano

Lavori in ferro forgiato, riparazione e restauro di serrature antiche

Via Bevilacqua, 34 - 33034 Ciconicco (Fagagna/Ud)

Tel.: 0432- 800565

e-mail: lefarie@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

La Brunelde (Fagagna/Ud), casaforte d’Arcano Fagagna (Ud), casa Asquini

 

Antonella Facchinetti

Restauri di superfici in pietra, stucchi, marmorini, affreschi

Via Trieste, 6 33050 Pavia di Udine (Ud) Cell.: 338 5851986 ()

e-mail: eucore28@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Udine, Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Antonini Belgrado (Provincia di Udine) Fagagna (Ud), casa Asquini

Clauiano (Ud), villa Manin Tapogliano (Ud), villa de Pace

 

Luciana Simonetti

Restauro di pitture su legno e su tela Cedarchis, 77 - 33022 Arta Terme (Ud) cell.: 339-7027569

e-mail: lumy.simo@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Opere d’arte in musei e numerose chiese del Friuli (Pieve di San Pietro in Carnia, San Leonardo di Osais di Prato Carnico, Paluzza &c.)

 

Maurizio De Stasio

Restauro di mobili e opere di carpenteria

Borgo Udine 61  - 33057 Palmanova

Cell. 327-5888503

e-mail: mauriziodestasio@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Restauro di mobili e serramenti Castello di Strassoldo di Sotto Restauro di serramenti Borgo Natocco di Strassoldo

Restauro di materiali lignei nel Castello di Duino

 

Stefano Mursia

Restauro di affreschi

Via del Palazzo 2 – 33033 Muscletto Cell. 349 4138813

e-mail: astonsign@gmail.com

Restauri  di affreschi nella Chiesetta di Griis

Restauro di affreschi ed intonaci nella torre del Castello di Strassoldo di Sopra

Restauro nel Palazzo Dragoni Caimo di Buttrio

Intonaci della Chiesetta di San Marco a Strassoldo di Sotto

 

GLI ESPERTI PER I CASTELLI

Poniamo a disposizione dei proprietari, possessori e detentori di castelli e opere fortificate un gruppo di 22 esperti e tecnici cui si potranno rivolgere prima di avviare operazioni di restauro, di pubblicizzazione e di valorizzazione dei loro castelli.

Intervenire su di un castello è operazione difficile e delicata. Prima di intervenire bisogna ricorrere al consiglio di chi ha avuto esperienze importanti e verificabili in materia. Le competenze che per ora mettiamo a disposizione sono indicate di seguito.

 

Assistenza giuridica Avv. Luca De Pauli - Udine Avvocato amministrativista

Via Vittorio Veneto 39 - 33100 Udine, depaluca@tin.it, cell. 335/6177910, 0432/507321

 

Assistenza tributaria

Prof. avv. Mario Nussi - Udine

Professore ordinario di diritto tributario Università di Udine Via Palladio 15 - 33100 Udine, mario@nussi.it

cell. 339/1540828, 0432/504466

 

Assistenza contabile

Dott. ssa Marilena Castenetto - Udine Commercialista

Via Volturno - 33100 Udine, marilenacastenetto@hotmail.com cell. 334/3301408

 

Assistenza amministrazioni pubbliche

Dott. ssa  Ilva Santarossa - Cervignano del Friuli

Vice Segretario generale e Capo settore Risorse finanziarie e Affari generali del Comune di  Cervignano del Friuli

Municipio, Cervignano del Friuli, rossettistrassoldo@libero.it cell. 338/3525858

 

Assistenza catastale, piccole manutenzioni e restauri, vincoli monumentali

Geom. Zuan Pieri Biasatti - Codroipo Geometra libero professionista

Piazzetta Santi Ermagora e Fortunato 4/7 - 33033 Codroipo, info@biasatti.eu, cell. 335/6473445

  

Pianificazione urbanistica

Prof.  Piero Pedrocco - Udine

Professore di urbanistica nell’Università di Udine

33100 Udine, Viale delle Scienze 206 - Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine

piero.pedrocco@uniud.it,

cell. 339/2947858, 041/5232074

 

Restauro architettonico

Dott. Riccardo Strassoldo - Udine Conservatore dei beni architettonici

Via Feletto 71 - 33100 Udine, strassori@hotmail.com cell. 340/3539254

 

Ingegneria strutturale

Ing. Marino Del Piccolo - Udine Ingegnere libero professionista

Via Anton Lazzaro Moro - 33100 Udine, marinodelpiccolo@gmail.com, cell. 328/821347

 

Ingegneria impiantistica

Ing. Stefano Scubla – Udine        - Ingegnere libero professionisti

Via Giovanni XXIII, n. 6 Cassacco, stefanoscubla@gmail.com stefanoscubla@gmail.com

Tel/ fax: 0432 85506; cell. 333/5069996

 

Progettazione del verde

Dott. Giovanni Purisiol - Sequals

Dottore in scienze forestali libero professionista Sequals, purisiol@gmail.com

cell. 335/6693965

 

Recupero giardini storici

Arch. Massimo Asquini - Udine

Architetto progettista e conservatore giardini storici

Via Romans 21 - 33100 Udine, massimo.asquini@virgilio.it cell. 348/5625137

 

Archeologia medioevale

Prof. ssa Simonetta Minguzzi - Udine Professore ordinario di archeologia medioevale

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, simonetta.minguzzi@uniud.it

cell. 339/4731109

  

Storia delle lavorazioni artigianali tradizionali

Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni - Udine

Professore di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, maurizio.arcanograttoni@uniud.it

cell. 348/5501232

 

Storia dell’arte

Dott. Francesco Fratta - Udine Dottorando in Storia dell’arte

Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, francesco.fratta@uniud.it cell. 329/6463217

 

Storia delle fortificazioni

Dott. Alessandro Groppo Conte - Udine

Laureato in conservazione dei beni culturali. Autore di pubblicazioni sulla storia dell’architettura fortificato.

groppo.conte@libero.it, cell. 349/4655222

 

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 348/7272142

 

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it cell. 349/8087649

 

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it cell. 335/8330729

 

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it cell. 388/3958216

  

La natura delle competenze

Vengono qui indicate competenze sia strettamente tecnico-giuridiche dirette alla realizzazione di opere di restauro, di manutenzione e di valorizzazione (competenze architettoniche, ingegneristiche, tributarie), sia di supporto a tali operazioni, utili anche alla realizzazione di strumenti di valorizzazione, quali opuscoli, pieghevoli, siti web (storia dell’architettura, storia dell’arte, storia delle fortificazioni), sia rivolte alla difesa delle condizioni ambientali e territoriali (urbanistica, progettazione del verde e così via), sia infine alla esecuzione di corretti interventi conservativi (archeologia).

Le competenze sono garantite o dalla provenienza universitaria, o dalle concrete e documentate esperienze realizzate per il recupero e la valorizzazione di castelli della regione.

 

Le prestazioni

Gli esperti sono a disposizione dei proprietari, o possessori o detentori a qualsiasi titolo, di castelli e opere fortificate, in qualità di proprietari, usufruttuari, affittuari o usuari.

La collaborazione consisterà in un colloquio in ufficio o in un sopralluogo sul posto. Gli esperti daranno tutte le indicazioni su come procedere negli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione e nelle iniziative di ricerca delle relative risorse, oltreché nella individuazione delle specifiche competenze professionali.

Eventuali prestazioni professionali specifiche dovranno essere concordate con l’esperto o gli esperti dallo stesso consigliati e formalizzate con apposito incarico.

  

IL COMITATO PER L’ASSISTENZA AI PROPRIETARI

 

Coordinatore: Gianni Orzan

Segretario: Zuan Pieri Biasatti

 

Coordinamento

 

Zuan Pieri Biasatti, Marilena Castenetto, Maurizio d’Arcano Grattoni, Giovanni Purisiol,  Marzio Strassoldo, Gabriella Williams Strassoldo

 

Organizzazione territoriale:

 

Provincia di Udine:                   Maurizio d’Arcano Grattoni

maurizio.arcanograttoni@uniud.it, cell. 348/5501232

 

Provincia di Gorizia:                  Gianni Orzan

gianni.orzan@gmail.com

cell. 335/6891703

 

Provincia di Pordenone:          Giovanni Purisiol

purisiol@gmail.com cell. 335/6693965

 

L’organismo ha la natura di Comitato, vale a dire di una struttura leggera che ha il concreto compito di attuare iniziative dirette alla diffusione di una corretta cultura del restauro e della valorizzazione dei castelli e delle opere  fortificate della regione.

 

Le iniziative di assistenza si rivolgono ai proprietari, possessori, detentori a qualsiasi titolo di castelli e di opere fortificate comprese nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

 

Il Comitato non intende entrare in competizione con altri organismi esistenti in Regione, ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

 

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con  l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

 

Il sito ha il seguente indirizzo:

 

www.castellipalazzigiardinistorici.it

  

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

 

Si chiede in ogni caso di comunicare gli indirizzi di posta elettronica di chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario.

 

 

 

San Floriano di Illegio (Ud), pieve

Gemona del Friuli (Ud), porta Udine

Gemona del Friuli (Ud), chiesa di Santa Maria di Fossale

Esemon di Sopra (Ud), chiesa

Renato Furlano

Lavori in ferro forgiato, riparazione e restauro di serrature antiche

 

cell. 349/4655222

 

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli

Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it,

cell. 348/7272142

 

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli

Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it

cell. 349/8087649

 

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it

cell. 335/8330729

 

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo

Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it

cell. 388/3958216

 

ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

 

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

 

Il sito ha il seguente indirizzo:

www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

Si chiede in ogni caso di comunicare gli indirizzi di posta elettronica di chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario.

 

I TECNICI DI ZONA DELLA SOPRINTENDENZA: ARCHITETTI E STORICI DELL’ARTE PER COMUNE 

                                 Castelli del Friuli

                              ____________________________________________                                 

                              Assistenza ai proprietari di castelli della Regione

                              Newsletter N. 15 - ottobre 2015

                                                                                Contatti: castellidelfriuli@gmail.com

 

Sommario

 Editoriale

 La visitabilità dei castelli

 La manutenzione ordinaria e straordinaria

 Le responsabilità dei comuni

 Gli eventi

 Artigiani per i castelli

 Esperti per i castelli

 Il Comitato

 I tecnici di zona

 

Editoriale

 

Bilancio regionale 2016, ancora niente fondi per i castelli

Il disegno di legge 125/2015 riguardante il Bilancio Regionale 2016 ancora una volta non prevede alcuno stanziamento per i recupero dei beni architettonici del Friuli Venezia

Giulia. La Regione continua a privilegiare l’effimero: mostre, manifestazioni, concerti, cultura, sport ma non investimenti diretti a porre in sicurezza o a recuperare il patrimo-nio culturale del popolo friulano. E così elementi importanti del patrimonio architettonico della nostra regione continueranno a rimanere in condizioni di degrado più o meno grave o di correre gravi rischi di crollo o comunque subire stuazioni di abbandono.

Gli interventi attualmente in atto sono finanziati con i fondi residui del terremoto o con gli stanziamenti di esercizi precedenti garantiti dalla Legge regionale n. 10 sulla architettura fortificata (Colloredo, Gemona, Caporiacco, Prampero). Nessun nuovo intervento è possibile attivare in questo momento. In definitiva la Legge di bilancio 2016 prevede:

- Finanziamento delle attività del Consorzio: 20.000 euro

- Stanziamenti in conto capitale per restauri: 0 euro

A questi risultati si aggiungono l’abrogazione di tutte le leggi che prevedono interventi a favore dei beni architettonici e di quelli fortificati.

Il grave è che quanto è avvenuto non ha incontrato alcuna opposizione da parte del Consorzio che non è intervenuto in alcun modo, né pubblicamente né, per quanto risulta, per vie informali. La inerzia o la caduta del peso politico del Consorzio appare comunque in tutta la sua evidenza, il che non può che suscitare le più vive preoccupazione nello ambiente dei proprietari pubblici e privati dei castelli.

 

Beni culturali

 

La visitabilità dei castelli

Taluni proprietari di castelli rivelano qualche riluttanza a chiedere o a promuovere l’apposizione del vincolo monumentale sui loro immobili ai sensi dell’art. 10 e seguenti del Dlgs. 42/2004, il Codice dei beni culturali. Vi è il timore che il vincolo preveda qualche obbligo riguardante la visitabilità del castello. Analoghi timori si riferivano al ricorso alle provvidenze previste dalle ormai abrogate Leggi regionali

n. 10/2000 e n. 60/1976 che prevedevano l’obbligo della visitabilità in caso di utilizzo dei contributi previsti da tali leggi regionali.

I proprietari devono tranquilizzarsi. Il vincolo monumentale prevede obblighi riguardo alla conservazione e alla utilizzazione dei beni architettonici, ma non impone obblighi particolari in ordine alla visitabilità degli immobili.

L’obbligo alla apertura al pubblico è previsto solo nel caso che i proprietari ottengano la copertura di una parte delle spese per restauri ai sensi dell’art. 34, riguardante gli interventi conservativi imposti dal Ministero, o gli interventi conservativi volontari previsti dall’art 31.

Infatti l’art. 38 dispone che gli interventi conservativi effettuati con il concorso finanziario totale o parziale dello Stato o per i quali siano stati concessi contributi in conto interesse devono essere resi accessibili al pubblico secondo le modalità fissate caso per caso da apposite convenzioni da stipularsi tra il Ministero e il singolo proprietario all’atto della assunzione dell’onere della spesa. Le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dell’obbligo di apertura al pubblico, tenendo conto della tipologia degli interventi, del valore artistico e storico degli immobilio e dei beni in essi conservati. La convenzione deve essere trasmessa al comune che comprende l’immobile. E’ chiaro che nella definizione del testo della convenzione il proprietario dovrà negoziare con la Soprintendenza il calendario dell’apertura al pubblico e le parti dell’immobile da aprire ai visitatori, tenendo anche conto della disponibilità o meno di personale che possa garantire l’apertura e la custodia degli spazi ammessi a visita.

Se il proprietario intende sottrarsi a tale obbligo, basta che rinunci al finanziamento pubblico, sia nel caso di interventi imposti sia per quelli volontari.

Per quanto riguarda gli interventi eseguiti con il contributo regionale, si deve ricordare che le due leggi regionali citate non prevedono l’obbligatorietà della apertura al pubblico di immobili restaurati con il contributo regionale. E in effetti non risulta che gli uffici regionali abbiano mai fatto uso di questa facoltà prevista dalla normativa.

Con l’abrogazionre delle due leggi regionali, il problema non si pone se non per quegli interventi che sono stati finanziati negli anni passati dalla Regione e che sono ancora in corso.

 

Restauro

 

Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria

Gli interventi di manutenzione ordinaria, di manutenzioe straordinaria e più in generale di restauro degli immobili vincolati devono rispondere a procedure comuni.

La prima fase è quella della redazione del progetto, che è richiesto anche per gli interventi apparentemente semplici, quali il ripasso di una copertura o il rifacimento di una pavimentazione. Anche in tali casi si possono sostituire materiali antichi con materiali moderni; malte tradizionali possono essere sostituite con malte cementizie; la pietra d’Istria o di Carnia può essere sostituita con pietra piasentina anche dove questa non è mai stata utilizzata, mattoni tradizionali fabbricati a mano possono essere sostituiti con laterizi moderni prodotti a macchina; tavelline possono essere sostituite da tavelloni industriali, e così via. Appare evidente la necessità di autorizzazione supportata da un adeguato progetto. Il quale deve essere firmato da un architetto, o anche da un ingegnere se l’intervento riguarda esclusivamente l’impiantistica elettrica, termica o di sicurezza. Anche se in sé si tratta di operazioni molto semplici, anch’esse possono comportare pericoli più o meno gravi per l’integrità dell’edificio. Il progetto deve essere costituita da:

a) Nota storica sull’edificio

b) Descrizione dello stato di degrado

c) Descrizione scritta e grafica dello stato di fatto

d) Descrizione scritta e grafica dell’intervento

e) Documentazione fotografica

f) Estratto catastale e urbanistico.

La seconda fase è quella dell’istruttoria da parte della Soprintendenza. Il progetto deve essere esaminato e ottenere il parere favorevole della Commissione paesaggistico-culturale operante nell’ambito della Soprintendenza. Superati tali vagli il Soprintendente emette il provvedimento di autorizzazione, controfirmato da un tecnico della Soprintendenza in qualità di Responsabile del Procedimento. L’autorizzazione prevede l’osservanza delle seguenti prescrizioni:

a) I lavori devono essere eseguiti da una impresa di comprovata esperienza nel campo di restauri di beni culturali; nel caso di enti pubblici i lavori dovranno essere eseguiti da Ditta regolarmente iscritta nella categoria OG2 ai sensi del D.Lgs n 163/2006.

b) L’avvio dei lavori dovrà essere comunicato alla Soprintendenza con almeno 15 giorni di anticipo.

c) Il cantiere dovrà essere predisposto al libero accesso dei funzionari della Soprintendenza per l’esercizio dell’alta vigilanza sui lavori.

La terza fase è quella della comunicazione inizio lavori al Comune di competenza con allegata l’autorizzazione della Soprintendenza.

La quarta fase è quella della esecuzione dell’intervento. Essa dovrà essere seguita dal direttore dei lavori, in genere coincidente con il progettista. Sarà bene che comunque essi siano seguiti dal proprietario, al fine di evitare eventuali sorprese.

La quinta fase è costituita dalla conclusione dei lavori. A lavori ultimati la Soprinten-denza chiede che sia trasmessa una adeguata documentazione fotografica dei lavori, in modo che sia documentato lo stato dell’immobile all’inizio dei lavori, le varie fasi dello intervento e lo stato dell’immobile a conclusione delle operazioni, anche ai fini dell’arricchimento dell’archivio dell’ufficio.

 

Eventi

 

Un nuovo volume della serie "Castelli senza confini" di Gianni Virgilio

Per i tipi dell’editore Andrea Moro di Tolmezzo è uscito un altro volume della serie "Castelli senza confini" che l’arch. Gianni Virgilio ha voluto dedicare ai castelli del Friuli e delle regioni contermini. Dopo i tre volumi dedicati ai castelli friulani realizzati con la collaborazione del Consorzio Castelli e pubblicati dalla Editrice universitaria Forum, il volume dedicato ai castelli della montagna friulana e infine il volume illustrante i castelli della Slovenia pubblicato in collaborazione con Carlo Gaberšek (questi ultimi pubblicati in proprio, per il disinteresse dimostrato dal Consorzio Castelli), è venuta la volta dei castelli del Veneto, del Trentino, del Tirolo meridionale e del Tirolo settentrionale. L’intero quadro delle opere fortificate contornanti la Patria del Friuli è ormai quasi completato. Manca ancora un volume da dedicarsi alla Carinzia e all’Istria.

Come sempre illustrato da splendide fotografie e da un apparato cartografico significativo, l’intero quadro delle fortificazioni delle regioni che storicamente ebbero notevoli relazioni con il Friuli viene tracciato con brevi scritti che forniscono le informazioni fondamentali su tanti castelli. Si parte dal Veneto, ove gran parte del patrimonio castellano venne distrutto dagli scempi perpetrati dalla Repubblica di Venezia, che non tollerava l’esistenza di fortificazioni nella terraferma, e che risparmiò solo le fortificazioni di proprietà pubblica, giacché i comuni erano più facilmente controllabili dall’oligarchia lagunare, per risalire al Tirolo, sia romanzo (Trentino), sia tedesco e ladino (Sudtirolo), sia interamente tedesco (Nordtirolo), territori fortemente incastellati a difesa delle strade dell’Adige e dell’Inn, che comunque sfuggirono alle distruzioni belliche antiche e più recenti (Grande Guerra), il cui patrimonio castellano, numeroso e imponente, svolse un ruolo solo di deterrrenza e si trova in gran parte in condizioni esemplari di conservazione, anche per l’attenzione che vi prestano sia le due province autonome italiane, sia i Länder austriaci (Nordtirol e Osttirol), sia la Südtiroler Burgeninstitut

Ora manca solo il volume da dedicarsi alla Carinzia, che dovrà riguardare anche quella sua parte che l’Italia volle annettere nel 1918 (Valcanale, con capoluogo Tarvisio) e l’Istria che a lungo fu patriarcale e goriziana nel suo interno e veneta, in parte, sulle sue coste.

Si deve essere grati all’arch. Gianni Virgilio per aver dedicato tanto tempo e tante attenzioni al nostro patrimonio castellano, di cui cominciò a occuparsi già in sede di redazione della sua tesi di laurea.

 

Il Castello di Colloredo liberato dai ponteggi

Fervono i lavori al castello di Colloredo. E’ tornata ben visibile la facciata sud del Castello di Colloredo, fino a settembre ancora nascosta dai ponteggi del cantiere. Ora le belle murature della cinta inferiore prospiciente il fossato e la cinta superiore sono ben visibili, con la loro suggestiva sequenza di merlature che sono state adeguatamente restaurate, e liberate dal ridicolo "restauro romantico" realizzato negli anni successivi al terremoto, quando si realizzarono le false sbocconcellature dirette a richiamare la memoria delle rovine del sisma. Pur rimanendo da effettuare la ricostruzione di parti importanti del complesso castellano, e in particolare del mastio medioevale andato completamente distrutto dai movimenti sismici del maggio e del settembre 1976, si pone già oggi il problema di una congrua utilizzazione dei vasti spazi che risulteranno dalla ricostru-zione.

A tal proposito ha preso posizione la Fondazione Nievo, che con i discendenti di Stanislao e di Ippolito Nievo e il supporto dell’architetto Roberto Pizio Biroli, uno dei fondatori del Consorzio Castelli, si è dichiarata disponibile a partecipare attivamente alla ricostruzione delle loro antiche dimore. La Fondazione si dichiara "pronta a gestire tutta la parte di famiglia, oltre alla raccolta di tutti i beni salvati dopo gli orrendi secondi in cui la terra tremò quasi quaranta ani fa. A tal proposito la fondazione, oltre al materiale conservato direttamente, si mette a disposizione anche per accogliere il patrimonio dei beni mobili e demo-etnoantropologici salvati e conservati dalle altre famiglie confinanti".

 

Iniziata la ricostruzione della Torre di Caporiacco

La recupero del Castello di Caporiacco troverà la sua concluisione con la ricostruzione della Torre Mastio, costruita nel Trecento e successivamente abbattuta. La ricostruzione è stata regolarmente autorizzata dalla Soprintendenza. In tal modo sarà completata una operazione delicata di ricostruzione diretta dall’arch. De Marco comportante una spesa di 1,5 milioni di euro, coperta con finanziamenti privati e con contributi regionali. La Torre insieme alla confinante Casa del Frate rimarrà a disposizione del Comune che al suo interno potrà proporre iniziative di varia natura. Il sindaco di Colloredo Luca Ovan in occasioe della posa della prima pietra ha dichiarato "per Caporiacco la giornata di oggi è veramente impportante. Lo dico perché essendo cresciuto in questa frazione per molti la ricostruzione del castello dopo i terremoti sembrava impossibile, ora invece è realtà e avremo la possibilità di tramandare ai nostri figli e nipoti parte della nostra cultura. Ora mi attendo che ci sia una risposta anche dagli abitanti di Borgo Castello che comprendano che le loro case fanno da contorno a qualcosa di importante e che manifestino l’intenzione di ricreare l’atmosfera di un tempo per una valorizzazion globale del paesaggio". Oltre ai proprietari Gelmi, ha partecipato alla posa della prima pietra anche l’Assessore regionale Mariagrazia Santoro, in rappresentanza della Regione che in parte ha finanziato l’intervento.

Conferenza sui castelli della Val d’Arzino

Tra le molteplici manifestazioni dedicate ai castelli, ricordiamo la conferenza svoltasi nell’ambito di "Cjatinsi a Pluver" organizzata dalla Proloco di Pioverno (Venzone) sul tema "I castelli della Val d’Arzino e della stretta del Tagliamento" tenuta da Eleonora De Nardo martedì 10 novembre. Si tratta di un tema poco noto, che appare di notevole interesse.

 

GLI ARTIGIANI PER I CASTELLI

 

Pubblichiamo un elenco di artigiani esperti in interventi di restauro che ci sentiamo di segnalare ai proprietari di castelli, in quanto hanno operato in ambito castellano e sui quali possiamo dare le migliori referenze.

Preghiamo i proprietari di indicare altri nominativi che abbiano dato soddisfacenti prove in interventi nei propri castelli, che siano consigliabili sia per qualità delle prestazioni che per prezzi praticati.

 

Michela Contessi

Restauro di materiale lapideo, pittura a fresco e su tela, scultura lignea

Via Bersaglio, 57 - 33013 Gemona del Friuli (Ud)

Cell.: 338-8379016

miccontessi8@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Trieste (Ts), chiesa ortodossa di San Nicolò

San Floriano di Illegio (Ud), pieve

Gemona del Friuli (Ud), porta Udine

Gemona del Friuli (Ud), chiesa di Santa Maria di Fossale

Esemon di Sopra (Ud), chiesa

Renato Furlano

Lavori in ferro forgiato, riparazione e restauro di serrature antiche

Via Bevilacqua, 34 - 33034 Ciconicco (Fagagna/Ud)

Tel.: 0432- 800565

e-mail: lefarie@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

La Brunelde (Fagagna/Ud), casaforte d’Arcano

Fagagna (Ud), casa Asquini

Antonella Facchinetti

Restauri di superfici in pietra, stucchi, marmorini, affreschi

Via Trieste, 6 33050 Pavia di Udine (Ud)

Cell.: 338 5851986 ()

e-mail: eucore28@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Udine, Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Antonini Belgrado (Provincia di Udine)

Fagagna (Ud), casa Asquini

Clauiano (Ud), villa Manin

Tapogliano (Ud), villa de Pace 8 Castelli del Friuli Ottobre 2015

Luciana Simonetti

Restauro di pitture su legno e su tela

Cedarchis, 77 - 33022 Arta Terme (Ud)

cell.: 339-7027569

e-mail: lumy.simo@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Opere d’arte in musei e numerose chiese del Friuli (Pieve di San Pietro in Carnia, San Leonardo di Osais di Prato Carnico, Paluzza &c.)

Maurizio De Stasio

Restauro di mobili e opere di carpenteria

Borgo Udine 61 - 33057 Palmanova

Cell. 327-5888503

e-mail: mauriziodestasio@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Restauro di mobili e serramenti Castello di Strassoldo di Sotto

Restauro di serramenti Borgo Natocco di Strassoldo

Restauro di materiali lignei nel Castello di Duino 9 Castelli del Friuli Ottobre 2015

 

GLI ESPERTI PER I CASTELLI

 

Poniamo a disposizione dei proprietari, possessori e detentori di castelli e opere fortificate un gruppo di 22 esperti e tecnici cui si potranno rivolgere prima di avviare operazioni di restauro, di pubblicizzazione e di valorizzazione dei loro castelli. Intervenire su di un castello è operazione difficile e delicata. Prima di intervenire bisogna ricorrere al consiglio di chi ha avuto esperienze importanti e verificabili in materia. Le competenze che per ora mettiamo a disposizione sono indicate di seguito.

 

Assistenza giuridica

Avv. Luca De Pauli - Udine

Avvocato amministrativista

Via Vittorio Veneto 39 - 33100 Udine, depaluca@tin.it, cell. 335/6177910, 0432/507321

 

Assistenza tributaria

Prof. avv. Mario Nussi - Udine

Professore ordinario di diritto tributario Università di Udine

Via Palladio 15 - 33100 Udine, mario@nussi.it, cell. 339/1540828, 0432/504466

 

Assistenza contabile

Dott. ssa Marilena Castenetto - Udine

Commercialista

Via Volturno - 33100 Udine, castenettomarilena@gmail.com, cell. 334/3301408

Assistenza amministrazioni pubbliche

 

Dott. ssa Ilva Santarossa - Cervignano del Friuli

Vice Segretario generale e Capo settore Risorse finanziarie e Affari generali del Comune di Cervignano del Friuli

Municipio, Cervignano del Friuli, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 338/3525858

 

Assistenza catastale, piccole manutenzioni e restauri, vincoli monumentali

Geom. Zuan Pieri Biasatti - Codroipo

Geometra libero professionista

Piazzetta Santi Ermagora e Fortunato 4/7 - 33033 Codroipo, info@biasatti.eu,

cell. 335/6473445

 

Pianificazione urbanistica

Prof. Piero Pedrocco - Udine

Professore di urbanistica nell’Università di Udine

33100 Udine, Viale delle Scienze 206 - Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine

piero.pedrocco@uniud.it, cell. 339/2947858, 041/5232074

 

Restauro architettonico

Dott. Riccardo Strassoldo - Udine

Conservatore dei beni architettonici

Via Feletto 71 - 33100 Udine, strassori@hotmail.com, com, cell. 340/3539254

 

Ingegneria strutturale

Ing. Marino Del Piccolo - Udine

Ingegnere libero professionista

Via Anton Lazzaro Moro - 33100 Udine, marinodelpiccolo@gmail.com,

cell. 328/821347

 

Ingegneria impiantistica

Ing. Stefano Scubla – Udine -

Ingegnere libero professionisti

Via Giovanni XXIII, n. 6 Cassacco, stefanoscubla@gmail.com stefanoscubla@gmail.com

Tel/ fax: 0432 85506; cell. 333/5069996

 

Progettazione del verde

Dott. Giovanni Purisiol - Sequals

Dottore in scienze forestali libero professionista

Sequals, purisiol@gmail.com, cell. 335/6693965

 

Recupero giardini storici

Arch. Massimo Asquini - Udine

Architetto progettista e conservatore giardini storici

Via Romans 21 - 33100 Udine, massimo.asquini@virgilio.it, cell. 348/5625137

 

Archeologia medioevale

Prof. ssa Simonetta Minguzzi - Udine

Professore ordinario di archeologia medioevale

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, simonetta.minguzzi@uniud.it

cell. 339/4731109

 

Storia delle lavorazioni artigianali tradizionali

Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni - Udine

Professore di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, maurizio.arcanograttoni@uniud.it

cell. 348/5501232

 

Storia dell’arte

Dott. Francesco Fratta - Udine

Dottorando in Storia dell’arte

Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, francesco.fratta@uniud.it

cell. 329/6463217

 

Storia delle fortificazioni

Dott. Alessandro Groppo Conte - Udine

Laureato in conservazione dei beni culturali. Autore di pubblicazioni sulla storia dell’architettura fortificato.

groppo.conte@libero.it,

cell. 349/4655222

 

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli

Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it,

cell. 348/7272142

 

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli

Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it

cell. 349/8087649

 

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it

cell. 335/8330729

 

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo

Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it

cell. 388/3958216

 

La natura delle competenze

Vengono qui indicate competenze sia strettamente tecnico-giuridiche dirette alla realizzazione di opere di restauro, di manutenzione e di valorizzazione (competenze architettoniche, ingegneristiche, tributarie), sia di supporto a tali operazioni, utili anche alla realizzazione di strumenti di valorizzazione, quali opuscoli, pieghevoli, siti web (storia dell’architettura, storia dell’arte, storia delle fortificazioni), sia rivolte alla difesa della condizioni ambientali e territoriali (urbanistica, progettazione del verde e così via), sia infine alla esecuzione di corretti interventi conservativi (archeologia).

Le competenze sono garantite o dalla provenienza universitaria, o dalle concrete e documentate esperienze realizzate per il recupero e la valorizzazione di castelli della regione.

 

Le prestazioni

Gli esperti sono a disposizione dei proprietari, o possessori o detentori a qualsiasi titolo, di castelli e opere fortificate, in qualità di proprietari, usufruttuari, affittuari o usuari.

La collaborazione consisterà in un colloquio in ufficio o in un sopralluogo sul posto. Gli esperti daranno tutte le indicazioni su come procedere negli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione e nelle iniziative di ricerca delle relative risorse, oltreché nella individuazione delle specifiche competenze professionali.

Eventuali prestazioni professionali specifiche dovranno essere concordate con l’esperto o gli esperti dallo stesso consigliati e formalizzate con apposito incarico.

 

IL COMITATO PER L’ASSISTENZA AI PROPRIETARI

Coordinatore: Gianni Orzan

Segretario: Zuan Pieri Biasatti

Coordinamento

Zuan Pieri Biasatti, Marilena Castenetto, Maurizio d’Arcano Grattoni, Giovanni Purisiol, Marzio Strassoldo, Gabriella Williams Strassoldo

Organizzazione territoriale:

Provincia di Udine: Maurizio d’Arcano Grattoni

maurizio.arcanograttoni@uniud.it,

cell. 348/5501232

Provincia di Gorizia: Gianni Orzan

gianni.orzan@gmail.com

cell. 335/6891703

Provincia di Pordenone: Giovanni Purisiol

purisiol@gmail.com

cell. 335/6693965

 

L’organismo ha la natura di Comitato, vale a dire di una struttura leggera che ha il concreto compito di attuare iniziative dirette alla diffusione di una corretta cultura del restauro e della valorizzazione dei castelli e delle opere fortificate della regione.

 

Le iniziative di assistenza si rivolgono ai proprietari, possessori, detentori a qualsiasi titolo di castelli e di opere fortificate comprese nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

 

Il Comitato non intende entrare in competizione con altri organismi esistenti in Regione, ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

 

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

 

Il sito ha il seguente indirizzo:

www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

Si chiede in ogni caso di comunicare gli indirizzi di posta elettronica di chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario.

 

I TECNICI DI ZONA DELLA SOPRINTENDENZA: ARCHITETTI E STORICI DELL’ARTE PER COMUNE 

                                 Castelli del Friuli

                              ____________________________________________                                 

                              Assistenza ai proprietari di castelli della Regione

                              Newsletter N. 15 - ottobre 2015

                                                                                Contatti: castellidelfriuli@gmail.com

 

Sommario

 Editoriale

 La visitabilitàdei castelli

 La manutenzione ordinaria e straordinaria

 Le responsabilità dei comuni

 Gli eventi

 Artigiani per i castelli

 Esperti per i castelli

 Il Comitato

 I tecnici di zona

 

Editoriale

 

Bilancio regionale 2016, ancora niente fondi per i castelli

Il disegno di legge 125/2015 riguardante il Bilancio Regionale 2016 ancora una volta non prevede alcuno stanziamento per i recupero dei beni architettonici del Friuli Venezia

Giulia. La Regione continua a privilegiare l’effimero: mostre, manifestazioni, concerti, cultura, sport ma non investimenti diretti a porre in sicurezza o a recuperare il patrimo-nio culturale del popolo friulano. E così elementi importanti del patrimonio architettonico della nostra regione continueranno a rimanere in condizioni di degrado più o meno grave o di correre gravi rischi di crollo o comunque subire stuazioni di abbandono.

Gli interventi attualmente in atto sono finanziati con i fondi residui del terremoto o con gli stanziamenti di esercizi precedenti garantiti dalla Legge regionale n. 10 sulla architettura fortificata (Colloredo, Gemona, Caporiacco, Prampero). Nessun nuovo intervento è possibile attivare in questo momento. In definitiva la Legge di bilancio 2016 prevede:

- Finanziamento delle attività del Consorzio: 20.000 euro

- Stanziamenti in conto capitale per restauri: 0 euro

A questi risultati si aggiungono l’abrogazione di tutte le leggi che prevedono interventi a favore dei beni architettonici e di quelli fortificati.

Il grave è che quanto è avvenuto non ha incontrato alcuna opposizione da parte del Consorzio che non è intervenuto in alcun modo, né pubblicamente né, per quanto risulta, per vie informali. La inerzia o la caduta del peso politico del Consorzio appare comunque in tutta la sua evidenza, il che non può che suscitare le più vive preoccupazione nello ambiente dei proprietari pubblici e privati dei castelli.

 

Beni culturali

 

La visitabilità dei castelli

Taluni proprietari di castelli rivelano qualche riluttanza a chiedere o a promuovere l’apposizione del vincolo monumentale sui loro immobili ai sensi dell’art. 10 e seguenti del Dlgs. 42/2004, il Codice dei beni culturali. Vi è il timore che il vincolo preveda qualche obbligo riguardante la visitabilità del castello. Analoghi timori si riferivano al ricorso alle provvidenze previste dalle ormai abrogate Leggi regionali

n. 10/2000 e n. 60/1976 che prevedevano l’obbligo della visitabilità in caso di utilizzo dei contributi previsti da tali leggi regionali.

I proprietari devono tranquilizzarsi. Il vincolo monumentale prevede obblighi riguardo alla conservazione e alla utilizzazione dei beni architettonici, ma non impone obblighi particolari in ordine alla visitabilità degli immobili.

L’obbligo alla apertura al pubblico è previsto solo nel caso che i proprietari ottengano la copertura di una parte delle spese per restauri ai sensi dell’art. 34, riguardante gli interventi conservativi imposti dal Ministero, o gli interventi conservativi volontari previsti dall’art 31.

Infatti l’art. 38 dispone che gli interventi conservativi effettuati con il concorso finanziario totale o parziale dello Stato o per i quali siano stati concessi contributi in conto interesse devono essere resi accessibili al pubblico secondo le modalità fissate caso per caso da apposite convenzioni da stipularsi tra il Ministero e il singolo proprietario all’atto della assunzione dell’onere della spesa. Le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dell’obbligo di apertura al pubblico, tenendo conto della tipologia degli interventi, del valore artistico e storico degli immobilio e dei beni in essi conservati. La convenzione deve essere trasmessa al comune che comprende l’immobile. E’ chiaro che nella definizione del testo della convenzione il proprietario dovrà negoziare con la Soprintendenza il calendario dell’apertura al pubblico e le parti dell’immobile da aprire ai visitatori, tenendo anche conto della disponibilità o meno di personale che possa garantire l’apertura e la custodia degli spazi ammessi a visita.

Se il proprietario intende sottrarsi a tale obbligo, basta che rinunci al finanziamento pubblico, sia nel caso di interventi imposti sia per quelli volontari.

Per quanto riguarda gli interventi eseguiti con il contributo regionale, si deve ricordare che le due leggi regionali citate non prevedono l’obbligatorietà della apertura al pubblico di immobili restaurati con il contributo regionale. E in effetti non risulta che gli uffici regionali abbiano mai fatto uso di questa facoltà prevista dalla normativa.

Con l’abrogazionre delle due leggi regionali, il problema non si pone se non per quegli interventi che sono stati finanziati negli anni passati dalla Regione e che sono ancora in corso.

 

Restauro

 

Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria

Gli interventi di manutenzione ordinaria, di manutenzioe straordinaria e più in generale di restauro degli immobili vincolati devono rispondere a procedure comuni.

La prima fase è quella della redazione del progetto, che è richiesto anche per gli interventi apparentemente semplici, quali il ripasso di una copertura o il rifacimento di una pavimentazione. Anche in tali casi si possono sostituire materiali antichi con materiali moderni; malte tradizionali possono essere sostituite con malte cementizie; la pietra d’Istria o di Carnia può essere sostituita con pietra piasentina anche dove questa non è mai stata utilizzata, mattoni tradizionali fabbricati a mano possono essere sostituiti con laterizi moderni prodotti a macchina; tavelline possono essere sostituite da tavelloni industriali, e così via. Appare evidente la necessità di autorizzazione supportata da un adeguato progetto. Il quale deve essere firmato da un architetto, o anche da un ingegnere se l’intervento riguarda esclusivamente l’impiantistica elettrica, termica o di sicurezza. Anche se in sé si tratta di operazioni molto semplici, anch’esse possono comportare pericoli più o meno gravi per l’integrità dell’edificio. Il progetto deve essere costituita da:

a) Nota storica sull’edificio

b) Descrizione dello stato di degrado

c) Descrizione scritta e grafica dello stato di fatto

d) Descrizione scritta e grafica dell’intervento

e) Documentazione fotografica

f) Estratto catastale e urbanistico.

La seconda fase è quella dell’istruttoria da parte della Soprintendenza. Il progetto deve essere esaminato e ottenere il parere favorevole della Commissione paesaggistico-culturale operante nell’ambito della Soprintendenza. Superati tali vagli il Soprintendente emette il provvedimento di autorizzazione, controfirmato da un tecnico della Soprintendenza in qualità di Responsabile del Procedimento. L’autorizzazione prevede l’osservanza delle seguenti prescrizioni:

a) I lavori devono essere eseguiti da una impresa di comprovata esperienza nel campo di restauri di beni culturali; nel caso di enti pubblici i lavori dovranno essere eseguiti da Ditta regolarmente iscritta nella categoria OG2 ai sensi del D.Lgs n 163/2006.

b) L’avvio dei lavori dovrà essere comunicato alla Soprintendenza con almeno 15 giorni di anticipo.

c) Il cantiere dovrà essere predisposto al libero accesso dei funzionari della Soprintendenza per l’esercizio dell’alta vigilanza sui lavori.

La terza fase è quella della comunicazione inizio lavori al Comune di competenza con allegata l’autorizzazione della Soprintendenza.

La quarta fase è quella della esecuzione dell’intervento. Essa dovrà essere seguita dal direttore dei lavori, in genere coincidente con il progettista. Sarà bene che comunque essi siano seguiti dal proprietario, al fine di evitare eventuali sorprese.

La quinta fase è costituita dalla conclusione dei lavori. A lavori ultimati la Soprinten-denza chiede che sia trasmessa una adeguata documentazione fotografica dei lavori, in modo che sia documentato lo stato dell’immobile all’inizio dei lavori, le varie fasi dello intervento e lo stato dell’immobile a conclusione delle operazioni, anche ai fini dell’arricchimento dell’archivio dell’ufficio.

 

Eventi

 

Un nuovo volume della serie "Castelli senza confini" di Gianni Virgilio

Per i tipi dell’editore Andrea Moro di Tolmezzo è uscito un altro volume della serie "Castelli senza confini" che l’arch. Gianni Virgilio ha voluto dedicare ai castelli del Friuli e delle regioni contermini. Dopo i tre volumi dedicati ai castelli friulani realizzati con la collaborazione del Consorzio Castelli e pubblicati dalla Editrice universitaria Forum, il volume dedicato ai castelli della montagna friulana e infine il volume illustrante i castelli della Slovenia pubblicato in collaborazione con Carlo Gaberšek (questi ultimi pubblicati in proprio, per il disinteresse dimostrato dal Consorzio Castelli), è venuta la volta dei castelli del Veneto, del Trentino, del Tirolo meridionale e del Tirolo settentrionale. L’intero quadro delle opere fortificate contornanti la Patria del Friuli è ormai quasi completato. Manca ancora un volume da dedicarsi alla Carinzia e all’Istria.

Come sempre illustrato da splendide fotografie e da un apparato cartografico significativo, l’intero quadro delle fortificazioni delle regioni che storicamente ebbero notevoli relazioni con il Friuli viene tracciato con brevi scritti che forniscono le informazioni fondamentali su tanti castelli. Si parte dal Veneto, ove gran parte del patrimonio castellano venne distrutto dagli scempi perpetrati dalla Repubblica di Venezia, che non tollerava l’esistenza di fortificazioni nella terraferma, e che risparmiò solo le fortificazioni di proprietà pubblica, giacché i comuni erano più facilmente controllabili dall’oligarchia lagunare, per risalire al Tirolo, sia romanzo (Trentino), sia tedesco e ladino (Sudtirolo), sia interamente tedesco (Nordtirolo), territori fortemente incastellati a difesa delle strade dell’Adige e dell’Inn, che comunque sfuggirono alle distruzioni belliche antiche e più recenti (Grande Guerra), il cui patrimonio castellano, numeroso e imponente, svolse un ruolo solo di deterrrenza e si trova in gran parte in condizioni esemplari di conservazione, anche per l’attenzione che vi prestano sia le due province autonome italiane, sia i Länder austriaci (Nordtirol e Osttirol), sia la Südtiroler Burgeninstitut

Ora manca solo il volume da dedicarsi alla Carinzia, che dovrà riguardare anche quella sua parte che l’Italia volle annettere nel 1918 (Valcanale, con capoluogo Tarvisio) e l’Istria che a lungo fu patriarcale e goriziana nel suo interno e veneta, in parte, sulle sue coste.

Si deve essere grati all’arch. Gianni Virgilio per aver dedicato tanto tempo e tante attenzioni al nostro patrimonio castellano, di cui cominciò a occuparsi già in sede di redazione della sua tesi di laurea.

 

Il Castello di Colloredo liberato dai ponteggi

Fervono i lavori al castello di Colloredo. E’ tornata ben visibile la facciata sud del Castello di Colloredo, fino a settembre ancora nascosta dai ponteggi del cantiere. Ora le belle murature della cinta inferiore prospiciente il fossato e la cinta superiore sono ben visibili, con la loro suggestiva sequenza di merlature che sono state adeguatamente restaurate, e liberate dal ridicolo "restauro romantico" realizzato negli anni successivi al terremoto, quando si realizzarono le false sbocconcellature dirette a richiamare la memoria delle rovine del sisma. Pur rimanendo da effettuare la ricostruzione di parti importanti del complesso castellano, e in particolare del mastio medioevale andato completamente distrutto dai movimenti sismici del maggio e del settembre 1976, si pone già oggi il problema di una congrua utilizzazione dei vasti spazi che risulteranno dalla ricostru-zione.

A tal proposito ha preso posizione la Fondazione Nievo, che con i discendenti di Stanislao e di Ippolito Nievo e il supporto dell’architetto Roberto Pizio Biroli, uno dei fondatori del Consorzio Castelli, si è dichiarata disponibile a partecipare attivamente alla ricostruzione delle loro antiche dimore. La Fondazione si dichiara "pronta a gestire tutta la parte di famiglia, oltre alla raccolta di tutti i beni salvati dopo gli orrendi secondi in cui la terra tremò quasi quaranta ani fa. A tal proposito la fondazione, oltre al materiale conservato direttamente, si mette a disposizione anche per accogliere il patrimonio dei beni mobili e demo-etnoantropologici salvati e conservati dalle altre famiglie confinanti".

 

Iniziata la ricostruzione della Torre di Caporiacco

La recupero del Castello di Caporiacco troverà la sua concluisione con la ricostruzione della Torre Mastio, costruita nel Trecento e successivamente abbattuta. La ricostruzione è stata regolarmente autorizzata dalla Soprintendenza. In tal modo sarà completata una operazione delicata di ricostruzione diretta dall’arch. De Marco comportante una spesa di 1,5 milioni di euro, coperta con finanziamenti privati e con contributi regionali. La Torre insieme alla confinante Casa del Frate rimarrà a disposizione del Comune che al suo interno potrà proporre iniziative di varia natura. Il sindaco di Colloredo Luca Ovan in occasioe della posa della prima pietra ha dichiarato "per Caporiacco la giornata di oggi è veramente impportante. Lo dico perché essendo cresciuto in questa frazione per molti la ricostruzione del castello dopo i terremoti sembrava impossibile, ora invece è realtà e avremo la possibilità di tramandare ai nostri figli e nipoti parte della nostra cultura. Ora mi attendo che ci sia una risposta anche dagli abitanti di Borgo Castello che comprendano che le loro case fanno da contorno a qualcosa di importante e che manifestino l’intenzione di ricreare l’atmosfera di un tempo per una valorizzazion globale del paesaggio". Oltre ai proprietari Gelmi, ha partecipato alla posa della prima pietra anche l’Assessore regionale Mariagrazia Santoro, in rappresentanza della Regione che in parte ha finanziato l’intervento.

Conferenza sui castelli della Val d’Arzino

Tra le molteplici manifestazioni dedicate ai castelli, ricordiamo la conferenza svoltasi nell’ambito di "Cjatinsi a Pluver" organizzata dalla Proloco di Pioverno (Venzone) sul tema "I castelli della Val d’Arzino e della stretta del Tagliamento" tenuta da Eleonora De Nardo martedì 10 novembre. Si tratta di un tema poco noto, che appare di notevole interesse.

 

GLI ARTIGIANI PER I CASTELLI

 

Pubblichiamo un elenco di artigiani esperti in interventi di restauro che ci sentiamo di segnalare ai proprietari di castelli, in quanto hanno operato in ambito castellano e sui quali possiamo dare le migliori referenze.

Preghiamo i proprietari di indicare altri nominativi che abbiano dato soddisfacenti prove in interventi nei propri castelli, che siano consigliabili sia per qualità delle prestazioni che per prezzi praticati.

 

Michela Contessi

Restauro di materiale lapideo, pittura a fresco e su tela, scultura lignea

Via Bersaglio, 57 - 33013 Gemona del Friuli (Ud)

Cell.: 338-8379016

miccontessi8@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Trieste (Ts), chiesa ortodossa di San Nicolò

San Floriano di Illegio (Ud), pieve

Gemona del Friuli (Ud), porta Udine

Gemona del Friuli (Ud), chiesa di Santa Maria di Fossale

Esemon di Sopra (Ud), chiesa

Renato Furlano

Lavori in ferro forgiato, riparazione e restauro di serrature antiche

Via Bevilacqua, 34 - 33034 Ciconicco (Fagagna/Ud)

Tel.: 0432- 800565

e-mail: lefarie@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

La Brunelde (Fagagna/Ud), casaforte d’Arcano

Fagagna (Ud), casa Asquini

Antonella Facchinetti

Restauri di superfici in pietra, stucchi, marmorini, affreschi

Via Trieste, 6 33050 Pavia di Udine (Ud)

Cell.: 338 5851986 ()

e-mail: eucore28@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Udine, Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Antonini Belgrado (Provincia di Udine)

Fagagna (Ud), casa Asquini

Clauiano (Ud), villa Manin

Tapogliano (Ud), villa de Pace 8 Castelli del Friuli Ottobre 2015

Luciana Simonetti

Restauro di pitture su legno e su tela

Cedarchis, 77 - 33022 Arta Terme (Ud)

cell.: 339-7027569

e-mail: lumy.simo@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Opere d’arte in musei e numerose chiese del Friuli (Pieve di San Pietro in Carnia, San Leonardo di Osais di Prato Carnico, Paluzza &c.)

Maurizio De Stasio

Restauro di mobili e opere di carpenteria

Borgo Udine 61 - 33057 Palmanova

Cell. 327-5888503

e-mail: mauriziodestasio@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Restauro di mobili e serramenti Castello di Strassoldo di Sotto

Restauro di serramenti Borgo Natocco di Strassoldo

Restauro di materiali lignei nel Castello di Duino 9 Castelli del Friuli Ottobre 2015

 

GLI ESPERTI PER I CASTELLI

 

Poniamo a disposizione dei proprietari, possessori e detentori di castelli e opere fortificate un gruppo di 22 esperti e tecnici cui si potranno rivolgere prima di avviare operazioni di restauro, di pubblicizzazione e di valorizzazione dei loro castelli. Intervenire su di un castello è operazione difficile e delicata. Prima di intervenire bisogna ricorrere al consiglio di chi ha avuto esperienze importanti e verificabili in materia. Le competenze che per ora mettiamo a disposizione sono indicate di seguito.

 

Assistenza giuridica

Avv. Luca De Pauli - Udine

Avvocato amministrativista

Via Vittorio Veneto 39 - 33100 Udine, depaluca@tin.it, cell. 335/6177910, 0432/507321

 

Assistenza tributaria

Prof. avv. Mario Nussi - Udine

Professore ordinario di diritto tributario Università di Udine

Via Palladio 15 - 33100 Udine, mario@nussi.it, cell. 339/1540828, 0432/504466

 

Assistenza contabile

Dott. ssa Marilena Castenetto - Udine

Commercialista

Via Volturno - 33100 Udine, castenettomarilena@gmail.com, cell. 334/3301408

Assistenza amministrazioni pubbliche

 

Dott. ssa Ilva Santarossa - Cervignano del Friuli

Vice Segretario generale e Capo settore Risorse finanziarie e Affari generali del Comune di Cervignano del Friuli

Municipio, Cervignano del Friuli, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 338/3525858

 

Assistenza catastale, piccole manutenzioni e restauri, vincoli monumentali

Geom. Zuan Pieri Biasatti - Codroipo

Geometra libero professionista

Piazzetta Santi Ermagora e Fortunato 4/7 - 33033 Codroipo, info@biasatti.eu,

cell. 335/6473445

 

Pianificazione urbanistica

Prof. Piero Pedrocco - Udine

Professore di urbanistica nell’Università di Udine

33100 Udine, Viale delle Scienze 206 - Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine

piero.pedrocco@uniud.it, cell. 339/2947858, 041/5232074

 

Restauro architettonico

Dott. Riccardo Strassoldo - Udine

Conservatore dei beni architettonici

Via Feletto 71 - 33100 Udine, strassori@hotmail.com, com, cell. 340/3539254

 

Ingegneria strutturale

Ing. Marino Del Piccolo - Udine

Ingegnere libero professionista

Via Anton Lazzaro Moro - 33100 Udine, marinodelpiccolo@gmail.com,

cell. 328/821347

 

Ingegneria impiantistica

Ing. Stefano Scubla – Udine -

Ingegnere libero professionisti

Via Giovanni XXIII, n. 6 Cassacco, stefanoscubla@gmail.com stefanoscubla@gmail.com

Tel/ fax: 0432 85506; cell. 333/5069996

 

Progettazione del verde

Dott. Giovanni Purisiol - Sequals

Dottore in scienze forestali libero professionista

Sequals, purisiol@gmail.com, cell. 335/6693965

 

Recupero giardini storici

Arch. Massimo Asquini - Udine

Architetto progettista e conservatore giardini storici

Via Romans 21 - 33100 Udine, massimo.asquini@virgilio.it, cell. 348/5625137

 

Archeologia medioevale

Prof. ssa Simonetta Minguzzi - Udine

Professore ordinario di archeologia medioevale

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, simonetta.minguzzi@uniud.it

cell. 339/4731109

 

Storia delle lavorazioni artigianali tradizionali

Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni - Udine

Professore di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, maurizio.arcanograttoni@uniud.it

cell. 348/5501232

 

Storia dell’arte

Dott. Francesco Fratta - Udine

Dottorando in Storia dell’arte

Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, francesco.fratta@uniud.it

cell. 329/6463217

 

Storia delle fortificazioni

Dott. Alessandro Groppo Conte - Udine

Laureato in conservazione dei beni culturali. Autore di pubblicazioni sulla storia dell’architettura fortificato.

groppo.conte@libero.it,

cell. 349/4655222

 

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli

Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it,

cell. 348/7272142

 

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli

Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it

cell. 349/8087649

 

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it

cell. 335/8330729

 

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo

Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it

cell. 388/3958216

 

La natura delle competenze

Vengono qui indicate competenze sia strettamente tecnico-giuridiche dirette alla realizzazione di opere di restauro, di manutenzione e di valorizzazione (competenze architettoniche, ingegneristiche, tributarie), sia di supporto a tali operazioni, utili anche alla realizzazione di strumenti di valorizzazione, quali opuscoli, pieghevoli, siti web (storia dell’architettura, storia dell’arte, storia delle fortificazioni), sia rivolte alla difesa della condizioni ambientali e territoriali (urbanistica, progettazione del verde e così via), sia infine alla esecuzione di corretti interventi conservativi (archeologia).

Le competenze sono garantite o dalla provenienza universitaria, o dalle concrete e documentate esperienze realizzate per il recupero e la valorizzazione di castelli della regione.

 

Le prestazioni

Gli esperti sono a disposizione dei proprietari, o possessori o detentori a qualsiasi titolo, di castelli e opere fortificate, in qualità di proprietari, usufruttuari, affittuari o usuari.

La collaborazione consisterà in un colloquio in ufficio o in un sopralluogo sul posto. Gli esperti daranno tutte le indicazioni su come procedere negli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione e nelle iniziative di ricerca delle relative risorse, oltreché nella individuazione delle specifiche competenze professionali.

Eventuali prestazioni professionali specifiche dovranno essere concordate con l’esperto o gli esperti dallo stesso consigliati e formalizzate con apposito incarico.

 

IL COMITATO PER L’ASSISTENZA AI PROPRIETARI

Coordinatore: Gianni Orzan

Segretario: Zuan Pieri Biasatti

Coordinamento

Zuan Pieri Biasatti, Marilena Castenetto, Maurizio d’Arcano Grattoni, Giovanni Purisiol, Marzio Strassoldo, Gabriella Williams Strassoldo

Organizzazione territoriale:

Provincia di Udine: Maurizio d’Arcano Grattoni

maurizio.arcanograttoni@uniud.it,

cell. 348/5501232

Provincia di Gorizia: Gianni Orzan

gianni.orzan@gmail.com

cell. 335/6891703

Provincia di Pordenone: Giovanni Purisiol

purisiol@gmail.com

cell. 335/6693965

 

L’organismo ha la natura di Comitato, vale a dire di una struttura leggera che ha il concreto compito di attuare iniziative dirette alla diffusione di una corretta cultura del restauro e della valorizzazione dei castelli e delle opere fortificate della regione.

 

Le iniziative di assistenza si rivolgono ai proprietari, possessori, detentori a qualsiasi titolo di castelli e di opere fortificate comprese nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

 

Il Comitato non intende entrare in competizione con altri organismi esistenti in Regione, ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

 

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

 

Il sito ha il seguente indirizzo:

www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

Si chiede in ogni caso di comunicare gli indirizzi di posta elettronica di chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario.

 

I TECNICI DI ZONA DELLA SOPRINTENDENZA: ARCHITETTI E STORICI DELL’ARTE PER COMUNE 

                  Castelli del Friuli

                              __________________________________                                 

                              Assistenza ai proprietari di castelli della Regione

                              Newsletter N. 14 - settembre 2015

                                                                                Contatti: castellidelfriuli@gmail.com

 

Sommario

  • Ville e castelli

  • Il classamento dei beni architettonici

  • L’Iva sui servizi di biglietteria

  • Artigiani per ic astelli

  • Esperti per i castelli

  • tecnici di zona

 

Editoriale: la perdita  di peso politico del Consorzio

 

Due recenti eventi pongono in evidenza una situazione assai preoccupante per il mondo dei proprietari che con impegno e difficoltà operano a favore della conservazione e della valorizzazione del patrimonio fortificato della Regione. Il primo è il mancato rifinanzia-mento delle leggi operanti nel campo del restauro dei beni architettonici  e in particolare dell’architettura fortificata. Non un euro è attualmente disponibile per il restauro dei castelli, se si escludono i residui ancora disponibili a ristoro dei danni sopportati a causa del terremoto del 1976 (Colloredo e altri). Il secondo è l’abrogazione delle principali leggi sui beni culturali e su quelli fortificati, in particolare la LR 60/1976, la LR 77/1982 e soprattutto la legge sulla architettura fortificata, la LR 10/2000, in gran parte redatta e fatta approvare per iniziativa di un gruppo di consiglieri regionali amici. E l’abrogazione sarebbe stata comprensibile se i contenuti d’avanguardia di tale legge  fossero stati trasfusi in una

legge organica che riordinasse l’insieme degli interventi a favore dei beni architettonici. Invece la materia è rinviata ad un documento di programmazione triennale, con aggior-namenti annuali, adottati non per via legislativa ma soltanto per via amministrativa, lasciando il massimo campo alla discrezionalità politica e burocratica di assessori e dirigenti.

Appare chiaro che la demolizione del sistema degli strumenti diretti al finanziamento dei restauri è stato reso possibile da una grave perdita di peso politico del Consorzio. L’azzeramento dei finanziamenti per i restauri e la soppressione stessa degli strumenti di sostegno a tali interventi non sarebbero stati possibili in presenza di una continua azione di stimolo e di vigilanza da parte del Consorzio. Non è sufficiente passare il tempo nei salotti romani col pretesto di occuparsi delle dimore storiche a livello nazionale, per garantire la difesa e l’incremento degli interventi per i castelli.

L’assenza di peso politico e di presenza sul territorio conduce a questi risultati.

 

Fisco

 

Ville e castelli

 

Il dibattito politico autunnale è stato dominato dalle discussioni sul tema delle “Ville e Castelli” e in particolare se l‟esenzione dall‟Imu sulla abitazione principale avrebbe dovuto comprendere anche le abitazioni di interesse storico o artistico. Il Premier Renzi in un primo momento aveva dichiarato che tutte le abitazioni principali sarebbero dovute  rientrare nella esenzione, salvo poi fare marcia indietro affermando che tutte sarebbero state esentate salvo le Ville e i Castelli. Pubblicata il testo della legge di stabilità si può verificare che tutte le abitazioni principali saranno esentate, tranne quelle rientranti nelle Classi A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di pregio artistico o storico).

Il dibattito ha creato notevoli preoccupazioni nel mondo dei proprietari dei castelli, che si sono sentiti fortemente penalizzati di fronte ai grossi sforzi, finanziari e non finanziari, che quotidianamente sostengono per mantenere in efficienza monumenti secolari che rappresentano una componente fondamentale del patrimonio culturale del Friuli.

 

Pensiamo di tranquillizzare i proprietari sotto due aspetti:

 

  • se non vi è un alleggerimento fiscale per i proprietari, la loro situazione non peggiorerà,perchécontinuerannoapagarelastessaimpostadell‟annoscorso; non è una soddisfazione, comunque si è scampato un pericolo che nel clima di demagogia imperante, avrebbe potuto prendere corpo con un ulteriore appesantimento dellatassazione;

  • sono pochissimi gli immobili che in Regione sono classificati come “castelli”,e cioè in categoria A/9: in tutta la provincia di Udine sono soltanto 5, il che dovrebbe tranquilizzare molti proprietari; non si dispone dei dati su quanti sonoclassatiinA/1eA/8,mal‟impressioneèchenonsianomoltissimi.

 

Si raccomanda ai proprietari di compiere una verifica sul classamento dei singoli immobili. Il castello ha spesso composizione molto complessa: alla torre e al palazzo signorile si aggiungono altre unità immobiliari che pur facendo parte del complesso hanno caratteristiche molto elementari: il granaio, la cantina, le abitazioni un tempo destinate alla servitù, il ricovero degli animali.

Si consiglia di rivolgersi ad un geometra esperto in pratiche catastali per promuovere una revisione dei criteri di classamento.

 

Più in generale si deve sottolineare il grave clima di demagogia e di disinformazione che ha coinvolto larghi strati dell‟opinione pubblica, e che viene ripetuto papagallescamente dai politici che appaiono giornalmente sui talkshows televisivi (con qualche rarissima eccezione come quella dell‟ex ministro Gasparri, che appare informato in materia: evidentemente qualche proprietario gli ha spiegato la situazione): tutti ripetono all‟unisono che la proprietà di un castello è indice di una situazione economica privilegiata, che va colpita duramente

 

Catasto

 

Il classamento dei beni architettonici

 

La nuova sentenza emessa della Commissione Tributaria Regionale di Trieste n° 18/01/14 del 04 dicembre 2013, sulla quale ci siamo già trattenuti, modifica e riforma radicalmente le decisioni dell‟Agenzia delle Entrate – Territorio – ufficio provinciale di Udine (ex Agenzia del Territorio - catasto) circa il classamento degli immobili e connesse attribuzioni di rendita catastale per beni culturali e paesaggistici sottoposti al regime vincolistico di tutela previsto nel decreto legislative n. 42 del 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Nella sentenza la Commissione osserva che la mancata indicazione di specifici e concreti criteri, posti a base dei provvedimenti di accertamento, non rendono possibile, con il mero rinvio effettuato alle norme di legge manifestato dai tecnici dell‟Agenzia delle Entrate - Territorio - ufficio provinciale di Udine, alcuna considerazione in ordine alla materia devoluta non consentendo al Collegio di individuare ed apprezzare compiutamente il criteri di fatto seguito dall‟Ufficio per il classamento degli immobili e connesse attribuzioni di rendite catastali.

 

In pratica in Friuli gli accertamenti sino ad ora seguiti dai tecnici catastali per i beni culturali sottoposti al regime vincolistico del Codice, sono stati quelli di escludere a priori dalla categoria di riferimento, la A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, i palazzi e le ville con eminenti pregi artistici e storici (vedi anche ville venete) classificandoli prevalentemente senza alcun criterio, ideologicamente e indistintamente, nella categoria A/1 Abitazioni di tipo signorile.

Al riguardo ed a conferma del criterio ideologico di classificazione praticato in continuità è opportuno evidenziare che allo stato attuale, nonostante i numerosi beni vincolati presenti nei Comuni del Friuli storico (ex provincie di Udine, Pordenone, Gorizia e mandamento di Portogruaro), la situazione, circa la presenza nel quadro di qualificazione catastale della categoria di riferimento A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, è la seguente:

In provincia di Pordenone su 51 comuni il solo comune di Zoppola

In provincia di Gorizia su 25 comuni solo il comune di Capriva del Friuli

In provincia di Udine su 135 comuni solo in quelli di San Vito al Torre, Moruzzo, Codroipo, Prepotto e Cassacco

In provincia di Trieste i comuni di Trieste, Duino e Muggia

 

La recidiva ideologica dei tecnici dell‟Agenzia delle Entrate – Territorio – ufficio provinciale di Udine è dimostrata anche dal fatto che, preventivamente informati circa il ricorso n° 21/2007 per un caso analogo di classamento e connessa attribuzione di rendita catastale di un palazzo con eminenti pregi storici ed artistici sottoposto a regime vincolistico di bene culturale, l‟allora Agenzia del Territorio di Pordenone, in sede di udienza avanti la Commissione Tributaria Provinciale di Pordenone, il 26 settembre 2007 con prot. 35/C/07 emetteva provvedimento di autotutela (ex art. 2 quater D.L. 30/09/1994, n° 564) determinando un classamento per “parificazione”, ai sensi dell‟art. 11 delle legge n° 154/88, sulla base della tariffa della categoria A/9 presente nel solo comune di Zoppola, prima di soccombere in sede di giudizio.

 

Nella fattispecie della Commissione Tributaria Regionale l‟incarico conferitomi riguardava la ricognizione ed un conseguente ordinato aggiornamento mediante recupero di situazioni pregresse (Circolare 29.07.1985, n.15) dell‟intera raccolta patrimoniale della famiglia.

Sono state varie le problematiche incontrate tra le quali quella del mutamento intervenuto nel corso del tempo degli edifici e della disposizione degli spazi interni. Situazioni che influiscono direttamente sulla classificazione e sulla determinazione della relativa rendita. Di conseguenza quella di individuare la categoria catastale appropriata all‟immobile.

Questi sono stati i criteri posti a base dell‟aggiornamento catastale: Classamento catastale delle unita immobiliari riconosciute di interesse culturale

La proposta di classamento è lo strumento con cui il professionista, in base alla propria esperienza e conoscenza del bene (qualità intrinseche ed estrinseche) attribuisce all‟unità immobiliare la categoria, la classe, la consistenza e la conseguente rendita.

  • Categoria: tipologia delle unità immobiliari, presenti nella zona censuaria, differente per le caratteristiche intrinseche che ne determinano la destinazione ordinaria e permanente.

  • Classe: parametro che identifica il grado di produttività delle unità immobiliari appartenenti alle categorie dei gruppi A, B e C. Viene indicata con „U‟ (unica) in assenza di una ripartizione in classi della categoria (ciò, in quanto, la redditività è omogenea all‟interno del Comune o della zona censuaria) ovvero con i numeri da „1‟a

„n‟ al crescere della redditività.

  • Consistenza: dimensione dell'unità immobiliare. Per le abitazioni e gli uffici (immobili della categoria A) è espressa in "vani". Per i negozi, i magazzini, le rimesse (immobili della categoria C) è espressa in metri quadrati. Per gli immobili a destinazione collettiva (ospedali, caserme, ecc.) è espressa in metri cubi. Per gli immobili appartenenti alle categorie speciali dei gruppi D ed E non viene indicata la consistenza catastale.

  • Rendita: per le unità immobiliari appartenenti alle categorie dei gruppi A, B e C, la rendita catastale è determinata moltiplicando la consistenza per la tariffa unitaria specifica per Comune, zona censuaria e corrispondente alla categoria e classe. Per le unità immobiliari appartenenti ai gruppi delle categorie D ed E la rendita è determinata attraverso stima diretta.

 

Le categorie catastali sono l'indice ufficiale di riferimento per classificare i beni immobili, e determinarne le rendite.

Nel gruppo A queste si distinguono in:

A/1 Abitazioni di tipo signorile (Unità immobiliari appartenenti a fabbricati ubicati in zone di pregio con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello superiore a quello dei fabbricati di tipo residenziale)

A/2 Abitazioni di tipo civile

A/3 Abitazioni di tipo economico A/4 Abitazioni di tipo popolare

A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare A/6 Abitazioni di tipo rurale

 

A/7 Abitazioni in villini

A/8 Abitazioni in ville (Per ville devono intendersi quegli immobili caratterizzati essenzialmente dalla presenza di parco e/o giardino, edificate in zone urbanistiche destinate a tali costruzioni o in zone di pregio con caratteristiche costruttive e di rifiniture, di livello superiore all'ordinario)

A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici (Rientrano in questa categoria i castelli ed i palazzi eminenti che per la loro struttura, la ripartizione degli spazi interni e dei volumi edificati non sono comparabili con le Unità tipo delle altre categorie; costituiscono ordinariamente una sola unità immobiliare. E' compatibile con l'attribuzione della categoria A/9 la presenza di altre unità, funzionalmente indipendenti, censibili nelle altre categorie)

A/10 Uffici e studi privati

A/11 Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi (Case tipiche che per la loro forma e struttura individuano il luogo dove si trovano, rifugi di montagna, baite, sassi, ecc… )

 

L'inquadramento nella categoria catastale A/9 dipende, esclusivamente, dalle caratteristiche costruttive e tipologiche proprie dell'immobile, l'attribuzione di tale particolare categoria non è direttamente connessa all'avvenuto riconoscimento dell'interesse storico e artistico del bene, che, in astratto, potrebbe anche non sussistere.

Analoghe considerazioni possono essere svolte per le costruzioni tipiche, che sono censite nella categoria catastale A/11 - "Abitazioni tipiche dei luoghi", indipendentemente dall'eventuale attribuzione del vincolo di interesse culturale .

 

Per una maggiore chiarezza circa le consistenze, che influiscono direttamente sulla rendita catastale, si riporta quanto stabilito nel Quaderno operativo dell‟Agenzia delle Entrate – Territorio della regione FVG nel quale sono stati definiti alcuni concetti di base nell‟ambito dei servizi catastali erogati dagli Uffici Provinciali - Territorio dell‟Agenzia.

 

Poligoni – Schema di calcolo superfici (D.P.R. 23.03.1998, n. 138)

La procedura prevede il calcolo delle superfici dell‟unità immobiliare mediante poligoni di diversa natura a seconda delle varie categorie e della destinazione dei vani.

A tutto ciò che viene disegnato in planimetria si assegna una tipologia di poligono. Il concetto di comunicante o non comunicante con i vani principali dell‟unità, si risolve tenendo presente che, per comunicante si intende l‟accessorio al quale si accede dall‟unità principale attraverso aperture, scale, corridoi, interne ed esclusive all‟unità stessa.

 

Calcolo della superficie catastale per le categorie dei gruppi “A” - “B” (metodo dei poligoni)

  • POLIGONI TIP. A 100% locali principali + locali accessori diretti
  • POLIGONI TIP. B 50% locali accessori indiretti comunicanti
  • POLIGONI TIP. C 25% locali accessori indiretti non comunicanti
  • POLIGONI TIP. D balconi, terrazzi e simili comunicanti con i principali: 30% fino a mq

25 e 10% per la quota eccedente

  • POLIGONI TIP. E balconi, terrazzi e simili non comunicanti con i locali principali: 15%

fino a mq 25 e 5 % per la quota eccedente

  • POLIGONI TIP. F area scoperta: 10% fino alla superficie definita dai locali principali, -

2% per le superfici eccedenti detto limite

  • POLIGONI TIP. G ambienti non classificabili nei precedenti.

Con riferimento al D.P.R. 23.03.1998, n. 138, l‟area scoperta della categorie “B” non deve essere poligonata.

 

Specifica dei locali o vani per gruppi “A e B”

Si riporta la completa descrizione della TIPOLOGIA DEGLI AMBIENTI (Circolare 26.11.2001, n. 9). La poligonazione deve essere fatta sulla base della sola destinazione presente nella planimetria.

POLIGONO A superficie dei vani (o locali) aventi funzione principale nella specifica categoria (camere, cucina, stanze, saloni,…) e dei vani (o locali) accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, w.c., ripostigli, tavernette, mansarde, ingressi, corridoi e simili. POLIGONO B superficie dei vani (o locali) accessori a servizio indiretto dei vani principali (cioè gli elementi annessi ed integranti la funzione delle parti principali ma non strutturalmente necessari per l‟utilizzazione di esse), quali soffitte, sottotetti, cantine, centrali termiche e simili qualora comunicanti con i vani di cui alla precedente lettera A;

POLIGONO C superficie dei vani (o locali) accessori a servizio indiretto dei vani principali, quali soffitte, sottotetti, cantine, centrali termiche e simili qualora non comunicanti con i vani di cui alla lettera A;

POLIGONO D superficie dei balconi, terrazze, logge, terrazzi coperti, portici, tettoie e simili, di pertinenza e dipendenza esclusiva della singola unità immobiliare qualora comunicanti con i vani di cui alla lettera A.

POLIGONO E superficie dei balconi, terrazze, logge, terrazzi coperti, portici, tettoie e simili, di pertinenza e dipendenza esclusiva della singola unità immobiliare qualora non comunicanti con i vani di cui alla lettera A;

POLIGONO F aree scoperte, corti, giardini o comunque assimilabili, di pertinenza e dipendenza esclusiva della singola unità immobiliare;

POLIGONO G superfici di ambienti non classificabili tra i precedenti casi e non rilevanti ai fini del calcolo della superficie catastale, considerati vani tecnici. (intercapedini, camere d‟aria, cavedi, sottotetti non praticabili, vuoti sanitari, ecc. sprovvisti di accesso)

 

Tabella delle superfici minime e massime, espresse in m², per vano-tipo nella categoria A/9 dove presenti:

25 e 10% per la quota eccedente

  • POLIGONI TIP. E balconi, terrazzi e simili non comunicanti con i locali principali: 15%

fino a mq 25 e 5 % per la quota eccedente

  • POLIGONI TIP. F area scoperta: 10% fino alla superficie definita dai locali principali, -

2% per le superfici eccedenti detto limite

  • POLIGONI TIP. G ambienti non classificabili nei precedenti.

Con riferimento al D.P.R. 23.03.1998, n. 138, l‟area scoperta della categorie “B” non deve essere poligonata.

 

Specifica dei locali o vani per gruppi “A e B”

Si riporta la completa descrizione della TIPOLOGIA DEGLI AMBIENTI (Circolare 26.11.2001, n. 9). La poligonazione deve essere fatta sulla base della sola destinazione presente nella planimetria.

POLIGONO A superficie dei vani (o locali) aventi funzione principale nella specifica categoria (camere, cucina, stanze, saloni,…) e dei vani (o locali) accessori a servizio diretto di quelli principali

quali bagni, w.c., ripostigli, tavernette, mansarde, ingressi, corridoi e simili. POLIGONO B superficie dei vani (o locali) accessori a servizio indiretto dei vani principali (cioè gli elementi annessi ed integranti la funzione delle parti principali ma non strutturalmente necessari per l‟utilizzazione di esse), quali soffitte, sottotetti, cantine, centrali termiche e simili qualora comunicanti con i vani di cui alla precedente lettera A;

POLIGONO C superficie dei vani (o locali) accessori a servizio indiretto dei vani principali, quali soffitte, sottotetti, cantine, centrali termiche e simili qualora non comunicanti con i vani di cui alla lettera A;

POLIGONO D superficie dei balconi, terrazze, logge, terrazzi coperti, portici, tettoie e simili, di pertinenza e dipendenza esclusiva della singola unità immobiliare qualora comunicanti con i vani di cui alla lettera A.

POLIGONO E superficie dei balconi, terrazze, logge, terrazzi coperti, portici, tettoie e simili, di pertinenza e dipendenza esclusiva della singola unità immobiliare qualora non comunicanti con i vani di cui alla lettera A;

POLIGONO F aree scoperte, corti, giardini o comunque assimilabili, di pertinenza e dipendenza

esclusiva della singola unità immobiliare;

POLIGONO G superfici di ambienti non classificabili tra i precedenti casi e non rilevanti ai fini del calcolo della superficie catastale, considerati vani tecnici. (intercapedini, camere d‟aria, cavedi, sottotetti non praticabili, vuoti sanitari, ecc. sprovvisti di accesso)

 

Tabella delle superfici minime e massime, espresse in m², per vano-tipo nella categoria A/9 dove presenti:

Comune

minima

massima

Capriva del Friuli

15

45

Zoppola

20

60

Codroipo

27

81

Moruzzo   

18

54

Prepotto

20         

60

San Vito al Torre

15

45

 

 

L'indicazione  in catasto  del bene di interesse  culturale - annotazione

Affrontiamo infine la tematica concernente le modalità con cui rendere conoscibile, negli atti catastali, l‟eventuale esistenza del relativo vincolo (decreto legislative n. 42 del 2004 - Codice dei beni culturali e del paesaggio), anche nell'ottica di rappresentare compiutamente le peculiari caratteristiche del bene e in considerazione delle implicazioni che la questione riveste in ambito fiscale.

Al riguardo, l‟Agenzia delle Entrate – Territorio, su richiesta degli interessati, ritiene applicabile la disciplina degli annotamenti catastali, di cui agli articoli 41 e seguenti del Regolamento per la conservazione del Catasto Terreni, approvato con regio decreto 8 dicembre  1938, n. 2153.

Nella domanda per l'annotazione in catasto dell'interesse culturale dell'immobile, da presentare in coerenza con le previsioni dell'art. 44 del citato Regolamento (Le domande per gli annotamenti catastali, e per le variazioni e le cancellazioni relative, vanno stese su competente carta da bollo e presentate, in uno con i documenti da cui il cambiamento risulta ...), devono essere indicati anche gli estremi della trascrizione nei registri immobiliari del relativo provvedimento di dichiarazione o di verifica.

Per tali immobili, verrà pertanto chiesto di iscrivere negli atti catastali la seguente annotazione: "Immobile riconosciuto di interesse culturale, ai sensi del DLgs n. 42 del 2004 - Nota di trascrizione del xx/ xx/ xxxx, Reg. gen. n xxxxxx.

Qualora nel provvedimento con cui viene riconosciuto l‟interesse culturale del bene, l‟unità immobiliare non sia univocamente individuata con i relativi dati di identificazione catastale l‟Agenzia delle Entrate – Territorio ritiene che gli interessati possano fare riferimento al procedimento previsto dal comma 3 del citato articolo 128 del Cadice, in base al quale "In presenza di elementi di fatto sopravvenuti ovvero precedentemente non conosciuti o non valutati, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali può rinnovare, d‟ufficio o a richiesta del proprietario, possessore o detentore interessati, li procedimento di dichiarazione dei beni che sono stati oggetto delle notifiche di cui al comma 2, al fine di verificare la perdurante sussistenza dei presupposti per l'assoggettamento dei beni medesimi alle disposizioni di tutela" .

Analogamente, si precede ogniqualvolta l‟identificativo catastale dell'immobile venga variato in seguito alla presentazione di dichiarazione di variazione per fusione o divisione, ovvero ampliamento (Pregeo e Docfa) (Zuan Pieri Biasatti)

 

Fisco

 

L’Iva sui servizi di biglietteria

 

In occasione di manifestazioni organizzate dai proprietari che comportano la visita ai castelli e ai loro parchi il servizio di vendita dei biglietti d‟ingresso viene affidata a qualche struttura esterna, spesso a Proloco o a locali Associazioni culturali, cui per lo più è concessa una percentuale degli importi incassati a remunerazione del servizio reso.

 

Mentre per quanto riguarda l‟esenzione dall‟Iva della prestazione consistente nella visita al castello non vi è assolutamente dubbio che essa sia esente dall‟Iva ai sensi dell‟art. 10 del DPR n. 633/1972. L‟art. 10, comma 1, punto 22 infatti precisa che sono esenti “le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili e quelle inerenti alla visita di musei, gallerie pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili”.

 

Qualche dubbio rimaneva riguardo al trattamento Iva delle prestazioni consistenti nello sbigliettamento relativo alle visite. Per chiarire tali dubbi una Proloco ha indirizzato un interpello formale all‟Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Friuli Venezia Giulia.

 

L‟Ufficio interpellato si riallaccia ad un parere espresso dalla Direzione TT.AA. del Ministero delle Finanze con nota 3300898 del 4 maggio 1983 che aveva equiparato, agli effetti fiscali, le visite guidate ai castelli a quelle contemplate nell‟art. 10, comma 1, punto 22 del DPR 633/1972. Ciò posto, ritiene che il carattere oggettivo dell‟esenzione “renda esente dall‟applicazione dell‟imposta anche il servizio di biglietteria affidato in gestione a soggetti privati”. Si aggiunge che le modalità organizzative adottate per la vendita dei biglietti d‟accesso al sito non fanno venir meno il carattere di inerenza, richiesto dalla norma fiscale, che sussiste tra la vendita del biglietto e la visita. Resta inteso che i corrispettivi relativi all‟espletamento di altri generici ed autonomi servizi, quali il servizio di accoglienza, la cessione di materiale illustrativo oppure le visite aventi fini speculativi e commerciali saranno imponibili e non potranno usufruire dell‟invocata esenzione”. Su quest‟ultima e generica precisazione andrebbero fatti alcuni approfondimenti: secondo alcuni commenti alla norma, sarebbero esenti anche i servizi di guida e accompagnamento e il noleggio di guide registrate.

 

Taluni commercialisti non sufficientemente preparati, al fine di evitare approfondimenti, fanno pagare comunque l‟Iva. Si consiglia sia ai proprietari che ai responsabili delle associazioni che con essi collaborano di contestarne l‟interpretazione esibendo il presente parere

 

Eventi

 

La mostra autunnale nei castelli di Strassoldo

 

Si è svolta il 24-26 ottobre “In Autunno: Frutti, Acque Castelli” la grande manifestazione espositiva che da anni si tiene nei due Castelli di Sopra e di Sotto in comune di Cervignano. L‟edizione di quest‟anno ha mobilitato centinaia di antiquari, di artigiani, di artisti, di hobbisti e di vivaisti che hanno offerto ai visitatori un insieme di oggetti e di prodotti di grande qualità, disposti nelle sale dei due castelli che rimangono inalterate nei loro arredi ma che semplicemente si arricchiscono di oggetti per la casa in un insieme estremamente curato nella loro selezione e nella loro disposizione. Nello spazio verde delimitato dai due fiumi posti a difesa il castello, il Milaca e il Limburino, sul fianco sud della Cancelleria un gruppo selezionato di vivaisti provenienti da varie regioni italiane hanno formato un percorso di estrema suggestione: piante da frutto e da giardino spesso di grande rarità, mele antiche, altri frutti rari, piante aromatiche, elementi in ferro e in legno di arredamento dei giardini hanno raccolto l‟attenzione de visitatori. Molteplici iniziative di contorno hanno arricchito la manifestazione. Piccoli concerti di musiche ispirate all‟autunno si sono svolti negli interni e nel parco del Castello di Sopra e nella Chiesetta di San Marco del Castello di Sotto, corsi di decorazione floreale, incontri sul tema dei giardini, visite guidate ai due borghi, apertura del parco del Castello di Sotto.

 

In  due giorni sono affluite migliaia di visitatori provenienti oltre che dalla regione, dal Veneto, dalla Carinzia e dalla Slovenia. Gli spazi interni che sono necessariamente limitati non consentono purtroppo di accogliere tutte le numerose richieste di partecipazione provenienti da ogni parte d‟Italia. Il bel tempo ha favorito l‟afflusso dei visitatori. Si sono contati oltre 6 mila visitatori paganti, cui si aggiungono le altre migliaia di visitatori che si sono limitati a compiere una passeggiata lungo le strade dei quattro borghi che formano Strassoldo, il Borgo di Sopra, il Borgo di Sotto, il Borgo Nuovo e il Borgo Viola.

 

Il progetto targhe del Consorzio

 

Un vecchio progetto del Consorzio, che era stato a suo tempo definito e che non si era potuto avviare per ragioni sia finanziarie che organizzative, è stato ripreso in mano ed ora è incorso di realizzazione. Si tratta di una iniziativa importante, che consiste nell‟apposizione all‟ingresso di ogni castello di una targa in cui si indica l‟appartenenza del castello al Consorzio, il nome del Castello, e un insieme di informazioni sulla visitabilità e sulla storia del complesso. Le moderne tecnologie hanno consentito di risolvere il problema delle informazioni sulle condizioni di fruizione del castello, attraverso il ricorso ad un QR-Code (Quick Response Code) che fotografato potrà consentire il recupero di una grande mole di informazioni.

Importanti sono quelle sugli orari o sulle modalità di visita al castello e sulla storia del medesimo.

 

L’audizione in Consiglio Regionale

 

In preparazione della nuova legge regionale sui beni culturali una delegazione del Consorzio è stata ricevuta in audizione in Consiglio regionale per essere ascoltata dalla Quinta Commissione Consiliare, quella competente per la Cultura. Alla Commissione è stata consegnata una memoria priva assolutamente di contenuti e con alcune proposte di modifica che riguardano aspetti assolutamente marginali e formali. Un documento redatto frettolosamente solo al fine di lasciare nelle mani della Commissione una traccia della presenza del Consorzio.

Si sarebbero dovute proporre alcune modifiche all‟art. 13 (Azioni regionali per valorizzazione di beni culturali), quanto meno per aggiungere un comma che esprimesse alcuni punti fondamentali per la conservazione dei beni fortificati (contributi al 100% anche per beni di proprietà privata, quando abbiano mera funzione di testimonianza storica e non siano suscettibili di alcuna utilizzazione economica, come le rovine, i muri di cinta, le torri non abitabili, i castellieri, le cente; oppure per interventi meramente conservativi, come le coperture, i cedimenti strutturali, le fessurazioni, e così via; oppure modifiche all‟art. 14 (Interventi d‟investimento sul patrimonio dell‟archeologia industriale), da estendersi anche all‟architettura  fortificata.

Si sarebbe dovuta esprimere inoltre una forte opposizione a quanto previsto all‟art. 49 (Abrogazione di norme in materia di beni culturali), al comma 1, lettere a) (abrogazione LR 60/1976), lettera c) (abrogazione LR 77/1981), lettera n) (abrogazione LR 10/2000 sull‟architettura fortificata), proponendo tutt‟al più una unificazione della LR 60/1976 per la parte riguardante i beni architettonici con la LR 77/1981.

Tali articoli, di importanza cruciale per i beni architettonici fortificati, non sono neanche citati nel promemoria.

Nessuna proposta concreta, né alcuna protesta per alcune decisioni di estrema gravità. Un promemoria puramente formale, con il valore di mera testimonianza. Ancora una volta si dimostra l‟assenza di ogni disegno strategico da parte dell‟attuale dirigenza del Consorzio e l‟incapacità di elaborare valide linee di difesa e valorizzazione del patrimonio castellano, dialogando proficuamente con l‟attuale classe politica e con la  burocrazia regionale.

E i risultati si vedono: l‟abrogazione della migliore delle leggi regionali sulla conservazione e valorizzazione dell‟architettura fortificata, senza che dal Consorzio si levasse alcuna protesta, che pure era stata sollecitata per tempo dal Presidente del Comitato Gianni Orzan, che non ha ricevuto alcuna risposta.

 

 

 

 

 

 

                Castelli del Friuli

                            ___________________________________________________                                                      Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

                           Newsletter N. 13 - agosto 2015

                                                                                Contatti: castellidelfriuli@gmail.com

Sommario

 Editoriale

 Le agevolazioni fiscali

 L’Istituto per il patrimonio

 Interventi contro il rischio sismico

 La nuova legge regionale

 Gli eventi

 Artigiani per i castelli

 Esperti per i castelli

 Il Comitato

 I tecnici di zona

 

Editoriale: abrogata la legge sui castelli

Il Consiglio regionale ha approvato la legge “Norme regionali in materia di beni culturali” che avrebbe dovuto riformare il sistema di interventi regionali a favore dei beni culturali. In luogo di introdurre un rinnovato e migliorato insieme di provvedimenti per la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico regionale e di prevedere adeguate risorse al riguardo, la Regione è intervenuta abrogando tutte le leggi che da tempo reggevano il sistema e che avevano dato ottimi risultati. Invece di riordinare le varie norme e di prendere il meglio di ogni legge coordinandole e unificando le procedure ed eventualmente introducendo qualche importante innovazione, la Giunta regionale interviene semplicemente abrogando tutte le norme, e rinviando il tutto ad un Documento di politica culturale e all’emanazione d bandi annuali. Percentuali di contributo, limiti massimi e minimi, categorie di beneficiari, condizioni, sono tutte indicazioni che vengono rinviate al Documento e ai Bandi. Si crea un sistema di incertezze gestionali, di accentramento delle decisioni in capo all’Assessore o peggio alle burocrazie dell’Assessorato, di pressioni personali dei singoli proprietari o di loro particolari gruppi per indurre l’Assessorato all’emanazione di bandi fatti su misura. E il grave è che mentre norme specifiche sono dedicate all’archeologia industriale e al patrimonio legato alla Grande guerra, non una parola è dedicata all’architettura fortificata, cui sovrintendeva una delle migliori leggi regionali dedicate al settore, la LR 10/2000, che tanti castelli ha consentito di restaurare. E l’aspetto ancora più grave è che, malgrado le segnalazioni arrivate ai vertici del Consorzio, l’ente rappresentativo dei proprietari dei castelli non ha presentato alcuna proposta di modificazione e anzi ha dato parere favorevole all’approvazione della legge in sede di audizione in Consiglio regionale. Ora i proprietari dei castelli si trovano privati di ogni forma di tutela giuridica.

 

Fisco

Le agevolazioni fiscali per i beni architettonici

Riteniamo utile richiamare in breve in questa sede le principali agevolazioni tributarie sopravvissute al rovinoso Governo Monti che ha colpito pesantemente il precedente sistema che teneva in adeguato conto gli oneri che il proprietario di un immobile storico-artistico deve sostenere per la sua manutenzione, che è obbligatoria per legge. Le misure agevolative sono attualmente in vigore sono le seguenti:

a) Imposta sul reddito delle persone fisiche. Mentre nel precedente regime i redditi da fabbricati venivano costruiti esclusivamente sulla base delle rendite catastali anche per gli immobili locati e nel caso di immobili vincolati si sceglieva la minore delle rendite catastali, con il Governo Monti si passa alle rendite catastali effettivamente attribuite ai singoli immobili. Per gli immobili vincolati locati, dal 2012 la rendita su cui grava l’imposta è pari al maggiore importo tra il canone di locazione ridotto forfettariamente del 35% e la rendita catastale effettiva rivalutata del 5% ed abbattuta del 50%. Sicchè sarà sempre il canone di locazione a costituire l’imponibile su cui calcolare l’imposta. Il regime fiscale è notevolmente peggiorato, anche se permane un abbattimento del 35% che dovrebbe tener conto dei maggiori oneri di manutenzione e restauro.

b) Imposta di registro. L’imposta a partire dal 2014 è stata portata al 9%, con un notevole aumento rispetto alla situazione precedente. L’imposta è di scarso interesse per i proprietari, che non pensano certamente di alienare il loro castello. Può essere interessante per un eventuale acquirente che voglia dedicare energie e risorse al recupero di un complesso castellano.

c) Imposta di successione e di donazione. L’immobile continua a non far parte della base imponibile.

d) Imu. L’immobile vincolato viene a far parte dell’imponibile soltanto per il 50%. L’agevolazione vale solo per gli immobili assoggettati a vincolo diretto, mentre sono esclusi i vincoli indiretti.

e) Tasi. L’imponibile, analogamente, viene abbattuto del 50%, malgrado le interpretazioni non sempre concordi delle amministrazioni comunali. Anche i questo caso la agevolazione vale solo per i vincoli diretti.

 

Si può concludere che il periodo in cui ha governato Monti ha avuto effetti devastanti per la tutela dei beni culturali. Rimangono ancora alcune agevolazioni, che sono tuttavia ben lontane dal compensare i proprietari dai pesanti oneri di manutenzione, conservazione e restauro di immobili che richiedono continue cure.

 

Beni culturali

La nuova legge regionale sui beni culturali

La nuova legge regionale presenta qualche nuovo aspetto per le biblioteche e i musei, ma per i beni architettonici e storico-artistici l'unica novità consiste nell' abrogazione di tutte le leggi poste a loro tutela e nel rinviare tutte le definizioni degli interventi a:

- Documento di politica regionale previsto dall'art. 5 della LR 16/2014, a valenza triennale ma con aggiornamenti annuali da approvarsi dalla Giunta regionale

entro il 30 settembre (art. 13, comma 4), per quanto riguarda indirizzi e priorità.

- Bandi previsti dall'art. 36 della LR 7/2000 ai quali viene rinviato ogni parametro, tipologia, priorità.

Si tratta di una dimostrazione dell'incapacità di provvedere ad una reale riforma delle modalità di intervento per i beni architettonici, per cui i problemi vengono rinviati al Documento e ai Bandi. La verità è che si ha conferma dell'orientamento autoritario e centralistico che domina l'attuale politica regionale. Non vi sono vincoli alle scelte della Giunta regionale, che potrà fissare priorità, finanziamenti, percentuale di contributo, tipologie di beneficiari. Tutto il potere al riguardo passa dal Consiglio regionale, che definiva caratteristiche e contenuti degli interventi con norme di legge, alla Giunta regionale, il che vuole, dire ai Dirigenti, all'Assessore e forse alla Presidente, e cioè in ogni caso a provvedimenti amministrativi soggetti ai condizionamenti degli interessati e a tutela di interessi particolari. Basterà scrivere nel bando che si darà la priorità a interventi diretti a favorire gli interventi di ricostruzione postsismica, e si scriveranno i nomi dei 2 o 3 proprietari che saranno i vincitori. Sarà sufficiente scrivere nel bando che la priorità sarà data alla ricostruzione di castelli allo stato di rudere, per individuare il nome del vincitore. E così via. Prima i requisiti dei possibili destinatari dell’intervento, le percentuali di contributo, le condizioni e modalità di intervento erano già scritti nella legge e ponevano tutti i possibili vincitori nelle stesse condizioni. L’esistenza di una legge specifica poneva comunque ilproblema di una adeguata dotazione finanziaria.

La Regione, che si distingueva da poche altre per la migliore e più organica legge sull’architettura fortificata, redatta con la attiva collaborazione della proprietà, ora rinuncia a tale primato, dotandosi di una legge che pone tutte le decisioni nelle mani delle burocrazie regionali, senza alcun vincolo da parte del legislatore. E la speranza che possano essere concessi contributi fino al 100% della spesa ammissibile per contributi a castelli di proprietà privata, ai sensi del secondo comma dell’art. 13, rappresenta una pura illusione. E’ un principio generale che gli interventi a favore di privati non possano essere coperti al 100% con risorse pubbliche e di questo i bandi dovranno tenere conto. La previsione riguarda solo interventi a favore di enti pubblici tuttalpiù di parrocchie.

 

Al riguardo Gianni Orzan ha inviato al Presidente del Consorzio la seguente lettera, cui non è stata data alcuna risposta:

Cormons, 6 settembre 2015

Caro Presidente, ti scrivo per comunicarti la mia preoccupazione per il Disegno di Legge N.109 presentato dalla Giunta regionale il 26 agosto.

La nuova legge regionale presenta qualche novità per le biblioteche e i musei, ma per i beni architettonici e storico-artistici l'unica novità consiste nell' abrogare tutte le leggi poste a loro tutela e (come si legge all'art. 13 comma 4) a rinviare tutte le definizioni degli interventi a:

- Documento di politica regionale previsto dall'art. 5 della LR 1612074, a valenza triennale con aggiornamenti annuali da approvarsi dalla Giunta regionale per quanto riguarda indirizzi e priorità;

- Bandi previsti dall'art. 36 della LR 7/2000 ai quali viene rinviato ogni parametro e tipologia.

Si tratta della dimostrazione di non voler provvedere ad una reale riforma delle modalità di intervento per i beni architettonici, per cui i problemi vengono rinviati al Documento e ai Bandi, con un orientamento centralistico che sembra voler condizionare politicamente le scelte.

Non vi sono vincoli alle scelte della Giunta regionale, che potrà fissare priorità, finanziamenti, percentuale di contributo, tipologie di beneficiari.

Tutto il potere al riguardo passa dal Consiglio regionale, che definiva caratteristiche e contenuti degli interventi con norme di legge, alla Giunta regionale, il che vuole, dire ai dirigenti e all'assessore, e cioè a provvedimenti amministrativi.

Torrenti aveva assicurato che non avrebbe toccato la LR 10, ma evidentemente ha cambiato idea.

Con le abrogazioni della LR 60 e della LR l0 la nuova legge dovrebbe chiamarsi "Interventi per le biblioteche e i musei" e non "Norme regionali in materia di beni culturali".

Mi sembra sarebbe opportuno che il Consorzio protestasse per tale abrogazione, per richiamare l'attenzione sulla necessità di una adeguata considerazione dell'architettura fortificata nel piano triennale.

Gianni Orzan

 

Beni culturali

L’Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale

Con un ritardo di anni finalmente nello scorso febbraio è stato costituito l’Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia. Il ritardo è sintomatico dello scarso interesse che la classe politica regionale rivolge alla causa della conservazione del patrimonio culturale della Regione. Diamo alcuni elementi di informazione sulla natura e le finalità del nuovo istituto che riassorbe il precedente centro per catalogazione e il restauro di Villa Manin.

Dal primo febbraio 2015 è stato concretamente costituito l’Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, configurato dalla legge regionale 10/2008 come un ente funzionale, autonomo, sottoposto alla vigilanza della Regione. Con effetto da tale data, infatti, l’Istituto è subentrato nell'esercizio delle funzioni e dei compiti in precedenza svolti dall'Amministrazione regionale per mezzo del Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali. Ha sede nell’Esedra di Ponente, a Villa Manin di Passariano, in comune di Codroipo (Ud).

LE LINEE PROGRAMMATICHE

L’Istituto svolge attività di ricerca, formazione e documentazione e promuove la conoscenza, la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico regionale, impegnandosi ad operare secondo le seguenti linee programmatiche: 1. il patrimonio culturale come bene comune, bene popolare, non proprietà dei ricercatori o dei professionisti della tutela o tantomeno dell’economia, ma “un dato essenziale dell’essere Italiani, che, come i gesti e la lingua, si trasmette e si radica senza che ce ne accorgiamo” (Salvatore Settis). Superare la concezione “proprietaria” del bene culturale, a favore di una concezione “popolare e comune”, attraverso lo sviluppo di un sistema di comunicazione integrato, chiaro e condiviso, per garantire e favorire l’accesso ai dati e la loro libera circolazione. 2. una visione globale e diacronica dei beni culturali che pone al centro dell’azione politica il paesaggio, la sua stratificazione e complessità. Il paesaggio è il “denominatore comune”, il “palinsesto vivente”, fatto non più di monumenti isolati ma di “beni” correlati fra loro, che soltanto se presenti in un “sistema” e in questo inquadrati, diventano comprensibili in tutto il loro valore storico, culturale e sociale. 3. l’interdipendenza organica tra patrimonio culturale e pianificazione paesaggistica, contribuendo alla predisposizione di efficaci strumenti per la pianificazione e gestione del territorio ed in primis del Piano Paesaggistico Regionale.

4. la partecipazione attiva di cittadini, associazioni, enti locali, università, scuola, in un processo di conoscenza partecipata e inclusiva, che garantirà politiche efficaci di tutela e valorizzazione. 5. la valorizzazione come obiettivo di una società civile che tiene alla sua identità e quindi alla sua storia; non c’è contrapposizione tra tutela e valorizzazione, così come non c’è contrapposizione tra cultura e turismo. Occorre rilanciare la qualità progettuale nella cultura: qualificare i progetti culturali collegando l’attività di ricerca, di restauro e recupero alla gestione. 6. la progettazione e la gestione diretta di iniziative e attività in grado di sviluppare il quadro di intervento programmatico dell’Istituto nei vari settori, coinvolgendo tutti i possibili partners in ambito nazionale e internazionale. 7. la costante divulgazione delle attività e delle iniziative, in un rapporto sempre vivo con le comunità e con i singoli, per innescare processi di partecipazione e sensibilizzare fasce sempre più ampie di popolazione.

AREE E AMBITI STRATEGICI

A. Macroarea degli obiettivi e attività

1. Patrimonio culturale e catalogazione partecipata - SIRPAC L’Istituto ha come sue finalità la ricerca e la valorizzazione dei Beni Culturali, i beni comuni della regione, attraverso il Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale, condiviso in rete e costituito da una banca dati di oltre 300.000 records e dal relativo webgis, in collaborazione con Università, Soprintendenze, Enti pubblici e privati. 2. Archeologia L’Istituto cura la catalogazione e la valorizzazione di collezioni museali, siti e materiali archeologici, e conduce attività di scavo, anche in collaborazione con altri enti.

3. Restauro L’Istituto comprende la Scuola Regionale per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali, con diploma equiparato alla laurea quinquennale a ciclo unico in Conservazione e restauro dei beni culturali. I laboratori scientifici della Scuola permettono attività di ricerca applicata. Tra le attività internazionali nel settore va segnalata la realizzazione del progetto Salvaguardia delle biblioteche del deserto in Mauritania: per questo progetto la Scuola è stata insignita delPremio Pasquale Rotondi 2010 ai salvatori dell’arte e del primo premio all’Italian Heritage Award 2013,

4. Tutela dei Beni Librari L’Istituto è titolare delle competenze proprie della Soprintendenza ai Beni Librari. Le funzioni tecniche, scientifiche, ispettive e di vigilanza riguardano manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, libri, stampe e incisioni con relative matrici, che abbiano carattere di rarità e di pregio, nonché raccolte librarie.

5. Studi, ricerche, progetti sui beni culturali L’Istituto conduce progetti di rilevante interesse regionale e nazionale, nonché progetti transfrontalieri in collaborazione con enti e organismi operanti in ambito europeo e internazionale, per la valorizzazione del patrimonio culturale.

B. Macroarea delle consulenze e dei servizi

1. Consulenza e reti L’Istituto presta la propria collaborazione e la consulenza tecnico-scientifica a biblioteche, archivi, musei ed ecomusei della regione. Collabora con vari Servizi della Regione, ed in particolare con il Servizio tutela del paesaggio per la redazione del Piano Paesaggistico Regionale (archeologia, reti dei beni culturali e paesaggi costieri e lagunari) e la Commissione Tutela Beni Paesaggistici.

2. Biblioteca e servizi di informazione e documentazione L’Istituto dispone di una biblioteca aperta a tutti, compresa nel Sistema Bibliotecario Nazionale e specializzata in catalogazione e restauro dei Beni Culturali, storia dell'arte del Friuli Venezia Giulia.

3. Archivio fotografico L’Istituto dispone di un archivio fotografico di oltre 200.000 immagini, che è a disposizione della collettività, con i servizi di consultazione, di consulenza scientifica e di riproduzione di materiali per studi e ricerche.

C. Area delle attività trasversali

1. Educazione al patrimonio e formazione L’istituto svolge attività di formazione nel settore dei Beni Culturali e di educazione al patrimonio. In particolare, indirizza le attività di conoscenza e documentazione dei Beni Culturali e finalizza vari progetti alla didattica, in collaborazione con i partners e gli istituti scolastici.

2. Divulgazione L’Istituto favorisce la diffusione della conoscenza e la valorizzazione dei Beni Culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni, cicli di incontri con le realtà del territorio.

Restauro

Nuovi adempimenti per gli interventi di manutenzione e restauro ai fini della mitigazione del rischio sismico

Il Ministero dei Beni Culturali ha redatto negli ultimi anni alcuni importanti documenti tecnici per gli interventi su edifici storico artistici ai fini della mitigazione del rischio sismico, che tanta importanza ha per il nostro Friuli, che presenta alti livelli di sismicità. Si ricordi soprattutto la Direttiva adottata dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 9 febbraio 2011 recante “Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al Decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 gennaio 2008”.

Tali documenti forniscono preziose indicazioni utili per i proprietari e soprattutto per gli ingegneri, gli architetti, conservatori e i geometri chiamati a progettare interventi anche minimali sui beni architettonici localizzati in zona sismica. L’esperienza di questi decenni ha dimostrato come danni anche rilevanti agli edifici siano stati provocati da interventi anche modesti e localizzati sugli edifici compresi in zone sismiche, per effetto di interventi anche solo di manutenzione ordinaria e straordinaria.

La introduzione di pavimentazioni più pesanti, l’apertura di nuove porte o finestre, la modifica delle stesse, le modifiche della distribuzione di tramezzi, tracce e fori che si traducano in cambiamenti delle sezioni resistenti, le modifiche e l’appesantimento del manto di copertura possono dare luogo ad indebolimenti anche sensibili della struttura edilizia. Si tratta di interventi che anche se non riguardano elementi portanti, possono influire direttamente o indirettamente sul comportamento strutturale dell’edificio in caso di movimenti sismici.

Per costringere i progettisti a prendere atto dei rischi che si fanno correre agli edifici a causa di tali interventi, e gli uffici periferici del Ministero a valutare attentamente le conseguenze di tali interventi, il Ministero stabilisce che ogni domanda di autorizzazione e di approvazione dei progetti sia accompagnata dalla compilazione di una scheda che costringa i progettisti stessi ad evidenziare le eventuali conseguenze negative sulle strutture degli interventi proposti.

La scheda non costituisce una documentazione tecnica aggiuntiva rispetto a quella obbligatoria prevista dalla legge ma rappresenta soltanto una sintesi diretta ad evidenziare l’approccio progettuale adottato, alla luce di quanto previsto nella citata Direttiva del Presidente del Consiglio. Non comporta un aggravio rilevante dell’attività tecnica connessa alla presentazione delle domande né richiede in linea di massima alcun aumento dei costi di progettazione, anche se costituisce certamente un aumento dell’impegno del progettista.

 

Eventi

Castelli aperti

E’ stato diffuso da parte del Consorzio il programma della edizione autunnale di “Castelli aperti”, la tradizionale iniziativa di apertura alle visite di un blocco consistente di castelli del Friuli e della Venezia Giulia. La iniziativa avrà luogo sabato 3 e domenica 4 ottobre e coinvolgerà 20 castelli distribuiti su tutto il territorio regionale: Cassacco, Villalta, Palazzo Romano di Manzano, Castelcosa, Palazzo d’Attimis Maniago, Spessa, Palazzo Lantieri di Gorizia, Cordovado, Muggia, Arcano, Flambruzzo, Prampero, Susans, Villafredda, Brunelde di Fagagna, Palazzo Steffaneo Roncato di Crauglio, Rocca Bernarda, Centa di Joannis, Panigai-Ovio, San Floriano. A questi si aggiungono due ville, Villa Elodia di Trivignano e Villa Kechler di Fraforeano che non si capisce che cosa abbiano a che fare con l’architettura fortificata. In ciascun castello sono ospitate per l’occasione mostre di artigianato, di giardinaggio, fotografiche e degustazione vini.

 

La mostra autunnale nei castelli di Strassoldo

“In Autunno: Frutti, Acque Castelli” è questo il nome della grande manifestazione espositiva che da anni si tiene nei due Castelli di Sopra e di Sotto in comune di Cervignano. L’edizione di quest’anno si terrà sabato 24 e domenica 25 ottobre e mobiliterà centinaia di antiquari, di artigiani, di artisti, di hobbisti e di vivaisti per offrire ai visitatori un insieme di oggetti e di prodotti di grande qualità, disposti nelle sale dei due castelli che rimangono inalterate nei loro arredi ma che semplicemente si arricchiscono di oggetti per la casa in un insieme estremamente curato nella loro selezione e nella loro disposizione. Nello spazio verde contornato dai due fiumi che difendevano il castello, il Milaca e il Limburino e che si estende a fianco della Cancelleria un gruppo selezionato di vivaisti provenienti da varie regioni italiane esporranno in un percorso di estrema suggestione piante da frutto e da giardino spesso di grande rarità.

Molteplici iniziative di contorno arricchiranno la manifestazione. Piccoli concerti di musiche ispirate all’autunno si svolgeranno negli interni e nel parco del Castello di Sopra e nella Chiesetta di San Marco del Castello di Sotto, corsi di decorazione floreale, incontri sul tema dei giardini, visite guidate ai due borghi, apertura del parco del Castello di Sotto.

Si tratta di una delle poche manifestazioni di questa natura che si svolgano in Italia e che abbiano per cornice due castelli storici, ormai apprezzata in tutta Italia e tale da raccogliere in due giorni migliaia di visitatori provenienti oltre che dalla regione, dal Veneto, dalla Carinzia e dalla Slovenia. Gli spazi interni che sono necessariamente limitati non consentono purtroppo di accogliere le numerose richieste di partecipazione provenienti da tutta Italia.

 

GLI ARTIGIANI PER I CASTELLI

Pubblichiamo un elenco di artigiani esperti in interventi di restauro che ci sentiamo di segnalare ai proprietari di castelli, in quanto hanno operato in ambito castellano e sui quali possiamo dare le migliori referenze.

Preghiamo i proprietari di indicare altri nominativi che abbiano dato soddisfacenti prove in interventi nei propri castelli, che siano consigliabili sia per qualità delle prestazioni che per prezzi praticati.

Michela Contessi

Restauro di materiale lapideo, pittura a fresco e su tela, scultura lignea

Via Bersaglio, 57 - 33013 Gemona del Friuli (Ud)

Cell.: 338-8379016

miccontessi8@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Trieste (Ts), chiesa ortodossa di San Nicolò

San Floriano di Illegio (Ud), pieve

Gemona del Friuli (Ud), porta Udine

Gemona del Friuli (Ud), chiesa di Santa Maria di Fossale

Esemon di Sopra (Ud), chiesa

Renato Furlano

Lavori in ferro forgiato, riparazione e restauro di serrature antiche

Via Bevilacqua, 34 - 33034 Ciconicco (Fagagna/Ud)

Tel.: 0432- 800565

e-mail: lefarie@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

La Brunelde (Fagagna/Ud), casaforte d’Arcano

Fagagna (Ud), casa Asquini

Antonella Facchinetti

Restauri di superfici in pietra, stucchi, marmorini, affreschi

Via Trieste, 6 33050 Pavia di Udine (Ud)

Cell.: 338 5851986 ()

e-mail: eucore28@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Udine, Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Antonini Belgrado (Provincia di Udine)

Fagagna (Ud), casa Asquini

Clauiano (Ud), villa Manin

Tapogliano (Ud), villa de Pace

Luciana Simonetti

Restauro di pitture su legno e su tela

Cedarchis, 77 - 33022 Arta Terme (Ud)

cell.: 339-7027569

e-mail: lumy.simo@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Opere d’arte in musei e numerose chiese del Friuli (Pieve di San Pietro in Carnia, San Leonardo di Osais di Prato Carnico, Paluzza &c.)

Maurizio De Stasio

Restauro di mobili e opere di carpenteria

Borgo Udine 61 - 33057 Palmanova

Cell. 327-5888503

e-mail: mauriziodestasio@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Restauro di mobili e serramenti Castello di Strassoldo di Sotto

Restauro di serramenti Borgo Natocco di Strassoldo

Restauro di materiali lignei nel Castello di Duino

 

GLI ESPERTI PER I CASTELLI

Poniamo a disposizione dei proprietari, possessori e detentori di castelli e opere fortificate un gruppo di 22 esperti e tecnici cui si potranno rivolgere prima di avviare operazioni di restauro, di pubblicizzazione e di valorizzazione dei loro castelli. Intervenire su di un castello è operazione difficile e delicata. Prima di intervenire bisogna ricorrere al consiglio di chi ha avuto esperienze importanti e verificabili in materia. Le competenze che per ora mettiamo a disposizione sono indicate di seguito.

Assistenza giuridica

Avv. Luca De Pauli - Udine

Avvocato amministrativista

Via Vittorio Veneto 39 - 33100 Udine, depaluca@tin.it, cell. 335/6177910, 0432/507321

Assistenza tributaria

Prof. avv. Mario Nussi - Udine

Professore ordinario di diritto tributario Università di Udine

Via Palladio 15 - 33100 Udine, mario@nussi.it, cell. 339/1540828, 0432/504466

Assistenza contabile

Dott. ssa Marilena Castenetto - Udine

Commercialista

Via Volturno - 33100 Udine, marilenacastenetto@hotmail.com, cell. 334/3301408

Assistenza amministrazioni pubbliche

Dott. ssa Ilva Santarossa - Cervignano del Friuli

Vice Segretario generale e Capo settore Risorse finanziarie e Affari generali del Comune di Cervignano del Friuli

Municipio, Cervignano del Friuli, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 338/3525858

Assistenza catastale, piccole manutenzioni e restauri, vincoli monumentali

Geom. Zuan Pieri Biasatti - Codroipo

Geometra libero professionista

Piazzetta Santi Ermagora e Fortunato 4/7 - 33033 Codroipo, info@biasatti.eu,

cell. 335/6473445

Pianificazione urbanistica

Prof. Piero Pedrocco - Udine

Professore di urbanistica nell’Università di Udine

33100 Udine, Viale delle Scienze 206 - Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine

piero.pedrocco@uniud.it, cell. 339/2947858, 041/5232074

Restauro architettonico

Dott. Riccardo Strassoldo - Udine

Conservatore dei beni architettonici

Via Feletto 71 - 33100 Udine, strassori@hotmail.com, com, cell. 340/3539254

Ingegneria strutturale

Ing. Marino Del Piccolo - Udine

Ingegnere libero professionista

Via Anton Lazzaro Moro - 33100 Udine, marinodelpiccolo@gmail.com,

cell. 328/821347

Ingegneria impiantistica

Ing. Stefano Scubla – Udine -

Ingegnere libero professionisti

Via Giovanni XXIII, n. 6 Cassacco, stefanoscubla@gmail.com stefanoscubla@gmail.com

Tel/ fax: 0432 85506; cell. 333/5069996

Progettazione del verde

Dott. Giovanni Purisiol - Sequals

Dottore in scienze forestali libero professionista

Sequals, purisiol@gmail.com, cell. 335/6693965

Recupero giardini storici

Arch. Massimo Asquini - Udine

Architetto progettista e conservatore giardini storici

Via Romans 21 - 33100 Udine, massimo.asquini@virgilio.it, cell. 348/5625137

Archeologia medioevale

Prof. ssa Simonetta Minguzzi - Udine

Professore ordinario di archeologia medioevale

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, simonetta.minguzzi@uniud.it

cell. 339/4731109

Storia delle lavorazioni artigianali tradizionali

Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni - Udine

Professore di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, maurizio.arcanograttoni@uniud.it

cell. 348/5501232

Storia dell’arte

Dott. Francesco Fratta - Udine

Dottorando in Storia dell’arte

Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, francesco.fratta@uniud.it

cell. 329/6463217

Storia delle fortificazioni

Dott. Alessandro Groppo Conte - Udine

Laureato in conservazione dei beni culturali. Autore di pubblicazioni sulla storia dell’architettura fortificato.

groppo.conte@libero.it,

cell. 349/4655222

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli

Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it,

cell. 348/7272142

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli

Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it

cell. 349/8087649

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it

cell. 335/8330729

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo

Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it

cell. 388/3958216

La natura delle competenze

Vengono qui indicate competenze sia strettamente tecnico-giuridiche dirette alla realizzazione di opere di restauro, di manutenzione e di valorizzazione (competenze architettoniche, ingegneristiche, tributarie), sia di supporto a tali operazioni, utili anche alla realizzazione di strumenti di valorizzazione, quali opuscoli, pieghevoli, siti

web (storia dell’architettura, storia dell’arte, storia delle fortificazioni), sia rivolte alla difesa della condizioni ambientali e territoriali (urbanistica, progettazione del verde e così via), sia infine alla esecuzione di corretti interventi conservativi (archeologia).

Le competenze sono garantite o dalla provenienza universitaria, o dalle concrete e documentate esperienze realizzate per il recupero e la valorizzazione di castelli della regione.

 

Le prestazioni

Gli esperti sono a disposizione dei proprietari, o possessori o detentori a qualsiasi titolo, di castelli e opere fortificate, in qualità di proprietari, usufruttuari, affittuari o usuari.

La collaborazione consisterà in un colloquio in ufficio o in un sopralluogo sul posto. Gli esperti daranno tutte le indicazioni su come procedere negli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione e nelle iniziative di ricerca delle relative risorse, oltreché nella individuazione delle specifiche competenze professionali.

Eventuali prestazioni professionali specifiche dovranno essere concordate con l’esperto o gli esperti dallo stesso consigliati e formalizzate con apposito incarico.

 

IL COMITATO PER L’ASSISTENZA AI PROPRIETARI

Coordinatore: Gianni Orzan

Segretario: Zuan Pieri Biasatti

Coordinamento

Zuan Pieri Biasatti, Marilena Castenetto, Maurizio d’Arcano Grattoni, Giovanni Purisiol, Marzio Strassoldo, Gabriella Williams Strassoldo

Organizzazione territoriale:

Provincia di Udine: Maurizio d’Arcano Grattoni

maurizio.arcanograttoni@uniud.it,

cell. 348/5501232

Provincia di Gorizia: Gianni Orzan

gianni.orzan@gmail.com

cell. 335/6891703

Provincia di Pordenone: Giovanni Purisiol

purisiol@gmail.com

cell. 335/6693965

L’organismo ha la natura di Comitato, vale a dire di una struttura leggera che ha il concreto compito di attuare iniziative dirette alla diffusione di una corretta cultura del restauro e della valorizzazione dei castelli e delle opere fortificate della regione.

Le iniziative di assistenza si rivolgono ai proprietari, possessori, detentori a qualsiasi titolo di castelli e di opere fortificate comprese nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

Il Comitato non intende entrare in competizione con altri organismi esistenti in Regione, ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

Il sito ha il seguente indirizzo:

www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

Si chiede in ogni caso di comunicare gli indirizzi di posta elettronica di chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario. 18 Castelli del Friuli Agosto 2015

 

I TECNICI DI ZONA DELLA SOPRINTENDENZA: ARCHITETTI E STORICI DELL’ARTE PER COMUNE 19 Castelli del Friuli Agosto 2015 20 Castelli del Friuli Agosto 2015 21 Castelli del Friuli Agosto 2015

                 Castelli del Friuli

                            ___________________________________________________                                                      Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

                            Newsletter N. 12 - Luglio 2015

                                                                                Contatti: castellidelfriuli@gmail.com

Sommario:

- Editoriale

- la Tasi

- Le Soprintendenze sotto le Prefetture

- Interramento delle reti tecnologiche

- Gli eventi

- Artigiani per i castelli

- Esperti per i castelli

- Il Comitato

- I tecnici di zona

 

Editoriale: ottenere il rifinanziamento dei restauri

Per il quarto esercizio il bilancio regionale, come abbiamo già visto, non prevede alcuno  stanziamento per il restauro dei

castelli e comunque più in generale per gli edifici monumentali.

I lavori che si stanno facendo attualmente sui castelli o utilizzano i residui fondi per il terremoto, in via di esaurimento, oppure i fondi stanziati negli scorsi anni sulla base della legge sull’architettura fortificata che il Consorzio ha ottenuto nel 2000.

Se la situazione dovesse confermarsi anche nel bilancio 2016 una pesante situazione si aprirebbe sia per il patrimonio castellano in sé stesso, perché molti sono i restauri da completare o da avviare, sia per il Consorzio stesso. Infatti, il collante che univa il centinaio di proprietari consorziati era costituito dalla prospettiva di trovare un aiuto nella realizzazione di restauri anche modesti, ma decisivi per la conservazione dei castelli. Senza fondi per i restauri, l’unico collante sarebbe quello di “Castelli aperti” che però interessa proprietari (al

netto dei proprietari di ville che sono stati ammessi all’iniziativa).

E’ indispensabile esercitare una forte azione a livello politico, non tanto sull’Assessore Torrenti che sembra sensibile ma la cui influenza in Giunta è ancora tutta da verificare, ma sulla Presidente della Giunta e sull’Assessore alle finanze e sui capogruppo di maggioranza. Si è visto che non è stato sufficiente organizzare un bel convegno, quello di Colloredo, nel corso del quale l’Assessore competente ha taciuto rigorosamente sull’argomento, ma che bisogna incidere presso chi decide veramente in Giunta e in Consiglio regionale. Bisogna mobilitare i numerosi sindaci proprietari di castelli non a novembre-dicembre quando il bilancio, tranne qualche questione di dettaglio, è già chiuso, ma già a settembre, quando le scelte di fondo sono ancora da compiersi. Obiettivi così importanti non si conseguono parlando con l’Assessore tra una tartina e un bicchiere di vino alla fine di un Convegno, ma con un serio impegno a livello amministrativo e politico.

 

Fisco - La Tasi

Per la determinazione della base imponibile del tributo per i servizi indivisibili (TASI) dovuto per gli immobili di interesse storico e artistico vincolati ai sensi della legge di tutela D.Lgs 42/2004, articolo 10, trova applicazione la riduzione del 50 % prevista per l’IMU.

Non tutti i comuni sono concordi con questa interpretazione delle norme. Il Comune di Verona ad esempio ha approvato un regolamento che esclude questa riduzione e che è stato pubblicato sul suo sito. L’Ordine dei Commercialisti di quella provincia ha dissentito da questa interpretazione e ha rivolto un quesito al Ministero dell’Economia e delle Finanza(MEF).

Il Ministero ha risposto con nota 16252 del 22 maggio 2015 dando completamente ragione ai commercialisti. Riporta in particolare il testo della FAQ n. 8 del 4 giugno 2014, in cui è stato precisato che “il comma 675 dell’art. 1 della legge di stabilità prevede che la base imponibile della TASI è quella stabilita per l’applicazione dell’IMU; pertanto, si ritiene che si debbano applicare tutte le disposizioni concernenti la determinazione della base imponibile IMU, comprese quelle attinenti agli immobili di interesse storico artistico e ai fabbricati inagibili o inabitabili”.

Tale affermazione discende direttamente dal richiamo generale operato dal citato comma 675 all’art. 13 del D.L. n. 201/2011, il quale stabilisce una serie di regole per la determinazione della base imponibile ai fini dell’IMU, tra le quali vanno necessariamente ricomprese anche quelle relative ai fabbricati di interesse storico o artistico,  di cui al comma 3, lettera a), dello stesso articolo 13.

La nota ministeriale si sofferma sulle ragioni per le quali va applicata la riduzione del 50%.

Si tratta di un parere molto importante che smentisce in modo definitivo le interpretazioni adottate da alcuni Comuni.

Si consiglia pertanto i proprietari a compiere una verifica presso l’ufficio tributi del proprio Comune per accertare se tale norma è stata interpretata e applicata correttamente.

Qualora si dovesse accertare che la riduzione del 50% non è stata applicata, il proprietario può chiedere al Comune il rimborso della somma ingiustamente pagata.

Di fronte ad un eventuale diniego, molto improbabile visto il tenore della nota ministeriale, l’interessato può avanzare ricorso nelle competenti sedi giudiziarie entro 60 giorni dal ricevimento del diniego. Il contribuente ha a disposizione un termine di 5 anni per avanzare domanda di rimborso.

 

Beni culturali - Le Soprintendenze sotto le Prefetture

E’ entrata in vigore la legge di riforma della Pubblica amministrazione, la cosiddetta legge Madia, e cioè la legge 7 agosto 2015, n 124, pubblicata sulla  Gazzetta Ufficiale

n.187 del 13 agosto scorso.

Essa prevede due norme che potrebbero avere gravi ripercussioni nel settore dei beni culturali.

Il primo riguarda la norma che prevede il silenzio assenso ad una domanda di autorizzazione qualora siano passati 90 giorni  dalla presentazione della stessa (art. 3, comma 3). La norma a prima vista sembra ragionevole. Va tuttavia osservato che essa sarebbe ammissibile qualora l’amministrazione responsabile, la Soprintendenza, fosse messa nelle condizioni, per disponibilità di personale preparato, di mezzi strumentali e per chiarezza e semplicità della normativa preposta, di esperire rapidamente le pratiche di autorizzazione. Chi conosce le Soprintendenze sa che non è così. Il personale qualificato, architetti e storici dell’arte, è insufficiente, i mezzi strumentali sono carenti, la normativa di legge e regolamentare è talvolta lacunosa e talvolta eccessivamente rigida. E allora che cosa succederà? Se il funzionario responsabile non riesce a smaltire nei 90 giorni le pratiche affidategli, si troverà di fronte alla alternativa di lasciare decadere la domanda e consentire eventuali gravi lesioni al patrimonio architettonico e artistico o rilasciare prudenzialmente un parere negativo anche senza adeguate motivazioni, in modo da interrompere la decadenza. La seconda norma appare ancora più grave. Nella smania di centralizzare tutto, gli organi periferici dello Stato dovranno confluire tutti nelle Prefetture quali Uffici territoriali dello Stato. Le Soprintendenze, che finora erano organismi periferici del Ministero dei Beni Culturali, verranno trasferiti sotto l’autorità del Prefetto (Art. 8, comma 1, lettera e). E’ facile immaginare quali saranno le conseguenze di un tale provvedimento, che non pare essere suffragato da alcuna motivazione di qualche ragionevolezza. Quale azione di coordinamento, di impulso e di organizzazione può derivare da un Prefetto che non ha alcuna competenza e conoscenza tecnica su di un settore di tanta delicatezza quale la tutela del patrimonio monumentale, artistico, documentario, paesaggistico? Quale senso ha un tale provvedimento, che sembra rispondere soltanto alla finalità di rivitalizzare un istituto – quello delle Prefetture – che era stato via via svuotato di funzioni e competenze e che è solo il relitto di un passato napoleonico o piemontese? E in ogni caso questa riforma aprirà un lungo periodo di paralisi o comunque di disturbo nel funzionamento delle Soprintendenze.

Naturalmente un giudizio completo si potrà dare solo quando verranno licenziati i Decreti legislativi derivanti da questa Legge. Da essi si vedrà se il provvedimento sarà solo di facciata, e si tradurrà in una questione di timbri, tabelle, carta intestata e siti web dove al di sopra della dicitura relativa alla Soprintendenza sarà scritto “Prefettura”, e tutto rimarrà come prima, o se i Prefetti saranno investiti di concreti compiti di organizzazione, di reclutamento del personale, di stanziamento di risorse finanziarie. Queste due norme hanno comunque suscitato vibranti proteste di qualificati personaggi del mondo culturale italiano, tra cui quella dell’ex Ministro ai beni culturali Brai.

 

Enti pubblici - L’interramento delle reti elettriche e telefoniche

Negli scorsi decenni quando la sensibilità degli uffici tecnici comunali in tema di tutela dei monumenti e dei borghi storici era assai modesta, i castelli e i borghi storici sono stati deturpati dalle reti di distribuzione dell’energia elettrica e dei collegamenti telefonici, tutti realizzati per via aerea.

Si tratta di un problema importante che in molti piani di recupero di centri storici è stato adeguatamente affrontato.

Le società che gestiscono la distribuzione dei servizi quali l’energia elettrica e la telefonia tendono ad imporre soluzioni standard che sono state messe a punto per le aree residenziali di nuova edificazione, che non tengono conto del contesto storico in cui devono essere inserite. Il ruolo di bene paesaggistico e monumentale assunto dai centri storici e dai complessi fortificati, considerati sia negli spazi pubblici che nelle residenze private, impone una nuova attenzione alla installazione degli impianti e delle reti. Le linee di distribuzione non devono essere collocate sulle facciate degli edifici e non essere stese in modalità aerea, ma devono essere sistemate in cavidotti. Oggigiorno le reti di distribuzione sono  realizzate in cavo. Particolare attenzione deve essere rivolta ai pozzetti e ai vani di ispezione, da realizzarsi in pietra dello stesso tipo di quella costituente le incorniciature degli edifici (e non nella consueta pietra piasentina che non deve essere utilizzata nelle aree dove storicamente non è mai stata presente). Lo stesso vale per i grandi impianti, di climatizzazione, di trasformazione, che non devono trovare collocazione negli spazi di godimento pubblico, al fine di non alterare dal punto di visivo ed eventualmente acustico l’ambiente storico.

L’attenzione dei comuni deve essere rivolta alla necessità di

  • prevedere nei piani particolareggiati per i centri storici o per singoli complessi fortificati il rifacimento o la realizzazione delle reti tecnologiche in modalità interrata;

  • provvedere la tempestiva realizzazione di tale modalità di intervento nel caso essa sia già prevista dagli strumenti urbanistici vigenti.

Va sottolineato che:

  • l’interramento può avvenire secondo le modalità tradizionali dello scavo a cielo aperto, il che comporta una serie di inconvenienti come lo scompaginamento e la ricomposizione della pavimentazione esistente, quando questa sia di pregio (acciottolato, lastricato), e la chiusura della via al traffico per un certo periodo di tempo, ma che possono essere adottate tecnologie di realizzazione di gallerie sotterranee di distribuzione che sono sempre più utilizzate;

  • deve essere assicurata la assistenza di un archeologo dato che quasi certamente nella realizzazione degli scavi o delle perforazioni si incontreranno manufatti di più o meno antica costruzione

Eventi

Autorizzata la ricostruzione della torre di Caporiacco

La Soprintendenza ha rilasciato l’autorizzazione alla ricostruzione della torre del castello di Caporiacco. Si tratta di una notizia importante per due ragioni. Da un lato per questa via sarà possibile completare l’opera di ricostruzione di un castello assai importante per la storia del Friuli, essendo la sede di una famiglia appartenente ai feudatari “liberi”, che erano stati alle origini investiti direttamente dall’Imperatore. Il castello era stato fortemente compromesso dagli interventi realizzati nei secoli più recenti che avevano portato alla demolizione di alcune sue parti e ad aggiunte del tutto incongrue. Gravi danni aveva subito a seguito del sisma del 1976, che sono stati quasi completamente superati dai lavori che stanno giungendo a compimento sotto la direzione dell’arch. De Marco. Dall’altro lato si tratta di una importante conferma che la Soprintendenza ha completamento superato i pregiudizi contrari alla realizzazione di interventi di ricomposizione o di ricostruzione di parti significative di complessi castellani. L’elemento più caratterizzante di un castello è costituito dalla torre originaria intorno alla quale nei secoli vennero costruiti il “Palatium” e gli altri edifici adibiti ad abitazione dei signori, ad alloggio per il personale di servizio, degli uomini d’arme, a ricovero dei cavalli e a sede della giurisdizione dove si teneva giustizia, e spesso la “Casa della Vicinia” della comunità rurale residente al di fuori delle mura. Senza la torre il profilo del castello non è completa. Mancano di torre i castelli di Arcano (la torre è scomparsa nel Seicento), di Strassoldo di Sotto (la torre ben documentata in un disegno settecentesco è crollata o è stata demolita alla fine di quel secolo), di Prampero (crollo causato dal sisma del 1976), di Gronumbergo, di Zoppola (la torre è stata mozzata a seguito del terremoto). Ci si augura che dopo questo esempio si proceda alla ricostruzione di altre torri castellane.

 

Aperti all’uso pubblico i castelli di Zucco e di Partistagno

Dopo lunghi e complessi lavori di restauro avviati negli anni Ottanta sotto la direzione dell’arch. Roberto Raccanello, i castelli di Zucco e di Partistagno, situati nella pedemontana orientale, già sedi di importanti famiglie castellane “ministeriali”, finalmente vengono aperti alla fruizione pubblica. Partistagno, di proprietà del comune di Attimis, è già da tempo agibile, mentre in questi giorni si concludono i lavori di allacciamento all’acquedotto del castello di Zucco, di proprietà del comune di Faedis. Ora si pone il problema di trovare le forme adeguate di valorizzazione. Le possibilità di fruizione sono condizionate dalla loro accessibilità. Mentre per quello di Partistagno non vi sono particolari problemi, perché una strada carrabile porta nelle sue vicinanze, e in caso di afflusso di pubblico numeroso può essere raggiunto da bus navetta con partenza dal sottostante Borgo Faris, per Zucco l’accessibilità può essere possibile solo percorrendo un bellissimo sentiero medioevale realizzato in pietra. In questi giorni i due comuni anno provveduto ad approvare due delibere con le quali si definiscono le modalità di utilizzo e il tariffario nel caso di utilizzazioni per eventi vari.

 

Gli artigiani per i castelli

Pubblichiamo un elenco di  artigiani esperti in interventi di restauro che ci sentiamo di segnalare ai proprietari di castelli, quanto hanno operato in ambito castellano e sui quali possiamo dare le migliori referenze.

 

Preghiamo i proprietari di indicare altri nominativi che hanno dato soddisfacenti prove in opere nei propri castelli, che siano consigliabili sia per qualità delle prestazioni che per prezzi praticati.

 

Michela Contessi

Restauro di materiale lapideo, pittura a fresco e su tela, scultura lignea

Via Bersaglio, 57 - 33013 Gemona del Friuli (Ud)

Cell.: 338-8379016

miccontessi8@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Trieste (Ts), chiesa ortodossa di San Nicolò San Floriano di Illegio (Ud), pieve

Gemona del Friuli (Ud), porta Udine

Gemona del Friuli (Ud), chiesa di Santa Maria di Fossale Esemon di Sopra (Ud), chiesa

 

Renato Furlano

Lavori in ferro forgiato, riparazione e restauro di serrature antiche

Via Bevilacqua, 34 - 33034 Ciconicco (Fagagna/Ud)

Tel.: 0432- 800565

e-mail: lefarie@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

La Brunelde (Fagagna/Ud), casaforte d’Arcano Fagagna (Ud), casa Asquini

 

Antonella Facchinetti

Restauri di superfici in pietra, stucchi, marmorini, affreschi

Via Trieste, 6 33050 Pavia di Udine (Ud) Cell.: 338 5851986 ()

e-mail: eucore28@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Udine, Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Antonini Belgrado (Provincia di Udine) Fagagna (Ud), casa Asquini

Clauiano (Ud), villa Manin Tapogliano (Ud), villa de Pace

 

Luciana Simonetti

Restauro di pitture su legno e su tela Cedarchis, 77 - 33022 Arta Terme (Ud) cell.: 339-7027569

e-mail: lumy.simo@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Opere d’arte in musei e numerose chiese del Friuli (Pieve di San Pietro in Carnia, San Leonardo di Osais di Prato Carnico, Paluzza &c.)

 

Maurizio De Stasio

Restauro di mobili e opere di carpenteria

Borgo Udine 61  - 33057 Palmanova

Cell. 327-5888503

e-mail: mauriziodestasio@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Restauro di mobili e serramenti Castello di Strassoldo di Sotto Restauro di serramenti Borgo Natocco di Strassoldo

Restauro di materiali lignei nel Castello di Duino

 

Gli esperti per i castelli:

Poniamo a disposizione dei proprietari, possessori e detentori di castelli e opere fortificate un gruppo di 22 esperti e tecnici cui si potranno rivolgere prima di avviare operazioni di restauro, di pubblicizzazione e di valorizzazione dei loro castelli.

Intervenire su di un castello è operazione difficile e delicata. Prima di intervenire bisogna ricorrere al consiglio di chi ha avuto esperienze importanti e verificabili in materia. Le competenze che per ora mettiamo a disposizione sono indicate di seguito.

 

Assistenza giuridica Avv. Luca De Pauli - Udine Avvocato amministrativista

Via Vittorio Veneto 39 - 33100 Udine, depaluca@tin.it, cell. 335/6177910, 0432/507321

 

Assistenza tributaria

Prof. avv. Mario Nussi - Udine

Professore ordinario di diritto tributario Università di Udine

Via Palladio 15 - 33100 Udine, mario@nussi.it, cell. 339/1540828, 0432/504466

 

Assistenza contabile

Dott. ssa Marilena Castenetto - Udine Commercialista

Via Volturno -  33100 Udine, marilenacastenetto@hotmail.com, cell. 334/3301408

 

Assistenza amministrazioni pubbliche

Dott. ssa  Ilva Santarossa - Cervignano del Friuli

Vice Segretario generale e Capo settore Risorse finanziarie e Affari generali del Comune di  Cervignano del Friuli

Municipio, Cervignano del Friuli, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 338/3525858

 

Assistenza catastale, piccole manutenzioni e restauri, vincoli monumentali

Geom. Zuan Pieri Biasatti - Codroipo Geometra libero professionista

Piazzetta Santi Ermagora e Fortunato 4/7 - 33033 Codroipo, info@biasatti.eu, cell. 335/6473445

 

Pianificazione urbanistica

Prof.  Piero Pedrocco - Udine

Professore di urbanistica nell’Università di Udine

33100 Udine, Viale delle Scienze 206 - Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine

piero.pedrocco@uniud.it, cell. 339/2947858, 041/5232074

 

Restauro architettonico

Dott. Riccardo Strassoldo - Udine Conservatore dei beni architettonici

Via Feletto 71 -  33100 Udine, strassori@hotmail.com, com, cell. 340/3539254

 

Ingegneria strutturale

Ing. Marino Del Piccolo - Udine Ingegnere libero professionista

Via Anton Lazzaro Moro - 33100 Udine, marinodelpiccolo@gmail.com, cell. 328/821347

 

Ingegneria impiantistica

Ing. Stefano Scubla – Udine                                     - Ingegnere libero professionisti

Via Giovanni XXIII, n. 6 Cassacco, stefanoscubla@gmail.com stefanoscubla@gmail.com

Tel/ fax: 0432 85506; cell. 333/5069996

 

Progettazione del verde

Dott. Giovanni Purisiol - Sequals

Dottore in scienze forestali libero professionista Sequals, purisiol@gmail.com, cell. 335/6693965

 

Recupero giardini storici

Arch. Massimo Asquini - Udine

Architetto progettista e conservatore giardini storici

Via Romans 21 - 33100 Udine, massimo.asquini@virgilio.it, cell. 348/5625137

 

Archeologia medioevale

Prof. ssa Simonetta Minguzzi - Udine Professore ordinario di archeologia medioevale

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, simonetta.minguzzi@uniud.it

cell. 339/4731109

 

Storia delle lavorazioni artigianali tradizionali

Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni - Udine

Professore di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, maurizio.arcanograttoni@uniud.it

cell. 348/5501232

 

Storia dell’arte

Dott. Francesco Fratta - Udine Dottorando in Storia dell’arte

Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, francesco.fratta@uniud.it cell. 329/6463217

 

Storia delle fortificazioni

Dott. Alessandro Groppo Conte - Udine

Laureato in conservazione dei beni culturali. Autore di pubblicazioni sulla storia dell’architettura fortificato.

groppo.conte@libero.it, cell. 349/4655222

 

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 348/7272142

 

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it cell. 349/8087649

 

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it cell. 335/8330729

 

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it cell. 388/3958216

 

La natura delle competenze

 

Vengono qui indicate competenze sia strettamente tecnico-giuridiche dirette alla realizzazione di opere di restauro, di manutenzione e di valorizzazione (competenze architettoniche, ingegneristiche, tributarie), sia di supporto a tali operazioni, utili anche alla realizzazione di strumenti di valorizzazione, quali opuscoli, pieghevoli, siti  web (storia dell’architettura, storia dell’arte, storia delle fortificazioni), sia rivolte alla difesa della condizioni ambientali e territoriali (urbanistica, progettazione del verde e così via), sia infine alla esecuzione di corretti interventi conservativi (archeologia).

 

Le competenze sono garantite o dalla provenienza universitaria, o dalle concrete e documentate esperienze realizzate per il recupero e la valorizzazione di castelli della regione.

 

Le prestazioni

 

Gli esperti sono a disposizione dei proprietari, o possessori o detentori a qualsiasi titolo, di castelli e opere fortificate, in qualità di proprietari, usufruttuari, affittuari o usuari.

 

La collaborazione consisterà in un colloquio in ufficio o in un sopralluogo sul posto. Gli esperti daranno tutte le indicazioni su come procedere negli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione e nelle iniziative di ricerca delle relative risorse, oltreché nella individuazione delle specifiche competenze professionali.

 

Eventuali prestazioni professionali specifiche dovranno essere concordate con l’esperto o gli esperti dallo stesso consigliati e formalizzate con apposito incarico.

 

IL COMITATO PER L’ASSISTENZA AI PROPRIETARI

 

Coordinatore: Gianni Orzan

Segretario: Zuan Pieri Biasatti

 

Coordinamento

 

Zuan Pieri Biasatti, Marilena Castenetto, Maurizio d’Arcano Grattoni, Giovanni Purisiol,  Marzio Strassoldo, Gabriella Williams Strassoldo

 

Organizzazione territoriale:

 

Provincia di Udine:                                       Maurizio d’Arcano Grattoni

maurizio.arcanograttoni@uniud.it, cell. 348/5501232

 

Provincia di Gorizia:                                               Gianni Orzan

gianni.orzan@gmail.com

cell. 335/6891703

 

Provincia di Pordenone:                                    Giovanni Purisiol

purisiol@gmail.com cell. 335/6693965

 

L’organismo ha la natura di Comitato, vale a dire di una struttura leggera che ha il concreto compito di attuare iniziative dirette alla diffusione di una corretta cultura del restauro e della valorizzazione dei castelli e delle opere  fortificate della regione.

 

Le iniziative di assistenza si rivolgono ai proprietari, possessori, detentori a qualsiasi titolo di castelli e di opere fortificate comprese nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

 

Il Comitato non intende entrare in competizione con altri organismi esistenti in Regione, ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

 

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con  l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

 

Il sito ha il seguente indirizzo:

 

www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

 

Si chiede in ogni caso di comunicare gli indirizzi di posta elettronica di chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario.

--------------------------------------------------------

                      Castelli del Friuli

                                     ________________________________

                                    Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

                                    N. 11 - Giugno 2015

Sommario:

Editoriale

Cumulabilità

Rivolta

Assestamento bilancio

Gli eventi

Gli artigiani per i castelli

Gli esperti per i castelli

 

Editoriale:

il peso politico dei proprietari dei castelli

Ancora una volta il bilancio regionale non comprende alcuna posta a favore dei beni architettonici e in particolare dei castelli. La legge di assestamento del bilancio regionale 2015 in questi giorni all’esame del Consiglio regionale non prevede alcun rifinanziamento della LR 60/1976 per i beni culturali e della LR 10/2000 sui beni architettonici fortificati, che da anni sono privi di stanziamenti. Con il pretesto che l’intera materia è in fase di ridefinizione attraverso la formulazione di una legge organica dei beni culturali e il con-sueto argomento della ristrettezza di disponibilità finanziarie, due leggi di fondamentale importanza per gli investimenti nel settore e per l’occupazione nel campo delle specializzazioni artigiane continuano a rimanere completamente sguarnite. Non basta organizzare incontri con l’assessore competente e confidare sulle sue buone intenzioni. Bisogna al contrario prendere atto del debolissimo peso politico dei proprietari, cha da gran parte dell’opinione pubblica e quindi dei politici che ne sono l’espressione sono considerati come un gruppo di nobiluomini doviziosi che pretendono di mantenere i loro castelli con i soldi pubblici e di non pagare le tasse.

Bisogna rendersi conto da un lato della struttura strettamente accentrata della Giunta regionale, dove tutto dipende non dai singoli assessori ma dalla onnipresente Presidente della Giunta regionale, e dall’altro dello scarsissimo peso politico dei proprietari privati. A suo tempo il Consorzio è riuscito a far approvare due ottime leggi da un lato sfruttando la presenza di alcuni consiglieri regionali, per lo più già sindaci, sensibili alle sorti dei castelli (i Mizzau, le Guerra, i Baiutti e i Molinaro), e dall’altro mobilitando i sindaci degli importanti comuni che fanno parte dal Consorzio. Se non si terrà conto di queste due realtà, difficilmente potremmo ottenere la ripresa di una politica regionale a favore dell’architettura fortificata della nostra regione.

 

Fisco

La cumulabilità delle spese per restauro con altre agevolazioni

E’ noto che ai sensi dell’art.15 del DPR 917/1986, lettera g) del comma 1, con riferimento ai beni vincolati ai sensi della legge n. 1089/1939 e delle successive integrazioni e modificazioni nonché del DPR 1409/1963, che al soggetto che sostiene spese per la manutenzione, la protezione e il restauro di tali beni, spetta una detrazione pari al 19% della spesa “effettivamente rimasta a carico” dello stesso contribuente.

Vale la pena di ricordare che la necessità della spesa deve risultare da apposita certificazione rilasciata dalla competente Soprintendenza, mentre l’accertamento della congruità della spesa deve risultare da apposita dichiarazione dell’Ufficio del territorio del Ministero delle Finanze.

Va peraltro ricordato che per tali lavori, riguardanti fabbricati cosiddetti storici, il contribuente può altresì usufruire della agevolazione prevista per il recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis del Tuir. Tale agevolazione, ormai assai nota, consiste in una detrazione d’imposta nella misura del 50% fino ad euro 96 mila con una spesa massima, riferita a ciascun immobile, di euro 96 mila, spalmabile in 10 quote annuali di uguale importo, e quindi di 9.600 euro all’anno.

Fin dall’entrata in vigore della norma sul recupero del patrimonio edilizio che potevano dare diritto ad altre agevolazioni, contenuta nella Legge 449/1997, la circolare 56/1998 emanata dalla Agenzia delle entrate aveva sottolineato che le spese sostenute su beni vincolati che potevano dare diritto ad altre agevolazioni, dovevano essere  ridotte del 50%.

Il che significa che per godere delle agevolazioni previste dalla Legge sui beni culturali e cioè della detrazione del 19% sulle spese di restauro, dapprima si dovrà provvedere alla riduzione di tali spese del 50%, poi spalmare tale spesa su 10 anni, e di questo importo calcolare il 19 % per il 2014.

Pare incredibile il marchingegno che il fisco italiano è in grado di ideare per ridurre al minimo le agevolazioni fiscali per i proprietari dei beni culturali e per obbligarli a ricorrere all’ausilio di commercialisti particolarmente specializzati. I risultato è che gran parte dei proprietari finiscono per rinunciare a detrarre le spese per restauro.

Un fisco vessatorio, inetto e incapace colpisce gravemente il nostro patrimonio culturale, scoraggiando gli investimenti in questo settore che sarebbe prezioso per la valorizzazione delle nostre risorse culturali.

 

FISCO

I proprietari si ribellano contro la politica fiscale

Hanno avuto notevole effetto sui grandi mezzi di comunicazione alcune dichiarazioni di proprietari di castelli e palazzi che lamentano le gravi conseguenze dei provvedimenti del Governo Monti con i quali si spazzano via le agevolazioni fiscali finora esistenti, a fronte del mantenimento degli obblighi di manutenzione e di restauro. Tali misure avranno per conseguenza il progressivo degrado di tanta parte del patrimonio architettonico. Anche la via della vendita non può essere percorsa, perché tali beni non hanno un mercato, e solo pochi possono sperare qualche di incontrare qualche signore del petrolio arabo o qualche neo ricco russo che voglia acquistare in Italia un palazzo o un castello.

Tra le tanti dichiarazioni, selezioniamo quello riguardante la principessa Alliata di Palermo, raccolto dalla scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti per il “Corriere della Sera” del  2 luglio.

“Guai parlarle di ultimi gattopardi: semmai ama definirsi prima tigre. Eppure la princi-pessa Signoretta Alliata Licata di Baucina, la tigre, appunto, prima dama palermitana per carattere, spirito di iniziativa oltre che per la proprietà del probabilmente più bello, senz’altro meglio tenuto palazzo della città, è stanca di combattere. Tremila cinquecento metri quadri all’incirca misura la sua «casa» – il palazzo Alliata di Pietratagliata, appun-to – e da quando ne è diventata la proprietaria, una trentina di anni fa, non ha fatto che battagliare giorno dopo giorno per conservarlo nella magnifica forma in cui si trova. A questa sua casa, peraltro, sabato, all’Expo, la scrittrice Simonetta Agnello Hornby dedicherà un racconto nel corso di una maratona di lettura.

Stanca non sarebbe poi la parola giusta, perché Signoretta Alliata (che porta il nome di un suo avo santo, martirizzato dai turchi) continuerebbe volentieri nella sua lotta, soltanto che non sembra esserci più spazio, e piuttosto di dover vedere decadere la sua dimora, per l’impossibilità di fare fronte alle continue spese di restauro nonché alle imposte (volute dalla legge Monti), è disposta a venderla a chi sia in grado di mantenerla come le spetta. Perché più che un bene di famiglia è un bene pubblico, dei palermitani, dei siciliani, degli italiani, solo affidato alla cura e alla custodia dei proprietari.

C’è una legge, del resto, risalente al 1939, che obbliga i proprietari dei palazzi – pena dure sanzioni – non solo a mettere in sicurezza, ma anche a riparare e ripristinare secondo i dettami delle Sovrintendenze. Cui si aggiungono gli effetti della legge Monti per cui le dimore storiche, in particolare quelle catalogate – come questa – di lusso, oltre all’Imu devono pagare una pesante Irpef.

L’effetto inevitabile è stata la sospensione di lavori e restauri, che ha coinvolto nella paralisi i migliori artigiani della città che per anni hanno lavorato nella manutenzione della dimora, falegnami, argentieri, doratori, intagliatori, tappezzieri, costretti a chiudere per mancanza di commissioni. Tra quelli che ancora resistono – racconta la principessa – alcuni l’hanno pregata di farli lavorare lo stesso, per non perdere la mano, pagamento

«quando la principessa potrà».

Il destino è un po’ quello che tocca a quasi tutte le dimore storiche italiane, al sud come al nord, da vari anni ormai messe in vendita, regalate ai Comuni (quando le accettano) o lasciate all’abbandono. Solo che nel caso di Palazzo Alliata di Pietratagliata, colmo di arredi, quadri, decori (tra cui il più grande lampadario di Murano al mondo) oltre che di uno sterminato archivio che racconta sei secoli di vita palermitana e siciliana, il rammarico è più forte: soprattutto se si pensa che il turismo potrebbe, dovrebbe essere il motore del nostro Paese.

Dall’estero arrivano in continuazione viaggiatori desiderosi di visitare il palazzo. Negli anni Novanta si era annunciata anche la regina Beatrice d’Olanda. Signoretta decise allora che era il momento – per l’importante visita – di elettrificare il grande lampadario, fino allora munito di candele e perciò inutilizzabile. Bisognava prima dell’intervento degli elettricisti pulire i duemilacinquecento pezzi che lo compongono e la Sovrintendenza ordinò di far venire i vetrai di Murano per affidare loro il lavoro: spesa inaffrontabile per cui ci pensarono i proprietari, Signoretta, suo marito e i due figli adolescenti. Due mesi di impegno serratissimo con acqua e alcol, ma quando arrivò la regina il lampadario splendeva.

Ora visite, eventi, manifestazioni cui la padrona di casa si è dedicata con instancabile energia per mantenere il palazzo nella sua forma migliore non bastano più. E del suo sogno di restaurare la torre tardogotica per sistemarvi gli archivi – digitalizzati e acces-sibili agli studiosi – della sua famiglia e di quella di suo marito, i Licata di Baucina che, per bizzarri intrecci storici (e matrimoniali) sono stati i proprietari del palazzo prima degli Alliata, non se ne farà nulla. Signoretta pensa a un eventuale acquirente arabo, uno dei tanti che già si muovono in Sicilia. Del resto – l’archivio lo testimonia – nel Settecento un suo avo scambiava missive di contenuto storico, artistico e filosofico con un coltissimo corrispondente arabo: un certo legame antico c’è dunque già.

E il marito cosa pensa del progetto? «Il marito cammina con la moglie», risponde la principessa, il che, tradotto dal siciliano significa: il marito sta con la moglie.

 

La legge di assestamento del bilancio regionale

Ancora nulla per i castelli

Ancora una volta la Regione si rifiuta di proseguire una importante stagione di interventi a favore del patrimonio fortificato regionale, inaugurato con la LR 10/2000 che il Consorzio ha promosso e la cui importanza è stata compresa dal Consiglio regionale per iniziativa di Roberto Molinaro, già sindaco di Colloredo di Montalbano, presentatore della proposta di legge redatta dal Consorzio. Si tratta di una legge che ha consentito di salvare numerosi castelli

La legge di assestamento del bilancio regionale 2015 non presenta purtroppo alcuna novità positiva al riguardo. Mentre prevede altri finanziamenti per il grande massacro del 1915-1918, o altri stanziamenti per futili motivi, nulla viene stanziato, nemmeno a titolo simbolico, per il recupero del patrimonio fortificato della Regione.

Gli unici interventi nel settore de beni culturali sono i seguenti:

  1. La realizzazione di una residenza culturale a Villa Manin;
  2. Un contributo straordinario alla Diocesi di Pordenone Concordia per rendere operativa la biblioteca del Seminario;
  3. Un intervento sulla Villa Louise di Gorizia;
  4. Un contributo per la Biblioteca nazionale slovena.

Il resto riguarda alcuni ritocchi alla normativa vigente riguardante i beni culturali e anche l’architettura fortificata. Data l’assenza di stanziamenti, si tratta soltanto di risolvere alcuni problemi di natura procedurale.

Ancora una volta si deve lamentare il disinteresse della Regione per una efficace politica di recupero e valorizzazione dei beni culturali. L’arretratezza culturale degli attuali gruppi dirigenti regionali, che considerano evidentemente il recupero dei beni culturali un lusso che non possiamo permetterci nell’attuale fase di difficoltà economiche.

Ma va anche sottolineata la incapacità e la debolezza politica delle associazioni prote-zionistiche regionali, quali il Consorzio Castelli, l’Associazione Dimore Storiche, Italia Nostra, il Fondo Ambiente Italiano, l’Associazione Ville Venete, le quali si dedicano solo ad attività di visita ai castelli che i proprietari eroicamente si sforzano  di mantenere in piedi.

Bisogna mobilitare tutte le espressioni associazionistiche dei beni culturali per sollevare l’interesse dell’opinione pubblica e degli amministratori locali e regionali per una fattiva opera di intervento di recupero del nostro patrimonio culturale.

 

Eventi

Il convegno del Consorzio sulle leggi regionali

Sabato 27 giugno nel Castello di Colloredo si è svolto un bel convegno su tema delle leggi regionali per il patrimonio architettonico della Regione. Il Convegno si è aperto con i saluti di rito del Sindaco del Comune ospitante Luca Ovan, del Presidente della Comunità Collinare Giambattista Turridano, del Presidente del Consiglio Regionale Franco Jacop, del Presidente del Consorzio Sergio Gelmi di Caporiacco, e del rappresentante della responsabile regionale del Ministero dei Beni Culturali Anna Maria Affanni, che abitando a Roma difficilmente partecipa ad eventi che si svolgono nei giorni festivi o prefestivi. Le relazioni successive, con l’eccezione di quella di Claudio Barbieri del Segretariato regionale del Ministero dei Beni Culturali che si è dilungato sulla nuova organizzazione periferica del Ministero, sono risultate di estremo interesse. Ernesto Liesch, da tanti anni Segretario del Consorzio, ha svolto una relazione di estrema chiarezza e lucidità sulla legislazione regionale per i beni culturali. Roberto Raccanello ha presentato una sintesi dei lavori di restauro da lui seguiti che ha dato la misura puntuale dei tanti interventi che hanno consentito di recuperare un numero impressionante di castelli o di loro parti. Interessante anche la relazione del Sindaco di Artegna che si è intrattenuto sul restauro del Castello di Artegna, curato dall’arch. Giulio Avon e dall’ing. Livio Fantoni.

Ampio e articolato l’intervento conclusivo dell’assessore regionale Gianni Torrenti, che però non si è espresso in alcun modo sulle prospettive di un rifinanziamento della LR 10/2000, che era sostanzialmente il tema  del Convegno e che era stato esplicitamente richiesta dal Sindaco Daici. E la ragione di tale silenzio ha trovato una spiegazione quando è uscito il testo del disegno di legge di assestamento del bilancio regionale, che non prevede alcun  finanziamento per i beni culturali.

 

Assicurati  I  10 milioni  per  il  completamento  del  Castello  di Colloredo

L’assessorato regionale ai lavori pubblici ha assicurato la disponibilità finanziaria dei 10 milioni necessari al completamento dei lavori di ricostruzione riguardanti il secondo lotto. Con il primo lotto si era provveduto agli interventi riguardanti l’ala Nievo, la Casa rossa e l’ala Est, la centrale tecnologica e alcune opere di viabilità. Il secondo lotto, riguardante il Mastio e la Casetta Nievo, era finanziato solo in parte, con 4 milioni in disponibilità della Segreteria generale. I rimanenti 6 milioni sono stati reperiti in diversi capitoli di competenza del Servizio lavori pubblici. Si tratta di una notizia di estremo interesse, perché volta a fugare le preoccupazioni sul completamento della ricostruzione di uno dei più importanti castelli colpiti dal sisma del 1976. Ora rimane solo da risolvere il problema del completamento della ricostruzione del castello di Prampero.

 

Le  domande  di  contributo  per  I  centri  storici

Notevole successo ha avuto il bando lanciato dalla Regione per interventi di recupero di abitazioni abbandonate o sottoutilizzate nei centri storici. Come avevamo già riferito si tratta di finanziamenti destinati ad opere di ristrutturazione edilizia, di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento di immobili di proprietà privata siti in centri storici, ad uso abitativo. Le domande potevano essere presentate da proprietari privati, sia persone fisiche che imprese, cooperative e società. Il contributo ammonta al 50 per cento della spesa ammissibile, fino a un massimo di 40 mila euro per le persone fisiche e 30 mila euro per gli altri soggetti.

Le domande hanno raggiunto la cifra di 1661, di cui 950 provenienti dalla Provincia di Udine, 376 da quella di Pordenone, 121 da Gorizia e 214 da Trieste. Ci si augura che l’alto numero di domande non prolunghi a tempi inaccettabili le istruttorie e la concessione dei contributi.

 

Uscita la Rivista ARX

E’ uscito il primo numero del 2015 della Rivista semestrale ARX, organo che il Suedtiroler Burgeninstitut pubblica in collaborazione con le associazioni austriache e tedesche dei castelli. Si tratta di una rivista molto bella, riccamente illustrata, che tratta vari argomenti riguardanti il restauro dei castelli e il loro studio dal punto di vista storico, strutturale e paesaggistico. Direttore responsabile della Rivista è il dott. Alexander von Hohenbuehel, Presidente del Suedtiroler Burgeninstitut. Per maggiori informazioni si può consultare il sito www.burgeninstitut.com.

 

Scomparsa dell’arch. Carla Rigo

E’ purtroppo scomparsa l’arch. Carla Rigo della Soprintendenza, che per anni ha seguito i restauri in Udine e in varie zone della Provincia. Appena disporremo dei nomi dei sostituti provvederemo ad aggiornare l’elenco allegato

 

Gli artigiani per i castelli

Pubblichiamo un elenco di  artigiani esperti in interventi di restauro che ci sentiamo di segnalare ai proprietari di castelli, quanto hanno operato in ambito castellano e sui quali possiamo dare le migliori referenze.

Preghiamo i proprietari di indicare altri nominativi che hanno dato soddisfacenti prove in opere nei propri castelli, che siano consigliabili sia per qualità delle prestazioni che per prezzi praticati.

 

Michela Contessi

Restauro di materiale lapideo, pittura a fresco e su tela, scultura lignea

Via Bersaglio, 57 - 33013 Gemona del Friuli (Ud)

Cell.: 338-8379016

miccontessi8@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Trieste (Ts), chiesa ortodossa di San Nicolò San Floriano di Illegio (Ud), pieve

Gemona del Friuli (Ud), porta Udine

Gemona del Friuli (Ud), chiesa di Santa Maria di Fossale Esemon di Sopra (Ud), chiesa

 

Renato Furlano

Lavori in ferro forgiato, riparazione e restauro di serrature antiche

Via Bevilacqua, 34 - 33034 Ciconicco (Fagagna/Ud)

Tel.: 0432- 800565

e-mail: lefarie@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

La Brunelde (Fagagna/Ud), casaforte d’Arcano Fagagna (Ud), casa Asquini

 

Antonella Facchinetti

Restauri di superfici in pietra, stucchi, marmorini, affreschi

Via Trieste, 6 33050 Pavia di Udine (Ud) Cell.: 338 5851986 ()

e-mail: eucore28@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Udine, Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Antonini Belgrado (Provincia di Udine) Fagagna (Ud), casa Asquini

Clauiano (Ud), villa Manin Tapogliano (Ud), villa de Pace

 

Luciana Simonetti

Restauro di pitture su legno e su tela Cedarchis, 77 - 33022 Arta Terme (Ud) cell.: 339-7027569

e-mail: lumy.simo@libero.it

Fra i lavori eseguiti:

Opere d’arte in musei e numerose chiese del Friuli (Pieve di San Pietro in Carnia, San Leonardo di Osais di Prato Carnico, Paluzza &c.)

 

Maurizio De Stasio

Restauro di mobili e opere di carpenteria

Borgo Udine 61  - 33057 Palmanova

Cell. 327-5888503

e-mail: mauriziodestasio@gmail.com

Fra i lavori eseguiti:

Restauro di mobili e serramenti Castello di Strassoldo di Sotto Restauro di serramenti Borgo Natocco di Strassoldo

Restauro di materiali lignei nel Castello di Duino

 

Gli esperti per i castelli:

Poniamo a disposizione dei proprietari, possessori e detentori di castelli e opere fortificate un gruppo di 22 esperti e tecnici cui si potranno rivolgere prima di avviare operazioni di restauro, di pubblicizzazione e di valorizzazione dei loro castelli.

Intervenire su di un castello è operazione difficile e delicata. Prima di intervenire bisogna ricorrere al consiglio di chi ha avuto esperienze importanti e verificabili in materia. Le competenze che per ora mettiamo a disposizione sono indicate di seguito.

 

Assistenza giuridica

Avv. Luca De Pauli - Udine Avvocato amministrativista

Via Vittorio Veneto 39 - 33100 Udine, depaluca@tin.it, cell. 335/6177910, 0432/507321

 

Assistenza tributaria

Prof. avv. Mario Nussi - Udine

Professore ordinario di diritto tributario Università di Udine

Via Palladio 15 - 33100 Udine, mario@nussi.it, cell. 339/1540828, 0432/504466

 

Assistenza contabile

Dott. ssa Marilena Castenetto - Udine Commercialista

Via Volturno -  33100 Udine, marilenacastenetto@hotmail.com, cell. 334/3301408

 

Assistenza amministrazioni pubbliche

Dott. ssa  Ilva Santarossa - Cervignano del Friuli

Vice Segretario generale e Capo settore Risorse finanziarie e Affari generali del Comune di  Cervignano del Friuli

Municipio, Cervignano del Friuli, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 338/3525858

 

Assistenza catastale, piccole manutenzioni e restauri, vincoli monumentali

Geom. Zuan Pieri Biasatti - Codroipo Geometra libero professionista

Piazzetta Santi Ermagora e Fortunato 4/7 - 33033 Codroipo, info@biasatti.eu, cell. 335/6473445

 

Pianificazione urbanistica

Prof.  Piero Pedrocco - Udine

Professore di urbanistica nell’Università di Udine

33100 Udine, Viale delle Scienze 206 - Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine

piero.pedrocco@uniud.it, cell. 339/2947858, 041/5232074

 

Restauro architettonico

Dott. Riccardo Strassoldo - Udine Conservatore dei beni architettonici

Via Feletto 71 -  33100 Udine, strassori@hotmail.com, com, cell. 340/3539254

 

Ingegneria strutturale

Ing. Marino Del Piccolo - Udine Ingegnere libero professionista

Via Anton Lazzaro Moro - 33100 Udine, marinodelpiccolo@gmail.com, cell. 328/821347

 

Ingegneria impiantistica

Ing. Stefano Scubla – Udine -    Ingegnere libero professionisti

Via Giovanni XXIII, n. 6 Cassacco, stefanoscubla@gmail.com stefanoscubla@gmail.com

Tel/ fax: 0432 85506; cell. 333/5069996

 

Progettazione del verde

Dott. Giovanni Purisiol - Sequals

Dottore in scienze forestali libero professionista Sequals, purisiol@gmail.com, cell. 335/6693965

 

Recupero giardini storici

Arch. Massimo Asquini - Udine

Architetto progettista e conservatore giardini storici

Via Romans 21 - 33100 Udine, massimo.asquini@virgilio.it, cell. 348/5625137

 

Archeologia medioevale

Prof. ssa Simonetta Minguzzi - Udine Professore ordinario di archeologia medioevale

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, simonetta.minguzzi@uniud.it

cell. 339/4731109

 

Storia delle lavorazioni artigianali tradizionali

Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni - Udine

Professore di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, maurizio.arcanograttoni@uniud.it

cell. 348/5501232

 

Storia dell’arte

Dott. Francesco Fratta - Udine Dottorando in Storia dell’arte

Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, francesco.fratta@uniud.it cell. 329/6463217

 

Storia delle fortificazioni

Dott. Alessandro Groppo Conte - Udine

Laureato in conservazione dei beni culturali. Autore di pubblicazioni sulla storia dell’architettura fortificato.

groppo.conte@libero.it, cell. 349/4655222

 

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 348/7272142

 

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it cell. 349/8087649

 

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it cell. 335/8330729

 

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it cell. 388/3958216

 

La natura delle competenze

Vengono qui indicate competenze sia strettamente tecnico-giuridiche dirette alla realizzazione di opere di restauro, di manutenzione e di valorizzazione (competenze architettoniche, ingegneristiche, tributarie), sia di supporto a tali operazioni, utili anche alla realizzazione di strumenti di valorizzazione, quali opuscoli, pieghevoli, siti  web (storia dell’architettura, storia dell’arte, storia delle fortificazioni), sia rivolte alla difesa della condizioni ambientali e territoriali (urbanistica, progettazione del verde e così via), sia infine alla esecuzione di corretti interventi conservativi (archeologia).

Le competenze sono garantite o dalla provenienza universitaria, o dalle concrete e documentate esperienze realizzate per il recupero e la valorizzazione di castelli della regione.

 

Le prestazioni

Gli esperti sono a disposizione dei proprietari, o possessori o detentori a qualsiasi titolo, di castelli e opere fortificate, in qualità di proprietari, usufruttuari, affittuari o usuari.

La collaborazione consisterà in un colloquio in ufficio o in un sopralluogo sul posto. Gli esperti daranno tutte le indicazioni su come procedere negli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione e nelle iniziative di ricerca delle relative risorse, oltreché nella individuazione delle specifiche competenze professionali.

Eventuali prestazioni professionali specifiche dovranno essere concordate con l’esperto o gli esperti dallo stesso consigliati e formalizzate con apposito incarico.

 

IL COMITATO PER L’ASSISTENZA AI PROPRIETARI

Coordinatore: Gianni Orzan

Segretario: Zuan Pieri Biasatti

 

Coordinamento

Zuan Pieri Biasatti, Marilena Castenetto, Maurizio d’Arcano Grattoni, Giovanni Purisiol,  Marzio Strassoldo, Gabriella Williams Strassoldo

 

Organizzazione territoriale:

Provincia di Udine:                                       Maurizio d’Arcano Grattoni

maurizio.arcanograttoni@uniud.it, cell. 348/5501232

 

Provincia di Gorizia:                                               Gianni Orzan

gianni.orzan@gmail.com

cell. 335/6891703

 

Provincia di Pordenone:                                    Giovanni Purisiol

purisiol@gmail.com cell. 335/6693965

 

L’organismo ha la natura di Comitato, vale a dire di una struttura leggera che ha il concreto compito di attuare iniziative dirette alla diffusione di una corretta cultura del restauro e della valorizzazione dei castelli e delle opere  fortificate della regione.

 

Le iniziative di assistenza si rivolgono ai proprietari, possessori, detentori a qualsiasi titolo di castelli e di opere fortificate comprese nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

 

Il Comitato non intende entrare in competizione con altri organismi esistenti in Regione, ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

 

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con  l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

 

Il sito ha il seguente indirizzo:

 

www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

 

Si chiede in ogni caso di comunicare gli indirizzi di posta elettronica di chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario.

_________________________________________________________

                  Castelli del Friuli

                               ___________________________________________________                

                               Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

                               Newsletter N. 6 - Gennaio 2015

                                                                                Contatti: castellidelfriuli@gmail.com

Sommario

· Editoriale

· La revisione del catasto

· La redazione di una scheda castellana

· I contributi per gli edifici abbandonati

· Contributi per il restauro di beni mobili

· Gli eventi

· Gli esperti

· Il Comitato

· I tecnici di zona

 

Editoriale

Per un rilancio della politica regionale dei beni culturali

Per il quarto anno la Regione approva un bilancio in cui le dotazioni finanziarie delle leggi a sostegno del restauro di beni culturali immobili sono azzerate. Si stanziano quattordici milioni di euro per ripianare il deficit del Teatro Verdi di Trieste, si stanzia un milione per le celebrazioni della Grande Guerra, si destinano milioni di euro per iniziative effimere o difficilmente giustificabili, e si annullano i finanziamenti ai restauri che a parte le finalità e il valore intrinseco di queste operazioni di investimento, si traducono in positivi effetti ai fini dell’occupazione nel campo delle professionalità artigiane. Si tratta di decisioni politiche di estrema gravità cui non risulta che le associazioni protezionistiche quali Italia Nostra, Fai, Associazioni Dimore Storiche, Istituto dei Castelli, Consorzio Castelli abbiano opposto una manifesta e valida opposizione. E soprattutto dimostra la perdita di peso politico e di influenza culturale del Consorzio Castelli, che aveva avuto al suo attivo l’approvazione della

Legge 60/1976 e della Legge 77/1982 sui beni architettonici e la Legge 10/2000 sull’architettura fortificata. E’ necessario sviluppare una approfondita riflessione sui motivi di tale insensibilità della classe politica regionale su di un tema di tanta importanza. E soprattutto va compiuta una attenta analisi sulle ragioni per le quali il Consorzio Castelli, che pure nel passato aveva saputo ottenere risultati di tanto rilievo nella costruzione di un sistema legislativo di protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio castellano

regionale, non è riuscito ad ottenere anche modesti stanziamenti in questo campo.

Nel passato tali risultati erano stati conseguiti allacciando stretti contatti con gli Assessori regionali, con i Presidenti delle Commissioni Cultura, e intervenendo dove e quando necessario con i Presidenti di Provincia e i numerosi sindaci che aderiscono al Consorzio. Bisogna per tempo riprendere un itinerario che nel passato aveva dato tanti risultati e che ora deve ricondurre ad un nuovo orientamento della Regione a favore del patrimonio culturale friulano

 

Fisco

La revisione del catasto

Nella Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2015 è stato pubblicato il DLgs. 17 dicembre 2014, n. 198 che prevede l’istituzione delle nuove commissioni censuarie, primo passo della riforma del Catasto. Il DLgs attua l’art. 2, comma 3, lettera a) della legge n. 23/2014 (legge delega per la riforma fiscale) è entrato in vigore il 28 gennaio 2015.

Le nuove commissioni censuarie locali saranno 106 a cui si aggiunge la commissione censuaria centrale con sede a Roma che ha funzione di “supervisore”.

Alle commissioni censuarie locali, che si dovranno insediare entro un anno dall’entrata in vigore del decreto legislativo, spetta il compito, tra l’altro, di validare le funzioni statistiche determinate dall’Agenzia delle Entrate, che sono alla base della revisione del sistema estimativo del catasto dei fabbricati. Tali funzioni statistiche, in base alla legge delega, devono esprimere la relazione tra a) il valore di mercato, b) la localizzazione, c) le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale, anche all’interno di uno stesso comune.

La Commissione censuaria centrale decide sui ricorsi che possono essere presentati dall’Agenzia delle Entrate e dai Comuni contro le decisioni delle commissioni censuarie locali in materia di qualità, classi e tariffe d’estimo dei terreni e in materia di categorie, classi e tariffe d’estimo dei fabbricati. Inoltre, la Commissione centrale esercita poteri sostitutivi nel caso in cui le commissioni locali non provvedano alla validazione delle funzioni statistiche.

Sia le commissioni censuarie locali che quella centrale sono articolate in tre sezioni:

a) la sezione competente in materia di catasto dei terreni; b) la sezione competente in materia di catasto urbano e, infine, la c) sezione specializzata in materia di revisione del sistema estimativo del catasto dei fabbricati.

Contro le decisioni delle Commissioni censuarie locali possono fare ricorso i Comuni interessati e le Associazioni di categoria. Vi è del tempo prima che le Commissioni inizino i loro lavori. I proprietari devono comunque organizzarsi per tempo per promuovere ricorsi su decisioni che non tengano conto dei criteri previsti dall’art. 2, comma primo, lettera m) sugli immobili vincolati ai sensi del DLgs 42/2004, che merita ricordare:

m) prevedere per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico o artistico, come individuate ai sensi dell’articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni adeguate riduzioni del valore patrimoniale medio ordinario di cui alla lettera h) e della rendita media ordinaria di cui alla lettera i) del presente comma, che tengano conto dei particolari e più gravosi oneri di manutenzione e conservazione nonché del complesso dei vincoli legislativi alla destinazione, all’utilizzo, alla circolazione giuridica e al restauro.

I proprietari devono prepararsi per tempo ricorrendo all’assistenza di tecnici particolarmente esperti (Marzio Strassoldo).

 

Restauro

Contributi regionali per il recupero di edifici abbandonati

La Regione ha pubblicato il 18 dicembre 2014 il regolamento di attuazione della norma della Legge 15/2014 sull’assestamento del bilancio regionale che prevede interventi a favore del recupero di edifici degradati, abbandonati o sottoutilizzati compresi nelle zone urbanistiche A e B o su singoli edifici equiparati.

Secondo tale regolamento potranno essere finanziati gli interventi di ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo volti al recupero, riqualificazione, e riuso del patrimonio immobiliare privato, all’interno delle zone classificate urbanisticamente come A e B o su singoli edifici equiparati.

Possono accedere al contributo sia le persone fisiche sia i soggetti privati diversi dalle persone fisiche titolari del diritto di proprietà sui beni immobili che rientrano tra quelli definiti in stato di abbandono o di sottoutilizzo.

Par edifici in stato di abbandono si definiscono gli “immobili, con qualunque destinazione d’uso, non utilizzati alla data di entrata in vigore della legge regionale 15/2014, e in possesso del certificato di inagibilità.

Per edifici in stato di sottoutilizzo si intendono gli “immobili con destinazione residenziale che, alla medesima data, risultano non occupati o occupati da un numero di soggetti minore al 30 percento rispetto a quello massimo insediabile in base ai parametri di legge”.

Per gli interventi attuati da persona fisiche il contributo in conto capitale è pari al 50% della spesa ammissibile, e per gli interventi che prevedono l’uso residenziale, non può superare il limite di 40 mila euro.

Per gli interventi attuati da soggetti diversi il contributo è sempre pari al 50% della spesa, e il massimale per edifici residenziali è fissato in 30 mila euro.

L’ammontare complessivo delle risorse finanziarie non potrà superare il 40% per gli interventi delle persone fisiche e del 60% per gli altri soggetti.

Per ottenere il contributo si dovrà presentare la domanda secondo le istruzioni contenute nel bando specifico e rientrare nella graduatoria, stilata secondo diversi criteri premiali, quali l’incremento della classe energetica dell’edificio, l’aumento della sicurezza sismica, la destinazione di di prima casa, la realizzazione di alloggi di edilizia convenzionata e il numero degli alloggi da realizzare (Zuan Pieri Biasatti).

 

Restauro

La redazione di una scheda storica sul castello

Spesso per il proprietario o un suo collaboratore si pone il problema di compilare una scheda illustrativa delle vicende storiche attraverso le quali è passato il suo castello, a fini di comunicazione, di pubblicità o per l’ottenimento di interventi di tutela (vincoli) o di finanziamento (contributi) Queste righe possono essere utili per chi si trova di fronte a tale necessità.

Grazie ad un poderoso lavoro di ricerca, schedatura e redazione, realizzato da Tito Miotti e numerosi collaboratori negli anni Settanta ed Ottanta del Novecento, il Friuli dispone di uno strumento fondamentale per la storia dei castelli e delle opere fortificate del suo territorio storico, compreso fra le Alpi ed il mare e fra il Livenza ed il Timavo.

L’enciclopedico e monumentale lavoro si intitola Castelli del Friuli, è stato edito da Del Bianco ed è strutturato in sette volumi specifici più un ottavo uscito fuori collana ma certamente pertinente al tema generale. L’opera non riguarda soltanto i castelli veri e propri (ovviamente trattati in modo ampio) ma anche i castellieri, le fortificazioni romane e tardo-antiche, torri isolate, rocche, fortezze, abbazie fortificate, città e borghi recinti, case forti.

Questi i titoli dei grossi tomi in-quarto: 1/ Carnia, feudo di Moggio e capitaneati settentrionali (seconda edizione riveduta ed ampliata, senza anno di stampa, pagg. 283 più indice e carte ripiegate); 2/ Gastaldie e giurisdizioni del Friuli centrale (seconda edizione riveduta ed ampliata, senza anno di stampa, pagg. 514 più indice e carte ripiegate); 3/ Le giurisdizioni del Friuli orientale e la Contea di Gorizia (senza anno di stampa, pagg. 470 più indice ed una mappa ripiegata); 4/ Feudi e giurisdizioni del Friuli occidentale (1980, pagg. 483 più indice e carte ripiegate); 5/ Storia ed evoluzione dell’arte delle fortificazioni in Friuli (1981, pagg. 372 più indice); 6/ La vita nei castelli friulani (1981, pagg. 428 più indice); 7/ I sette castra di Paolo Diacono ed altri studi castellologici (1988, pagg. 674, comprendenti il vasto indice analitico, più indice); Antichi insediamenti umani nelle prealpi friulane (fuori numerazione di collana, senza anno di stampa, pagg. 333 più indice).

Come si evince dalla descrizione bibliografica sopra riportata -Castelli del Friuli conta oltre 3500 pagine riguardanti circa 500 insediamenti- l’opera del Miotti è imprescindibile per chi voglia conoscere la storia del proprio castello o del proprio sito fortificato. Il valore intrinseco dell’opera è incrementato, nei singoli volumi, da ricchi repertori bibliografici, indispensabili, per quanto ormai un po’ datati, a chi desideri approfondire le vicende dei singoli manufatti. Purtroppo, i libri di Miotti sono oggi difficilmente reperibili sul mercato mentre è pressoché impossibile trovare la collezione completa. Per la consultazione si dovrà, pertanto, ricorrere ad una biblioteca pubblica.

 

Uno strumento ancor più raro, ma molto pratico per una prima informazione, è il libro I castelli friulani, di Angelo de Benvenuti, edito dalla Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Udine nel 1950 (stampa Del Bianco). In 283 pagine, l’autore realizza «…la prima storia d’insieme dei castelli friulani…», riprendendo e completando il precedente lavoro, rimasto incompiuto, di Alfredo Lazzarini e Giovanni Del Puppo: Castelli friulani, in due volumi - introvabili - editi da Del Bianco negli anni 1901 e 1903; vi sono descritti soltanto il castello di Udine ed alcuni dei dintorni. Il libro di De Benvenuti tratta di oltre 200 siti ed ha il merito di comprendere i castelli del Goriziano oggi in territorio sloveno. Va peraltro sottolineato che molte informazioni storiche fornite non sono sempre precise e documentate.

Un testo storico che può ancora riservare una piacevole lettura è Die deutschen Burgen in Friaul, di Joseph von Zahn, pubblicato a Graz nel 1883 e a Udine l’anno successivo, con il titolo I castelli tedeschi in Friuli (traduzione di Carlo Alberto Murero). La Società Filologica Friulana ha curato, nel 2000, la ristampa anastatica dei due volumetti, confezionati in un cofanetto insieme ad un opuscolo illustrativo.

Cito ancora il grosso volume Castelli friulani – storia e civiltà, di Christoph Ulmer (testi) e Gianni D’Affara (fotografie), uscito nel 1997 per i tipi di Magnus, avvertendo però che in una recensione apparsa nel numero 73-74 di Castelli – notiziario del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia (anno XIX, settembre-dicembre 1997, pag. 3) le immagini di D’Affara vengono lodate per la bellezza ed il valore documentario mentre il lavoro di Ulmer è oggetto di una serie di osservazioni critiche.

Fra le pubblicazioni curate dal Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia è qui utile citare: i volumetti monografici della collana “Quaderni storici” (24 titoli per altrettanti luoghi fortificati, usciti fra il 1978 ed il 2008); i tre volumetti in cofanetto Andar per castelli, di Gianni Virgilio, del 2003, cui fanno seguito altri volumi sui castelli della Slovenia e della Carnia, del 2003; i cinque, agili libretti, editi in collaborazione con “Il Messaggero Veneto” Editoriale FVG S.p.A., formanti l’opera Castelli del Friuli Venezia Giulia, del 2009. Recentissimo è il volume Castelli e fortificazioni del Canal del Ferro e della Val Canale (a cura di Marzio Strassoldo, pagg. 224, 2014), che completa, per l’arco alpino, il precedente lavoro Le fortificazioni e i castelli della Carnia (a cura di Marialisa Valoppi Basso, pagg.152, 2006). E’ importante ricordare anche la biblioteca specializzata del Consorzio, consultabile presso la sede della torre di Porta Aquileia.

Non bisogna poi dimenticare i libri e gli articoli di storia locale, numerosi e spesso ben documentati, frequentemente redatti da valenti storici. In questa tipologia di pubblicazioni si trovano quasi sempre notizie inedite o, a seguito di nuove ricerche, riletture ed originali interpretazioni di fatti già ritenuti storicamente certi. Tra questi si può citare Castelli e Città nel Friuli Venezia Giulia, Leg, Gorizia, 2011, di Donata Degrassi.

Molto utile può essere la consultazione delle tesi di laurea dedicate al tema delle fortificazioni o alla storia di singoli luoghi del Friuli. Infine, per notizie soprattutto di carattere tecnico, si può ricorrere al SIRPAC – Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale, accessibile on-line nel sito del Centro Regionale di Catalogazione e Restauro dei Beni Culturali di villa Manin di Passariano.

Diverso è il discorso per chi non si accontenta di leggere in un libro o in un testo già scritto la storia del maniero in cui vive o del quale è, in tutto o in parte, proprietario.

Chi desidera approfondire seriamente ed in modo originale le vicende del passato dovrà necessariamente rivolgere la propria attenzione ai tanti archivi disponibili (di famiglia, privati, parrocchiali, diocesani, comunali, provinciali, statali, notarili) ed ai fondi giacenti presso le biblioteche storiche del territorio (soprattutto Joppi e Diocesana di Udine, Statale e Provinciale di Gorizia, del Museo di Cividale). In questo lungo, difficile ed insidioso cammino a ritroso nei secoli, è bene seguire la sicura e documentatissima via tracciata da Pio Paschini nella sua insostituibile Storia del Friuli, essa stessa da considerarsi fonte scientifica e primaria. Da preferirsi è la terza edizione del 1975, edita dal Seminario Arcivescovile di Udine e stampata dalle Arti Grafiche Friulane (pagg. 978 più indice generale), perché arricchita da un indispensabile e ricchissimo indice analitico e dalla bibliografia delle fonti edite, a cura di Giuseppe Fornasir.

Vanno ancora citate le pubblicazioni promosse e realizzate dalla Sezione del Friuli Venezia Giulia dell’Istituto Italiano dei Castelli (Antonio Rossetti).

 

Enti pubblici

Restauro di beni culturali mobili

La Fondazione Crup ha emesso un bando per la presentazione di domande per il restauro di beni mobili. Il bando è emanato ai sensi dell’art. 2, lettera d) del Regolamento per il perseguimento delle finalità istituzionali e in attuazione del Documento programmatico previsionale 2014.

Oggetto degli interventi riguarda: a) la tutela e la valorizzazione di beni storicoartistici

compresi nel territorio delle Province di Udine e di Pordenone; b) l’incentivazione della diffusione della conoscenza dei beni culturali mobili e alla loro fruizione. Gli interventi riguarderanno in particolare la conservazione, il restauro e la valorizzazione di: a) beni mobili (statue, pale, beni librari); b) apparati decorativi di pregio (affreschi, pavimentazioni).

I beni dovranno essere vincolati ai sensi del DLgs 42/2004, Codice dei beni culturali e

del paesaggio.

I destinatari degli interventi potranno essere solo:

a) Enti pubblici (Comuni in particolare)

b) Enti religiosi (Parrocchie in particolare)

c) Fondazioni e associazioni con personalità giuridica che svolgano attività culturali non sono ammessi contributi a persone fisiche e a enti aventi fini di lucro come le imprese e le società commerciali. Il contributo ha carattere integrativo. Gli enti pertanto dovranno sostenere una parte della spesa prevista.

Le domande devono essere presentate entro le ore 13 del giorno venerdì 27 febbraio 2015.

Le domande dovranno essere presentate compilando l’apposito modulo ROL pubblicato sul sito internet della Fondazione: www.fondazionecrup.it/Sezione Bando Restauri. E’ necessario compilare il modulo in tutte le sue parti.

La domanda dovrà pervenire in formato elettronico ed essere stampata su formato cartaceo, firmata dal legale rappresentante e fatta pervenire direttamente o per via postale all’indirizzo della Fondazione:

Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e di Pordenone

Via Manin 15, 33100 Udine.

Si raccomanda le amministrazioni interessate a provvedere ad una puntuale e completa compilazione delle domande (Giovanni Purisiol).

 

Eventi

Aperta la campagna per i rinnovi delle adesioni al Consorzio

L’amministrazione del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia ha avviato le operazioni per il rinnovo delle quote d’adesione per il 2015. E’ stato deciso di mantenere invariate le quote per il 2015, che quindi mantengono i seguenti valori:

· Soci individuali 100 euro

· Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti 130 euro

· Società 150 euro

· Comuni con più di 100.000 abitanti 200 euro

· Province nonché comuni con più di 100.000 260 euro

Come è noto possono aderire anche le Proloco e altre associazioni che abbiano competenza su di un territorio che comprenda castelli e opere fortificate. Le quote sono legate alle dimensioni demografiche dei territori di competenza. Il versamento deve essere intestato al Consorzio con la causale “Quota associativa” 2015” secondo la seguente modalità:

Bonifico Bancario intestato al Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del

Friuli Venezia Giulia:

Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia – Agenzia di Via Volturno 9, Udine

IBAN: IT33 S063 4012 3020 7404 2599 04L.

 

Il Castello di Ariis al Comune

Il bel castello situato su di una ansa del fiume Stella, chiamato impropriamente Villa Otellio, attualmente di proprietà della Regione, che vi ha fatto alcuni interventi impropri e lo ha lasciato in stato di abbandono tenendo anche inutilizzati 2,3 milioni di euro, sembra che passerà in proprietà del Comune, dopo una visita dell’Assessore regionale Santoro. Si pone il problema del completamento del recupero e della ricerca di una opportuna utilizzazione. Potrebbe trattarsi di un Museo di archeologia fluviale o di una sede staccata del corso di laurea in architettura dell’Università di Udine.

 

Il restauro del castello di Artegna sulla “Rassegna tecnica”

Sabato 21 febbraio alle ore 17,30 al Castello di Artegna sarà presentato il numero 5 della rivista degli ingegneri e architetti della Regione “Rassegna Tecnica” dedicata al restauro del Castello curato dall’arch. Giulio Avon e dall’ing. Livio Fantoni. Sarà presente anche la Soprintendente per i beni architettonici del FVG arch. Mariagiulia Picchione.

                                  Castelli del Friuli

                               ___________________________________________________                

                               Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

                               Newsletter N. 7- Febbraio 2015

                                                                                Contatti: castellidelfriuli@gmail.com

Sommario

Editoriale

Ospitalità castellana

Tirocini presso i castelli

Bando regionale sugli edifici abbandonati

I nuovi tecnici di zona della Soprintendenza

I beni architettonici degli enti locali

Gli eventi

Gli esperti

Il comitato

I tecnici di zona

 

Editoriale: per una nuova legge regionale sui beni culturali

 

Dopo il varo della riforma delle autonomie locali, della sanità, delle attività culturali e delle agevolazioni alle imprese, sembra che la Giunta regionale voglia procedere ad una riforma della legislazione sui beni culturali. Beni artistici, archivi, biblioteche, beni architettonici (castelli, palazzi, ville, chiese),dovrebbero essere l’oggetto di un nuovo strumento normativo, che riorganizzi in modo organico la materia e provveda a definire nuovi strumenti operativi. La LR 60/1976, la LR 77/1980 e temiamo la LR 10/2000 dovrebbero essere sostituite da un nuovo testo di legge. Ci auguriamo che la Regione operi un’ampia opera di consultazione delle diverse categorie di operatori culturali e di proprietari del patrimonio culturale regionale. I proprietari dei castelli devono prepararsi a dare un efficace contributo alla formulazione di questo nuovo strumento legislativo. Il quale dovrebbe muoversi secondo le seguenti linee. In primo luogo deve essere rivendicato il carattere specifico dell’architettura fortificata, che richiede strumenti di intervento costruiti su misura di un patrimonio che per la sua antichità si trova costantemente in condizioni precarie di conservazione e che per la stratificazione dei linguaggi architettonici richiede competenze progettuali ed esecutive specifiche di intervento. In secondo luogo dovranno essere previsti specifici ordini di priorità negli interventi, dando la precedenza a quelli diretti a porre in sicurezza gli edifici (coperture, murature strutturali), al fine di salvaguardarli rispetto ai pericoli di ulteriori processi di degrado. Dovrà ancora essere introdotta una distinzione tra monumenti suscettibili di particolari utilizzazioni abitative o ricettive (edifici residenziali) e quelli che hanno conservato una funzione di mera testimonianza storica (torri, mura di cinta, ruderi). E infine si dovrà porre l’esigenza dell’applicazione del metodo della programmazione, in modo da definire specifici ordini di priorità, per quanto riguarda l’urgenza degli interventi e il loro collegamento con iniziative di valorizzazione turistica e culturale.

 

VALORIZZAZIONE

 

Ospitalità castellana

 

Tra le varie forme di valorizzazione di un castello con le sue pertinenze o comunque di un complesso fortificato (palazzo fortificato, casa rurale fortificata, ecc.), quella della utilizzazione a fini turistici appare la più importante. Si tratta di dare in  locazione per periodi brevi gli spazi abitativi compresi in un castello o opera fortificata o nelle sue pertinenze.

Non vi è una normativa specifica in questo campo, se non quella che riguarda più generalmente le locazioni a fini turistici, la cui competenza è attribuita alla Regione. Le forme contemplate dalla attuale legislazione, che forse muterà dopo la possibile modifica della Costituzione se l’intera materia verrà assegnata allo Stato, sono le seguenti, ai sensi di quanto recita la LR 2/2002, di seguito chiamata “Legge”.

 

a) Unità abitative ammobiliate a uso turistico

Sono regolate dall’art. 83 della Legge, e definite come le unità immobiliari composte da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici destinati a essere concesse in locazione ai turisti nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore a sei mesi, senza servizi centralizzati, somministrazione di cibi e bevande o altri servizi. Sono ammessi soltanto il servizio di fornitura di acqua, energia elettrica, di gas, di elettrodomestici, di eventuale climatizzazione, di pulizie iniziali, di riscaldamento per le località poste al di sopra degli 800 sul livello del mare, nonché la sostituzione di arredi, corredi e dotazioni deteriorati. Trattandosi di locazioni, sono esenti da IVA.

La attività può essere gestita: a ) in forma non imprenditoriale; b) in forma imprenditoriale; c) in forma indiretta, attraverso agenzie immobiliari e turistiche legate alla proprietà da rapporti di mandato o di sublocazione.

L’attività non è soggetta ad autorizzazione, ma solo ad una dichiarazione da presentare in Comune, che costituisce il provvedimento di classificazione- certificazione di qualità. Tale dichiarazione non è necessaria per i locatori di meno di tre unità immobiliari.

 

b) Esercizi di Bed and Breakfast

Sono regolati dall’art. 81 della Legge. Si tratta di attività esercitate da coloro che, nell’ambito della propria residenza, comprese le pertinenze, offrono occasionalmente alloggio e prima colazione, in non più di quattro camere e con un massimo di 8 posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare. Sono subordinate alla dichiarazione di inizio di attività da presentarsi in Comune. Nel servizio di prima colazione devono essere privilegiati i prodotti agroalimentari regionali. Trattandosi di locazione, l’attività non è soggetta ad IVA. Le attività possono essere sostenuti da appositi contributi regionali.

Se l’alloggio è ospitato in un edificio vincolato a sensi del D.Lgs 42/2004, viene definito come residenza d’epoca e il numero dei posti letto può salire a 25 (Art. 63 bis della LR 2/2002).

 

c) Esercizi di affittacamere

Sono disciplinati dall’art. 77 della Legge. Si tratta di strutture composte da non più di sei camere per un massimo di 15 posti letto, ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati con o senza uso di cucina, situate in uno stesso stabile, che forniscono servizio di alloggio ed eventualmente servizi complementari, avvalendosi della normale organizzazione familiare, costituiti da: a) pulizia quotidiana; b) cambio di biancheria ad ogni cambio di cliente e comunque una volta la settimana; c) fornitura di acqua, energia elettrica, gas e riscaldamento. Il titolare può somministrare agli ospiti alimenti e bevande.

Se l’alloggio è ospitato in un edificio vincolato a sensi del DLgs 42/2004, viene definito come residenza d’epoca e il numero dei posti letto può salire a 25 (Art. 63 bis della LR 2/2002).

La attività può essere gestita: a ) in forma non imprenditoriale; b) in forma imprenditoriale.

L’attività è soggetta alla presentazione in Comune di una dichiarazione di avvio dell’attività. Trattandosi di locazione, l’attività è esente da IVA.

 

d) Alloggi agrituristici

L’attività è regolata dalla LR 25/1996, dal regolamento del Presidente della Regione 0234/pres dell’ 11 ottobre 2011, e dalla LR 24/2006 che contempla la concessione di appositi contributi. E’ esercitata in locali di aziende agricole appositamente  predisposti che possono essere costituiti da stanze singole, monolocali o  appartamenti composti di più stanze a prescindere che il servizio sia o meno comprensivo della prima colazione o del trattamento di mezza pensione o di pensione completa. Il numero dei posti letto non può superare i trenta.

Il titolare dell’attività deve essere iscritto in un apposito elenco degli “Operatori agrituristici” tenuto dalla Camera di Commercio ove si possono registrare gli imprenditori agricoli che abbiano seguito un apposito corso di formazione professionale di almeno 90 ore. L’attività è soggetta ad apposita autorizzazione rilasciata dal Comune. L’attività gode di particolari agevolazioni regionali. Le attività agrituristiche sono soggette all’IVA secondo un regime semplificato previsto dalla Legge 413/1991 e da una determinazione forfetaria del reddito imponibile.

L’attività agrituristica è pertanto resa possibile solo per quei castelli che sono dotati di una azienda agricola e il cui proprietario sia anche imprenditore agricolo.

 

Non consideriamo le attività alberghiere, che riteniamo controindicate rispetto alla esigenza di conservare nella sua interezza le caratteristiche architettoniche e distributive dei castelli. La destinazione alberghiera di un castello prevede forti stravolgimenti degli assetti interni, richiedendo la suddivisione degli ampi spazi in stanze, l’inserimento intensivo di impianti tecnologici legati alle esigenze igienico- sanitarie e della climatizzazione. Non è pertanto il caso di pensare a tali destinazioni, a meno che queste siano limitate a pertinenze di scarso pregio architettonico  (Marzio Strassoldo)

 

RESTAURO

 

Tirocini nei castelli

 

Nella progettazione di interventi di restauro o nella redazione di materiali promozionali si rende sempre indispensabile la redazione di studi preparatori sia d’archivio, sia fondati su risultai di ricerche sul campo.

 

Questa esigenza dei proprietari e dei loro tecnici si sposa bene con l’esigenza degli studenti dei corsi di beni culturali e di architettura di acquisire un certo numero di Crediti formativi. Tale esigenza è particolarmente sentita dagli studenti del Corso di laurea in Conservazione dei beni culturali (triennio) o di studenti del Corso di laurea in Storia dell’Arta e Conservazione dei Beni storico-artistici (laurea magistrale).

 

L’Associazione universitaria di Archeologia di Udine offre la disponibilità a titolo gratuito di organizzare eventuali tirocini.

 

I tirocinanti, per un numero di ore da concordarsi di volta in volta, e sotto la guida di un docente, potrebbero svolgere varie mansioni presso castelli e dimore storiche, che potrebbero ad esempio riguardare i  seguenti campi:

 

  • Indagini archeologiche
  • Indagini archivistiche
  • Redazione di studi preliminari
  • Redazione di progetti per introspezioni archeologiche.

 

Le indagini di natura archeologica sarebbero naturalmente svolte di concerto con la Soprintendenza.

 

Per la realizzazione di tale iniziativa è necessario attivare

 

  • Un rapporto sistematico con l’Associazione
  • Una convenzione con l’Università per il riconoscimento automatico dei crediti ai tirocinanti.

 

Si apre per questa via una prospettiva assai interessante di collaborazione tra i proprietari di castelli e l’Università, per promuovere studi scientificamente corretti e la redazione di documentazione importante sia per i tecnici che progettano interventi su tali complessi fortificati, sia materiali di supporto ad iniziative editoriali, promozionali e comunicative (depliant, quaderni storici, siti web)

(Maurizio d’Arcano Grattoni).

 

RESTAURO

 

I nuovi tecnici di zona della Soprintendenza

 

Una ampia manovra di riorganizzazione della rete dei tecnici di zona della Soprintendenza è stata compiuta dal Soprintendente Picchione nel corso del mese di dicembre. Gran parte degli architetti che hanno il compito di istruire le pratiche di manutenzione straordinaria, di restauro, di vincolo, di alienazione dei beni culturali presenti nei singoli comuni sono stati assegnati a comuni diversi da quelli di cui  finora avevano la responsabilità. Con qualche eccezione di dettaglio, grosso modo le modifiche entrate in vigore a partire dal 15 dicembre 2014 possono essere descritte come segue (si veda l’elenco completo dei comuni presentato in Allegato).

 

La Bassa friulana è passata sotto la responsabilità dell’Arch. Annalisa De Comelli, di Trieste, che prima curava la Provincia di Gorizia, in sostituzione dell’Arch. Stefania Casucci, che mantiene la supervisione di solo alcuni comuni dell’area.

 

Udine viene assegnata all’Arch. Silvano Coletti, che sostituisce l’Arch. Carla Rigo.

 

La Provincia di Gorizia viene assegnata alla udinese Arch. Carla Rigo, che vi sostituisce l’Architetto  Annalisa De Comelli.

 

La Provincia di Pordenone viene attribuita all’Arch. Silvano Coletti, che in precedenza seguiva l’intera fascia collinare  e montana della Provincia di Udine.

 

Il Medio Friuli, la fascia collinare occidentale della Provincia di Udine e buona parte della Carnia vengono attribuiti all’Arch. Stefania Casucci, che in precedenza seguiva la Bassa Friulana.

 

La Pedemontana orientale della Provincia di Udine, il Cividalese, le Valli del Natisone e del Torre e la montagna friulana orientale passano sotto la supervisione dell’Arch. Bruno Micali, di Aiello del Friuli.

 

Le motivazioni di questa ampia opera di riorganizzazione non sono note, anche se in gran parte possono essere intuite. Ci si augura che il nuovo assetto si riveli migliorativo delle condizioni operative dell’ufficio periferico del Ministero dei Beni Culturali.

 

E’ importante che i proprietari e i loro tecnici intrattengano proficui rapporti di collaborazione con i tecnici responsabili e soprattutto che li consultino prima di presentare formalmente i progetti di intervento. Presentare un progetto condiviso preventivamente dal tecnico consentirà di guadagnare tempi preziosi nella fase della istruttoria. Si coglie l’occasione per ricordare che i progetti riguardanti anche interventi di modesta entità devono essere  firmati da un architetto iscritto all’albo.

Solo per impianti tecnologici è sufficiente la firma di un ingegnere

(Riccardo Strassoldo)

 

ENTI PUBBLICI

 

I beni culturali degli enti locali

 

Il Codice del beni culturali entrato i vigore co il DLgs 42/2004 ha innovato molti aspetti della normativa posta a tutela dei beni culturali, anche per quanto riguarda la protezione del patrimonio culturali degli enti locali.

 

Mentre per i beni culturali di proprietà privata il regime di tutela del singolo bene dipende ancora da una dichiarazione di interesse culturale notificata (la cosiddetta notifica o vincolo) al proprietario (la cosiddetta notifica o vincolo), possessore o detentore a qualsiasi titolo del bene, che deve essere trascritta nei registri immobiliari, il sistema di protezione dei beni culturali di proprietà dello Stato, degli enti pubblici territoriali e delle persone giuridiche anche private si fonda su di una presunzione legale di sussistenza dell’interesse culturale, da cui consegue il relativo regime di tutela, per tutti i beni mobili e immobili “che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni”.

 

Tale presunzione legale relativa appare deducibile dal combinato disposto dei commi 1 e 2 dell’art. 12 del Codice e del comma 1 dell’art. 10 del medesimo Codice.

 

La presunzione tuttavia non è assoluta, ma relativa, nel senso che l’ente proprietario può promuovere una procedura di verifica della “culturalità” del bene, che se negativa ha l’effetto di far uscire il bene dall’orbita della tutela. Tale procedura di verifica, richiesta dall’ente proprietario, viene svolta dal Ministero.

 

L’amministratore locale deve aver ben chiaro che l’intero patrimonio mobile e immobile dell’Ente,  se di età superiore ai cinquanta anni, è sottoposto alla tutela degli organismi del Ministero e che la libera disponibilità del bene è subordinata a procedimenti autorizzativi svolti dagli organi di tutela. Il che significa che ogni intervento di trasformazione del bene o di alienazione dello stesso deve essere sottoposto alle debite autorizzazioni degli organi periferici o centrali del Ministero dei beni culturali. Gli interventi di manutenzione e di restauro, di demolizione o di alienazione  devono essere debitamente autorizzati.

 

Se l’amministratore intende sottrarre il bene al controllo degli organi di tutela”, deve promuovere il previsto procedimento di verifica della “culturalità.

 

 

EVENTI

 

Castelli aperti

 

Il Consorzio Castelli organizza anche questa primavera la manifestazione “Castelli aperti” nel corso della quale alcuni dei più bei castelli della Regione si aprono al pubblico, attraendo migliaia di visitatori. Quest’anno si svolgerà sabato 11 e domenica 12 aprile. Aderiscono all’iniziativa i castelli di Muggia, Arcano, Susans, Villalta, San Floriano, Panigai, Cassacco, Cosa, Spessa di Capriva, Cordovado, Villafredda, Rocca Bernarda. In tutto 12 castelli. A questi si aggiungono 4 residenze fortificate, come la Casaforte della Brunelde di Fagagna, il Palazzo Romano di Manzano, il Palazzo Steffaneo di Crauglio di San Vito al Torre, il Palazzo Lantieri di Gorizia. Si aggiungono anche 2 ville che non hanno alcun carattere fortificato, la Villa Elodia di Trivignano e la Villa Kechler de Asarta di Fraforeano, di Ronchis di Latisana. L’ingresso ad ogni singolo castello è di 7 euro. Per dettagli si consulti il sito www.consorziocastelli.it.

Rispetto all’anno scorso si deve notare la caduta di alcuni castelli importanti come quello di Prampero, e di alcune ville, come quella Strassoldo di Attimis. Rimangono fuori da questo ciclo castelli importanti di proprietà privata come quello di Artegna, di Spilimbergo, di Valvasone, di Zoppola,  di Porcia, di Strassoldo, di Duino.

Il ciclo richiede un rafforzamento sia per quanto riguardo la distribuzione sul territorio  sia in ordine  alla qualità degli edifici che si aprono al pubblico.

 

Fiori, acque e castelli di Strassoldo

 

La tradizionale manifestazione che si svolge due volte all’anno nei due Castelli di Strassoldo avrà il suo appuntamento annuale nei giorni di sabato 28 e domenica 29 marzo. Si tratta di una ormai tradizionale manifestazione che ogni primavera (Festa delle Palme) e ogni autunno (ultimo fine settimana di ottobre) richiama a Strassoldo poco meno di una decina di migliaia di visitatori provenienti dal Veneto, dalla Carinzia e dalla Slovenia per visitare i castelli che nell’occasione ospitano nei saloni e negli spazi verdi circostanti centinaia di espositori di prodotti dell’artigianato, di beni di antiquariato e di prodotti per il giardino, cui si aggiungono alcune iniziative collaterali come conferenze sul giardinaggio, sul restauro, esibizioni musicali e visite guidate al borgo e ai parchi. L’ingresso ad entrambi i castelli è complessivamente di 12 euro. Per dettagli si consulti il sito www.castellipalazzigiardinistorici.it.

 

ATTENZIONE

Va ricordato che la concomitanza nella mattinata di domenica con la Maratona delle città dell’Unesco, che condurrà alla chiusura per qualche ora del casello autostradale di Palmanova, consiglierà di uscire dal casello di Villesse e di raggiungere Strassoldo lungo il percorso Ruda-Aiello-Joannis. Per chi viene da Udine, dovrà aggirare Palmanova e seguire il percorso di Pavia di Udine, Trivignano, San Vito al Torre, Visco, Joannis, Strassoldo.

 

GLI ESPERTI

 

Il Comitato pone a disposizione dei proprietari, possessori e detentori di castelli e opere fortificate un gruppo di 22 esperti e tecnici cui si potranno rivolgere prima di avviare operazioni di restauro, di pubblicizzazione e di valorizzazione dei loro castelli. Intervenire su di un castello è operazione difficile e delicata. Prima di intervenire bisogna ricorrere al consiglio di chi ha avuto esperienze importanti e verificabili in materia. Le competenze che per ora mettiamo a disposizione sono indicate di seguito.

 

Assistenza giuridica

Avv. Luca De Pauli - Udine Avvocato amministrativista

Via Vittorio Veneto 39 - 33100 Udine, depaluca@tin.it, cell. 335/6177910, 0432/507321

 

Assistenza tributaria

Prof. avv. Mario Nussi - Udine

Professore ordinario di diritto tributario Università di Udine

Via Palladio 15 - 33100 Udine, mario@nussi.it, cell. 339/1540828, 0432/504466

 

Assistenza contabile

Dott. ssa Marilena Castenetto - Udine Commercialista

Via Volturno - 33100 Udine, marilenacastenetto@hotmail.com, cell. 334/3301408

 

Assistenza amministrazioni pubbliche

Dott. ssa  Ilva Santarossa - Cervignano del Friuli

Vice Segretario generale e Capo settore Risorse finanziarie e Affari generali del Comune di  Cervignano del Friuli

Municipio, Cervignano del Friuli, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 338/3525858

 

Assistenza catastale, piccole manutenzioni e restauri, vincoli monumentali

Geom. Zuan Pieri Biasatti - Codroipo Geometra libero professionista

Piazzetta Santi Ermagora e Fortunato 4/7 - 33033 Codroipo, info@biasatti.eu, cell. 335/6473445

 

Pianificazione urbanistica

Prof.  Piero Pedrocco - Udine

Professore di urbanistica nell’Università di Udine

33100 Udine, Viale delle Scienze 206 - Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine

piero.pedrocco@uniud.it, cell. 339/2947858, 041/5232074

 

Restauro architettonico

Dott. Riccardo Strassoldo - Udine Conservatore dei beni architettonici

Via Feletto 71 - 33100 Udine, strassori@hotmail.com, cell. 340/3539254

 

Restauro architettonico Arch. Mario Magrin - Travesio Architetto libero professionista

Travesio, studiomagrin@libero.it, cell. 377/4619279

 

Restauro architettonico

Arch. Diego Kuzmin - Gorizia

Architetto della Soprintendenza in aspettativa

Gorizia - 34170 Gorizia, d.kuzmin@tin.it, cell. 366/1853170

 

Ingegneria strutturale

Ing. Marino Del Piccolo - Udine Ingegnere libero professionista

Via Anton Lazzaro Moro - 33100 Udine, marinodelpiccolo@gmail.com, cell. 328/8213473

 

Ingegneria impiantistica

Ing. Stefano Scubla - Udine           - Ingegnere libero professionista

Via Giovanni XXIII, n. 6 Cassacco, stefanoscubla@gmail.com Tel/ fax: 0432 85506; cell. 333/5069996

 

Pianificazione del verde

Dott. Giovanni Purisiol - Sequals

Dottore in scienze forestali libero professionista Sequals, purisiol@gmail.com, cell. 335/6693965

 

Recupero giardini storici

Arch. Massimo Asquini - Udine

Architetto progettista e conservatore giardini storici

Via Romans 21 - 33100 Udine, massimo_asquini@virgilio.it, cell. 348/5625137

 

Difesa delle piante e del legno

Prof. Pietro Zandigiacomo - Udine Professore associato di entomologia agraria

Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’Università di Udine

Via delle Scienze 206 - 33100 Udine, pietro.zandigiacomo@uniud.it, cell. 320/436617

 

Archeologia medioevale

Prof. ssa Simonetta Minguzzi - Udine Professore ordinario di archeologia medioevale

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, simonetta.minguzzi@uniud.it

cell. 339/473110

 

Storia delle lavorazioni artigianali tradizionali

Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni - Udine

Professore di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo

Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, maurizio.arcanograttoni@uniud.it

cell. 348/5501232

 

Storia dell’arte

Dott. Francesco Fratta - Udine Dottorando in Storia dell’arte

Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine dell’Università di Udine

Vicolo Caiselli 2 - 33100 Udine, francesco.fratta@uniud.it cell. 329/6463217

 

Storia delle fortificazioni

Dott. Alessandro Groppo Conte - Udine

Laureato in conservazione dei beni culturali. Autore di pubblicazioni sulla storia dell’architettura fortificato.

groppo.conte@libero.it, cell. 349/4655222

 

Storia medioevale

Dott. Antonio Rossetti - Cervignano del Friuli Studioso di storia locale

Via dei Castelli 36 - 33052 Strassoldo, rossettistrassoldo@libero.it, cell. 348/7272142

 

Arredamento antiquario

Co. Giorgio Strassoldo - Cervignano del Friuli Esperto antiquario

Via dei Castelli 18 - 33052 Strassoldo, info@strassoldo.it cell. 349/8087649

 

Valorizzazione dei castelli

Arch. Gianni Virgilio - Udine

Vicolo Sottomonte 32 - 33100 Udine, gianniguido_virgilio@tiscali.it cell. 335/8330729

 

Marketing

Co. ssa Gabriella Williams Strassoldo - Cervignano del Friuli Esperta in comunicazione e marketing

Via dei Castelli 21 - 33052 Strassoldo, info@castellodistrassoldo.it cell. 388/3958216

 

La natura delle competenze

 

Vengono qui indicate competenze sia strettamente tecnico-giuridiche dirette alla realizzazione di opere di restauro, di manutenzione e di valorizzazione (competenze architettoniche, ingegneristiche, tributarie), sia di supporto a tali operazioni, utili anche alla realizzazione di strumenti di valorizzazione, quali opuscoli, pieghevoli, siti web (storia dell’architettura, storia dell’arte, storia delle fortificazioni), sia rivolte alla difesa della condizioni ambientali e territoriali (urbanistica, progettazione del verde e così via), sia infine alla esecuzione di corretti interventi conservativi (archeologia).

 

Le competenze sono garantite o dalla provenienza universitaria, o dalle concrete e documentate esperienze realizzate per il recupero e la valorizzazione di castelli della regione.

 

 

Le prestazioni

 

Gli esperti sono a disposizione dei proprietari, o possessori o detentori a qualsiasi titolo di castelli e opere fortificate, in qualità di proprietari, usufruttuari, affittuari o usuari.

 

La collaborazione consisterà in un colloquio in ufficio o in un sopralluogo sul posto. Gli esperti daranno tutte le indicazioni su come procedere negli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione e nelle iniziative di ricerca delle relative risorse, oltreché nella individuazione delle specifiche competenze professionali, a titolo gratuito.

 

Eventuali prestazioni professionali specifiche, come la redazione di progetti architettonici o impiantistici o la presentazione di ricorsi in sede tributaria, dovranno essere concordate con l’esperto o gli esperti dallo stesso consigliati e formalizzate con apposito incarico.

 

IL COMITATO PER L’ASSISTENZA AI PROPRIETARI

 

Coordinatore: Gianni Orzan

Segretario: Zuan Pieri Biasatti

 

Coordinamento

 

Zuan Pieri Biasatti, Marilena Castenetto, Maurizio d’Arcano Grattoni, Giovanni Purisiol,  Marzio Strassoldo, Gabriella Williams Strassoldo

 

Organizzazione territoriale:

 

Provincia di Udine:               Maurizio d’Arcano Grattoni

maurizio.arcanograttoni@uniud.it, cell. 348/5501232

 

Provincia di Gorizia:              Gianni Orzan

gianni.orzan@gmail.com

cell. 335/6891703

 

Provincia di Pordenone:        Giovanni Purisiol

purisiol@gmail.com cell. 335/6693965

 

L’organismo ha la natura di Comitato, vale a dire di una struttura leggera che ha il concreto compito di attuare iniziative dirette alla diffusione di una corretta cultura del restauro e della valorizzazione dei castelli e delle opere  fortificate della regione.

 

Le iniziative di assistenza si rivolgono ai proprietari, possessori, detentori a qualsiasi titolo di castelli e di opere fortificate comprese nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

 

Il Comitato non intende entrare in competizione con altri organismi esistenti in Regione, ma soltanto integrare la loro azione con una puntuale azione di assistenza tecnica e tributaria ai proprietari che altri non svolgono.

 

Il Comitato è patrocinato dall’Associazione Europea Castelli Palazzi Ville e Giardini Storici. Sul sito dell’Associazione vengono ospitate le varie edizioni del presente notiziario con  l’elenco degli esperti che sono a disposizione dei proprietari.

 

Il sito ha il seguente indirizzo:

 

www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

Si consiglia di inoltrare la presente Newsletter ad altri possibili interessati o di stamparla e consegnarla su carta a chi non fosse dotato di computer o non sapesse utilizzare la posta elettronica.

 

Si chiede in ogni caso di comunicare gli indirizzi di posta elettronica di chi fosse interessato a ricevere il presente notiziario.

 

                               Castelli del Friuli

                               ___________________________________________________                

                               Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

                               Newsletter N. 5 - Dicembre 2014

                                                                                Contatti: castellidelfriuli@gmail.com

Sommario

· Editoriale

· L’Imu sui terreni agricoli collinari

· L’Iva e i servizi di biglietteria

· L’architettura fortificata minore

· Le manutenzioni

· La Tari ridotta per gli Immobili vincolati

· Gli eventi

· Gli esperti

· Il Comitato

· I tecnici di zona

 

Appare venuto il momento di fare il punto sulle funzioni e il ruolo ricoperto dagli organismi che si occupano di castelli in regione. Dapprima è nata la sezione regionale dell’Istituto Italiano dei Castelli, che continua ad occuparsi di studi sul patrimonio castellano riunendo appassionati, studiosi e professionisti.

Di fronte all’insoddisfazione per le attività meramente di studio dell’Istituto, nel 1968 venne costituito il Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia, formato solo da proprietari, che si sviluppò notevolmente ottenendo il riconoscimento giuridico della Regione, una linea di finanziamento specifica, l’approvazione di due leggi sui beni culturali e finalmente nel 2000 una legge sull’architettura fortificata, nonché la sede nella torre di Porta Aquileia di Udine. Di fronte al ritrarsi del Consorzio da due funzioni fondamentali, quali l’assistenza tecnica ai proprietari e la promozione di interventi finanziari da parte della Regione, è nata l’Associazione Europea per la valorizzazione dei castelli palazzi e giardini storici e recentemente il Comitato per l’assistenza ai proprietari dei castelli. Tali organismi non intendono svolgere una azione concorrenziale rispetto al Consorzio, ma solo integrarne l’azione occupandosi di materie abbandonate dallo stesso. Si tratta comunque di una opera assai utile per i proprietari dei castelli, come dimostrano i numerosi ringraziamenti e le richieste di invio che sono pervenute. La concretezza dei temi proposti appare assai apprezzata da coloro che devono occuparsi quotidianamente della manutenzione di elementi tanto importanti per il patrimonio culturale della nostra Regione. A questi non servono i convegni su architetti militari del Cinquecento o su altri argomenti che sono di competenza dell’Istituto Italiano dei Castelli o dei Dipartimenti universitari di storia e di architettura, ma servono l’assistenza su concreti problemi fiscali e tecnici e lo stimolo alla Regione per il ripristino delle linee di finanziamento da alcuni anni spariti dal bilancio regionale.

 

Fisco

L’Imu sui terreni agricoli collinari

Quasi tutti i proprietari di castelli possiedono anche dei terreni agricoli, per lo più allocati attorno ai manieri, retaggio delle antiche vaste proprietà terriere sulla quali tanti signori fondavano la loro potenza economica. Fino al 31 dicembre 2013 detti terreni, se situati in Comuni classificati montani in base ad un elenco ministeriale

divulgato con la C.M. n. 9 del 14.6.1993, erano esenti da ICI e poi da IMU. Diversi Comuni della nostra Regione rientravano in questa classificazione, anche se nella realtà non trattasi sempre di veri e propri Comuni montani , come ad esempio Artegna, Buia, Cassacco, Buttrio, Colloredo, Moruzzo, Osoppo, Gorizia, Cormons, Duino, Trieste, Aviano, ecc.

A partire dal 1.1.2014 è stata fatta una rivisitazione dei Comuni montani, sulla base della loro altitudine, agevo-lando i terreni posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionisti, iscritti nella previdenza agricola. Il Decreto, emanato solo il 18.11.2014 e reso disponibile il 1° dicembre sul sito www.finanze.it, distingue i terreni in tre categorie:

1)terreni totalmente esenti in quanto ubicati ad un'altitudine superiore ai 600 metri;

2) terreni ubicati ad un'altitudine compresa tra 281 e 600 metri, esenti solo se posseduti da coltivatori diretti iscritti nella previdenza agricola. L'esenzione si applica anche per quei terreni concessi loro in comodato o affitto;

3) terreni imponibili, tutti gli altri.

Poiché la norma ha carattere retroattivo, dal 1.1.2014, chi a giugno non ha pagato la prima rata, ed è la quasi totalità dei contribuenti, dovrà ora pagare l'intera imposta entro il 16.12.2014.

Il valore del terreno sul quale applicare l'imposta è quello derivante dal reddito dominicale rivalutato del 25% e moltiplicato con il coefficiente 135, salvo che per i coltivatori diretti che godono di un moltiplicatore inferiore e di altre agevolazioni.

Tutto ciò salvo modifiche o proroghe dell'ultimo momento, a cui ormai in Italia siamo abituati.

E’ evidente che si tratta di un altro duro colpo ai proprietari dei castelli, perché in questo modo si erodono le basi economiche della proprietà, che comunque continua da essere coinvolta dalle ingenti spese sostenute per la manutenzione di tali monumenti (Marilena Castenetto)

 

Fisco

Esenti dall’Iva anche i servizi di biglietteria legati alle visite

Nelle attività di apertura dei castelli alle visite, nell’ambito di cicli coordinati di visite o di iniziative singole, si pone talvolta il problema di chi provvederà alla vendita dei biglietti di ingresso. In taluni casi provvedono le agenzie turistiche che curano la raccolta delle adesioni e la definizione dei calendari e dei programmi, in altri casi

provvedono direttamente i proprietari, in altri ancora vengono incaricate le locali proloco o associazioni culturali che si prendono cura dell’incombenza.

Mentre è chiaro che gli introiti delle visite sono esenti da Iva ai sensi dell’art 10, comma 1, punto 22 del DPR 633/1972, qualche incertezza riguarda il corrispettivo che viene riconosciuto dal proprietario a chi si assume il servizio di biglietteria. Ad una attenta lettura del testo normativo e di alcune risoluzioni del Ministero delle

Finanze appare chiaro che anche questo servizio è esente da Iva, qualunque sia la figura giuridica del proprietario del castello o palazzo o giardino che apre al pubblico il suo immobile.

Ricordiamo che ai sensi dell’art. 10, punto 22 del DPR 633/72 sono esenti dall’Iva

“le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili e quelle inerenti alla visita di musei, gallerie, pinacoteche, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili”.

La risoluzione n. 4 del 18 gennaio 1999 del Ministero delle Finanze ha affrontato la questione precisando che tale esenzione si applica anche ai servizi di biglietteria affidato in gestione a soggetti privati, ivi comprese le attività di guida e di accompagnamento oltre che di noleggio di cuffie, con la sola esclusione della vendita di souvenir, cataloghi, guide a stampa, videocassette, ecc.

L’esenzione ha carattere di oggettività e non dipende dalla natura giuridica dei soggetti coinvolti. Per quanto riguarda il soggetto che apre l’immobile, può trattarsi dello Stato (nel caso in particolare di Musei statali), di altro ente pubblico o di un proprietario privato. Per quanto riguarda il titolare del servizio di biglietteria, può

trattarsi di una società, di una cooperativa o di una associazione o anche di un altro privato. In ogni caso la prestazione di biglietteria è esente da Iva. Essere esente da Iva non significa essere fuori campo Iva. Se chi effettua la prestazione esercita una attività di impresa ed è quindi titolare di una partita Iva, è comunque soggetto a tutti gli obblighi di fatturazione e di registrazione contabile delle operazioni. Nel caso di

vendita di biglietti, l’aliquota da applicarsi sarà pari a 0.

Sono esenti da Iva anche le altre operazioni inerenti alla visita, quali l’accompagnamento, la guida, il noleggio di cuffie. Non lo sono quelle non strettamente legate alla visita, come la vendita di souvenirs, libri, cataloghi e simili.

 

Restauro

L’architettura fortificata minore

Il panorama dell’architettura fortificata è assai vasto e variegato. All’interno di esso rientrano una gran numero di tipologie di manufatti fortificati tra i quali spiccano i castelli, immediatamente riconoscibili grazie alle loro generose dimensioni e ai poderosi elementi difensivi di cui sono composti. Un altro discorso è se ci troviamo di

fronte a delle strutture diverse dal classico castello ma che sempre fanno parte della grande e multi variegata famiglia delle architetture fortificate. Mi riferisco alla cosiddetta “architettura fortificata minore”. Di essa ahimè, poco si parla e poco si sa e di conseguenza è quella più esposta ai rischi di degrado, demolizioni, alterazioni e

manomissioni proprio per il fatto che molto spesso viene percepita come una semplicissima architettura rurale. Mancando un occhio attento che ne sappia distinguere i tratti caratteristici e peculiari, che donano ad essa la specificità di architettura fortificata, molte volte viene recuperata in modo non appropriato e vengono persi per sempre quei tratti caratteristici che ne fanno delle opere affascinanti ed uniche. Sotto questa categoria rientrano numerose tipologie che si possono dividere in tre gruppi principali: quelle afferenti alle dimore (caseforti, ville e

palazzi fortificati, case rurali e casali fortificati), quelle appartenenti ai nuclei abitati (borghi fortificati, cortine e cente) ed i tipi speciali (abbazie fortificate, grotte fortificate, molini e ponti fortificati ecc…). Anticamente tutto ciò che doveva essere protetto veniva fortificato ed ecco che la fantasia edificatoria ha prodotto una gamma

sterminata di varianti e di tipologie come quelle appena elencate. Quella delle caseforti è la tipologia che è maggiormente diffusa nella nostra regione e che vale la pena di osservare più da vicino. Per casaforte si intende una dimora, sia essa rurale o costruita all’interno di un borgo, costituita da una casa padronale e da uno o più

edifici molto spesso disposti attorno ad una corte centrale, a volte inframezzati da una o più torri di difesa dotate di feritoie. Può essere dotata anche di un piccolo fossato di difesa. Tutti questi elementi, a differenza del castello, hanno dimensioni molto più ridotte. Gli apparati difensivi erano pensati infatti per resistere ed opporre

resistenza per lo più a briganti e scaramucce tra famiglie rivali, non certo agli eserciti che l’avrebbero conquistata in un batter d’occhio. Le caseforti vennero erette continuativamente dal medioevo all’epoca moderna (a dimostrazione dell’ insicurezza diffusa all’interno del Friuli storico), molto spesso su siti preesistenti, molto più

antichi, anche di epoca romana. A costruirle erano soprattutto le grandi famiglie nobiliari friulane che ne facevano oltre a dimora saltuaria, anche centro delle loro proprietà rurali. La casaforte diventa una vero e proprio centro di produzione agricola come la casaforte della Sdricca a Manzano, per citare un esempio, dove all’interno del cortile trovano spazio tutti quegli edifici che erano adeguati al funzionamento di un’azienda agricola (Alessandro Groppo Conte)

 

Restauro

Gli interventi di manutenzione

Va ricordato che tutti gli interventi su beni architettonici vincolati possono essere eseguiti solo a seguito di autorizzazione rilasciata dalla competente Soprintendenza.

Anche interventi assai semplici di mera manutenzione ordinaria, quali una tinteggiatura o un ripasso di un tetto devono essere approvati dall’organo di tutela.

Si pensi che una tinteggiatura di pareti potrebbe tradursi in una copertura di affreschi o di decorazioni storiche, e che un ripasso del tetto potrebbe condurre ad una sostituzione di tavelline in laterizio fatte a mano con tavelloni fabbricati a macchina, che le travature in legno potrebbero essere sostituite con travetti in cemento pre-compresso, che le grondaie e i pluviali in rame potrebbero essere sostituiti con analoghi elementi in plastica, che i profili del tetto potrebbero essere muniti di mantovane in latta. Gran parte dei proprietari non si sognerebbe di realizzare interventi tanto incongrui, ma i fattori o gli impresari potrebbero approfittare delle distrazioni o delle assenze dei proprietari.

La domanda di autorizzazione deve essere presentata alla competente Soprintendenza, accompagnata da un progetto costituito da:

a) Tavole grafiche attestanti la situazione di fatto e quella di progetto

b) Relazione tecnica illustrante i criteri adottati e i materiali da impiegarsi

c) Documentazione fotografica.

Il progetto deve essere firmato da un architetto iscritto all’albo. Se esso comprende anche o solo un intervento riguardante impianti tecnologici, il progetto deve essere firmato da un ingegnere iscritto all’albo.

E’ opportuno che il progetto sia redatto e firmato da un architetto che abbia dimostrata competenza in tema di interventi su immobili di interesse storico-artistico.

E che quindi ci si rivolga ad un professionista inserito nell’elenco degli esperti che poniamo a disposizione dei proprietari o ad un professionista che dimostri con il suo curriculum di avere esperienza nel settore.

E’ altresì consigliabile che prima di consegnare il progetto si chieda un incontro con il tecnico di zona della Soprintendenza per un esame preliminare e informale del progetto, di cui pubblichiamo un elenco in allegato. Molte delle lungaggini che si incontrano in Soprintendenza dipendono dal fatto che il progetto spesso non è

adeguato a causa dell’inesperienza del tecnico incaricato dal proprietario (Riccardo Strassoldo)

 

Enti pubblici

La tassa sui rifiuti può essere ridotta per gli immobili vincolati

I Comuni possono dare un importante contributo alla riduzione della pressione fiscale sugli immobili soggetti a vincolo monumentale, su quali già gravano tanti oneri per la loro manutenzione ordinaria e straordinaria.

I comuni nei loro regolamenti di applicazione della tassa sui rifiuti (Tari) possono prevedere misure di riduzione o di esenzione di particolari categorie di immobili, tra i quali gli immobili su cui gravi il vincolo monumentale previsto dal D. Lgs 42/2004.

Questo è stato fatto in Sicilia, e in particolare dal Comune di Palermo, che ha approvato un apposito Regolamento dove si prevede la esenzione degli immobili di interesse storico e artistico.

E infatti il Regolamento per l’applicazione della Tassa dei rifiuti, della cosiddetta Tari all’art. 11, comma 5, riguardante “Agevolazioni ed esenzioni” prevede: “Sono esentate dal tributo, nella quota fissa e nella quota variabile i seguenti casi:

e) le superfici delle unità immobiliari, o parti di esse, non utilizzate a fini commerciali e/o di lucro, riconosciuti fabbricati storici ai sensi dell’art. 10 del L.gs n. 42/200, eccedenti il valore metrico di mq. 500”.

Appare evidente la portata innovativa di tale norma. Da un lato si riconosce che oltre un certo limite la produzione di rifiuti non è certamente proporzionale alla superficie abitativa, perché sono le persone a produrre rifiuti, e non certo gli spazi. La legislazione fino ad ora ha assunto per ragioni di praticità e di stabilità a parametro della produzione di rifiuti la superficie delle abitazioni, e questa norma interviene a ridurre tale stortura. Dall’altro lato si alleggeriscono le condizioni economiche dei proprietari di immobili storici, che richiedono elevate spese per la loro manutenzione.

Bisogna che i proprietari si organizzino e si attivino per convincere i comuni ad inserire nei loro regolamenti norme analoghe. Invitiamo i proprietari a prendere contatto con i loro Sindaci, magari coinvolgendo tutti i proprietari di edifici storici del loro comune, e incontrarsi con le amministrazioni comunali per ottenere concreti provvedimenti di difesa del patrimonio architettonico compreso nel territorio comunale. Si tratta di interventi significativi che possono far apprezzare il ruolo dei comuni nella conservazione degli immobili di interesse storico e artistico, vero

patrimonio della nostra regione e del nostro paese.

 

Eventi

Approvato il bilancio regionale 2015 senza interventi per i beni architettonici

Ancora una volta la Regione ha approvato il proprio bilancio per il 2015 senza prevedere alcuno stanziamento per i beni architettonici. La LR 60 (contributi in conto capitale per restauri), LR 77 (rate annue costanti) e LR 10 (contributi in conto capitale e in rate annue costanti per l’architettura fortificata) continuano a non essere

finanziate, salvo qualche intervento su beni architettonici di proprietà della Regione (come Villa Manin).

Non sappiamo se tale sordità della Regione dipenda dall’assenza di sollecitazioni e di interventi da parte degli Enti che nel passato hanno ottenuto l’approvazione e il finanziamento di tali leggi, di cui in effetti non abbiamo notizia, oppure è la conseguenza della perdita di peso politico di tali organismi. Il bilancio regionale è zeppo di interventi di scarsa utilità, per settori per in quali gli interessati evidentemente si sono mossi, e quindi non si può individuare la causa di tali tagli nella insufficienza di risorse.

Si tratta di una situazione assai grave, che pone in difficoltà numerosi elementi dell’architettura fortificata. Di fronte alla inerzia o inefficacia degli organismi appositamente costituiti a tali fini, bisogna che i proprietari si muovano autonomamente per ottenere interventi risolutivi da parte della Regione.

 

Convegno sulle cortine medievali

Nella casa della Contadinanza presso il castello di Udine si è svolta mercoledi 17 dicembre una conferenza dal titolo “Difendere il contado: proprietà collettive in montagna. Dalle ‘cortine’ medievali in Carnia alle Regole di Cortina d’Ampezzo”.

L’incontro è stato condotto dall’archeologa Tiziana Cividini e dall’architetto Fabio Piuzzi entrambi impegnati da qualche anno in un progetto di studio che riguarda le cortine medievali del medio e basso Friuli. L’esigenza di capire la loro genesi li ha portati ad indagare anche le consorelle che si trovano in Carnia, ancora poco indagate e studiate. L’incontro ha visto anche l’intervento di Stefano Lorenzi, segretario dell’antichissima istituzione delle Regole di Cortina d’Ampezzo.

L’interessate dibattito che ne è scaturito ha dato modo di trovare degli interessanti spunti d’indagine riguardo alla spontanea erezione delle ‘cortine’ medievali, elemento caratteristico di tutte le antiche vicinìe rurali, che vedevano nell’erezione di un luogo comune di difesa (che comprendesse la chiesa e i magazzini alimentari) il simbolo stesso della loro comunità sociale.

 

L’Assemblea della Associazione europea castelli palazzi e giardini storici

Si è riunita nel Castello di Strassoldo di Sopra l’Assemblea dei soci che ha provveduto alla nomina di un nuovo Presidente nella persona di Lella Williams Strassoldo.

--------------------------------------------------------------------------------                                       

                                       Castelli del Friuli 

                                       _____________________________________________

                                       Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

                                       Newsletter N. 4 - Novembre 2014

                                                                                              Contatti: castellidelfriuli@gmail

Sommario

- Editoriale

- Gli immobili locati

- Le meridiane

- Gli ippocastani

- Gli immobili dei Comuni

- Gli eventi

- Gli esperti

- Il Comitato

- I tecnici di zona

 

Gli interventi di restauro sui castelli e le opere fortificate rappresentano operazioni assai delicate. Si tratta di manufatti che comprendono sempre parti importanti di edilizia medio-evale, in pietra, laterizio e legno, composte secondo tecniche antiche.

Quasi sempre si aggiungono e sovrappongono parti realizzate in epoca rinascimentale e barocca.e seicentesca. Se si trovano allo stato di rudere, sono stati sottoposti al degrado del tempo e allo spoglio delle parti in pietra lavorata che sono state riutilizzate nella costru-zione di palazzi di epoca cinquecentesca sorti sul piano. Rappresentano quasi sempre una incredibile e armonica stratificazione di stili, di linguaggi architettonici e di materiali edilizi. Su di essi si può intervenire solo se il progettista è dotato di notevole cultura, esperienza specifica e preparazione. E se le maestranze impiegate possiedono uguali capacità o disponibilità a seguire le indicazioni del direttore dei lavori. Per questo non è possibile affidarsi all’opera progettuale ed esecutiva di qualsiasi architetto, ma ci si deve rivolgere ad architetti dotati di comprovata esperienza, eventualmente assistiti da Conservatori dei beni architettonici, figure professionali appositamente formate nelle facoltà di architettura. E ci si deve informare a specifici criteri definiti appositamente per le opere fortificate. I criteri da seguirsi per il restauro sono stati indicati in numerosi e significativi documenti elaborati a livello nazionale e internazionale, che sono stati raccolti nel volume curato da Riccardo Strassoldo “Le Carte del Restauro”, Consorzio Castelli, Udine 2006, mentre i criteri specifici da seguirsi per gli interventi sui beni fortificati sono contenuti nel volume curato da Marzio Strassoldo “Criteri per il restauro dell’architettura fortificata”, Udine 1998. Si tratta di documenti di notevole importanza che dovrebbero essere rigorosamente seguiti negli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e restauro. I proprietari dovrebbero essere ben consapevoli dei principi in essi contenuti e pretenderne il rigoroso rispetto da parte dei tecnici che dovessero incaricare per interventi da eseguirsi sugli immobili storici di loro proprietà.

 

Fisco

La locazione degli immobili vincolati

Con l'entrata in vigore del D.L. 16/2012 il sistema impositivo diretto, a partire dal 1 gennaio 2012, è profondamente mutato, diventando molto penalizzante per i proprietari, per i quali gli obblighi e i vincoli sono rimasti immutati, a fronte di un aumento esponen-ziale, soprattutto nel caso di immobile locato, del carico fiscale.

Il previgente sistema impositivo diretto si basava sulla cosiddetta "rendita figurativa", cioè il reddito degli immobili storico-artistici veniva determinato mediante l'applicazione della minore tra le tariffe d'estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato il fabbricato, indipendentemente dall'utilizzo dell'immobile e dal fatto che fosse o meno locato.

Dal 2012 il reddito derivante dalla locazione a qualsiasi uso (abitativo o commerciale)

è pari al maggiore tra il canone ridotto forfetariamente del 35% e la rendita catastale rivalutata del 5% ridotta del 50%. Va da sé che nella pratica il valore maggiore sarà sempre quello del canone di locazione.

Tale trattamento vale sia per le persone fisiche e le società semplici quanto per le società commerciali.

Unica agevolazione rimasta è la maggior riduzione di un ulteriore 30% in caso di locazione con contratto agevolato/a canone concordato, che però è un'agevolazione spettante a tutti i contratti agevolati, a prescindere dal tipo di immobile, vincolato o meno.

Facciamo l'esempio di un immobile vincolato sito in Comune di Udine, locato con canone annuale di € 3.000.

Rendita catastale ante 2012 € 220

Rendita catastale post 2012 € 870

Fino al 31 dicembre 2011 l'imponibile IRPEF era di € 231 (R.C.220 rivalutata del 5%)

Dal 1 gennaio 2012 l'imponibile IRPEF è di € 1.950 (affitto € 3.000 ridotto del 35%).

Rimangono valide le ulteriori agevolazioni previste in caso di locazioni a canone concordato o di opzione per la cedolare secca, se ne ricorrono i presupposti. Ma trattasi di agevolazioni applicabili a tutti i fabbricati, indipendentemente dal tipo di immobile(vincolato o meno).

Proseguendo nell'esempio, in caso di locazione a canone concordato dal gennaio

2012 l'imponibile IRPEF diventa di € 585 (1.950 ridotto ulteriormente del 30%).

In caso di opzione della cedolare secca (applicabile solo alle locazioni ad uso abitativo da parte di persone fisiche non esercenti attività d'impresa o lavoro autonomo), l'imponibile di € 1950 ( 3000 - 35%) va assoggettato al:

10% dal 2014 (15% per il 2013 e 19% ante 2013) per le locazioni a canone concordato situate nei Comuni ad alta densità abitativa (in Regione: Gorizia, Monfalcone, Udine, Basiliano, Cervignano, Tavagnacco, Pordenone, Duino, Muggia, Trieste)

21% per le altre locazioni

(Marilena Castenetto)

 

Restauro

Le meridiane

Sulla parete esterna di diversi castelli vi è il disegno o talvolta la traccia di antiche meridiane. La decorazione degli orologi solari, comunemente chiamati meridiane, ha rappre-sentato storicamente un modo di raffigurare ed esprimere la cultura e lo spirito artistico di un popolo.

Linee, angoli, iperbole, lemniscate e quant’altro che lo gnomonista (colui che costruisce le meridiane) ha tracciato sulla parete, attendono di essere impreziosite.

Pur lasciando al pittore totale libertà di esprimere la propria creatività, vanno individuati gli elementi fondamentali che caratterizzano la decorazione di una meridiana.

Il dipinto non è un quadro semplicemente tracciato sul muro, ma un semplice muro sublimato in dipinto, inserito nell’ambiente circostante (architettonico, naturale, culturale, ...) Va rispettato il rapporto delle proporzioni con lo spazio architettonico che lo accoglie. Qualsiasi eventuale riquadratura dipinta, deve tendere a collegare l’opera allo spazio che la accoglie, diviene così elemento di collegamento, ma anche chiave di accesso al quadrante solare e a tutte le informazioni in esso racchiuse, è un racconto dipinto.

Attraverso opportuni calcoli, lo gnomonista traccia su questo spazio una linea centrale verticale, corrispondente al passaggio del sole al meridiano (linea oraria del mezzogiorno) e traccia le linee che si riferiscono alle altre ore del giorno in base alla declinazione della parete scelta. Le linee orarie si possono disporre in modi diversi a seconda del sistema di misurazione del tempo adottato:

A ore antiche, babiloniche, italiche, moderne o altro, a seconda del periodo storico di riferimento.

Lo stilo polare o gnomone è l’indicatore la cui ombra proiettata sul quadrante solare ci permette una corretta lettura dell’ora. Spesso troviamo altre indicazioni:

Linea solstiziale invernale: Indica la minima altezza raggiunta dal sole, è posta in

alto e ha forma iperbolica;

Linea equinoziale: Divide l’anno in due parti, identifica primavera ed autunno, ed

è posta trasversalmente;

Linea solstiziale estiva: Indica la massima altezza raggiunta dal sole, è posta in

basso e ha anch’essa forma iperbolica;

Segni zodiacali: Danno le indicazioni sulle stagioni e sul calendario;

Tabella dell’equazione del tempo: Rappresenta la differenza tra il Tempo Solare Vero, indicato dalla meridiana, e il Tempo Solare Medio;

Curva lemniscata (a forma di otto): E’ la rappresentazione grafica dell’equazione

del tempo.

Correzione di longitudine: Rappresenta la differenza tra il Tempo Solare Vero e quello del fuso, Tempo Medio Europa Centrale (TMEC). Ha valore costante per ogni località e a volte si trova già indicato nella tabella dell’equazione del tempo.

 

Talvolta il soggetto viene suggerito dal committente stesso. In altri casi il soggetto è determinato da elementi storico-culturali che caratterizzano il luogo. es. Orologio solare con il Duomo, Villa Correr Dolfin, l’antica Torre, il Castello. Porcia (Pn) (fig.3)

I soggetti della decorazione possono essere arricchiti da una ‘massima’, o semplicemente attingendo da citazioni di poeti, es. Orologio solare con i versi del poeta andreano Federico Tavan Andreis (Pn).

Un buon equilibrio tra tutti gli elementi rappresentati nella decorazione è condizione essenziale per raggiungere i più elevati livelli sia estetici sia semantici. Spazi troppo pieni possono generare confusione rendendo il tutto di difficile lettura; d’altro canto ornamenti deboli o scarni possono svilire l’opera. (Ennia Visentin Gnomonista, pittrice decoratrice Libera professionista). Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere a: www.enniart.it www.sundialatlas.eu/atlas.php?sp=165

(Ennia Visentin)

 

Parchi e giardini

Le malattie degli ippocastani

Molti parchi e giardini circostanti i castelli sono caratterizzati dalla presenza di ippocastani (Aesculus hippocastanum). Si tratta di alti alberi ombrosi, dalle grandi foglie verdi, con fiori bianchi o rosa, a seconda delle specie, che sbocciano nei mesi di aprile-maggio. I frutti sono costituiti da grosse capsule verdastre, munite di corti aculei, e contenenti un grosso seme marrone simile alla castagna, che non è commestibile, e che matura in autunno (cjastine mate, in friulano).

Proviene dalla penisola balcanica e dal Caucaso. E’ stato introdotto a Vienna nel 1591

da Charles de l’Eclusee e a Parigi nel 1615 dal Bachelier. Si è diffuso in Italia nel Seicento, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. Nei parchi dei castelli e delle ville è stato introdotto a partire dalla seconda metà del Seicento.

Da alcuni anni è stato colpito da due agenti patogeni che colpiscono anzitempo il fogliame, e cioè la Cameraria ohridella e la Guignaridia aesculi.

La Cameraria è un lepidottero, una farfalla proveniente dalla Macedonia dove è stata segnalata per la prima volta nel 1985 e si è diffusa in tutta l’Italia centro settentrionale a partire dagli anni Novanta. Colpisce esclusivamente gli ippocastani con particolare riguardo a quelli a fiori bianchi (Aesculus hippocastanum), mentre la varietà a fiori rossi (Aesculus carnea) viene colpita in misura minore. Le femmine depongono le uova sulla parte superiore della foglia e di qui partono le larve che scavano gallerie lunghe circa 4 cm. Le conseguenze sono il disseccamento e la caduta precoce delle foglie, che può presentarsi già a luglio o agosto. Naturalmente una ripetuta infestazione oltre a danni estetici, provoca una riduzione dello sviluppo vegetativo dell’albero e ne compromette la vitalità.

La Cameraria si combatte per tre vie:

la distruzione delle foglie cadute a terra, perché le crisalidi si nascondono nelle stesse e superano l’inverno;

l’irrorazione della chioma con speciali sostanze, operazione complessa data la grande altezza e il volume della chioma stessa;

l’iniezione nel tronco di opportune sostanze, che ha il vantaggio di non richiedere il ricorso a scale o cestelli e di realizzare interventi duraturi, ripetibili ogni due anni, ma lo svantaggio di ferire il tronco e di correre il rischio di creare situazioni di infezione (trattamenti endoterapici).

La Guignardia aesculi è un fungo che colpisce le foglie a maggio, provocando situazioni di necrosi che si manifestano con macchie irregolari, dapprima di colore verde intenso e poi rosso-brunastro. L’identificazione della malattia non è sempre facile, perché talvolta non si distingue da analoghi fenomeni dovuti a situazioni fisiologico-ambientali, per lo più deri-vanti da processi di inquinamento atmosferico. E’ facile al contrario la distinzione dagli attacchi della Cameraria, individuabile dalle gallerie scavate dalle larve. Si tratta di infezioni che sono favorite da un clima umido e piovoso. Si combatte in modo efficace attraverso opportuni trattamenti endoterapici.

 

Enti pubblici

I beni culturali pubblici

Il sistema di tutela dei beni culturali in Italia ha raggiunto livelli apprezzabili di definizione con una produzione legislativa che si è sviluppata in tutto il secolo passato fino a trovare una sistemazione importante con il Codice del beni culturali adottato con il Decreto legi-slativo n. 42/2004.

Un elemento fondamentale è costituito dal sistema di individuazione dei beni culturali.

Per i beni di proprietà privata la tutela scatta con l’emanazione della “Dichiarazione dell’interesse culturale” (art. 10), con la quale il Ministero per i beni culturali accerta l’interesse particolarmente importante dal punto di vista artistico, storico, archeologico, etnoantropologico di cose mobili o immobili di proprietà privata. La dichiarazione viene emessa dopo l’apertura di un procedimento formale che viene comunicata anche al pro-prietario, che può presentare osservazioni, oltre che al Comune (art. 13). La dichiarazione diventa esecutiva con la “notifica” al proprietario ed è impugnabile.

Per i beni culturali di proprietà pubblica la qualificazione di bene culturale è presunta, se vi è qualche interesse artistico, storico, archeologico, o etnoantropologico (art. 10, comma 1). Le cose immobili e mobili che siano opera di autori non più viventi e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono soggette al regime di tutela dei beni culturali. Questo finché non sia stata attuata la verifica prevista dall’art 12, comma 2, attuata dal Ministero, d’ufficio o su richiesta dell’ente proprietario, diretta ad accertare la esistenza dell’interesse culturale. L’esito positivo della verifica si traduce nella “Dichiarazione dell’interesse cultura-le” che viene notificata o eventualmente trascritta nei registri immobiliari, come deve essere anche per i beni culturali di proprietà privata. I beni oggetto della verifica devono essere schedati secondo criteri definiti dal Ministero. Tale opera di catalogazione deve essere svolta dal Ministero, dalle Regioni e dagli altri enti pubblici territoriali (comuni e province) che curano la catalogazione dei beni culturali loro appartenenti e, previe intese con gli enti proprietari, degli altri beni culturali.

Quest’ultima norma è ben lontana dall’essere applicata. Essa richiede un grande lavoro di rilevazione e di raccolta di documentazione che solo pochi enti pubblici territoriali hanno posto in essere. La norma comunque rimane in vigore, per cui le amministrazioni regionali, provinciali e comunali, oltre che gli altri enti appartenenti alla sfera dello Stato, devono essere ben consapevoli del fatto che l’intero patrimonio immobiliare di loro proprietà che abbia più di cinquanta anni deve essere ritenuto di interesse culturale e soggetto alle procedure di controllo (autorizzazioni ad effettuare interventi, diritto di prelazione dello Stato in caso di alienazione), fintanto che l’amministrazione proprietaria non promuova l’avvio di una procedura di verifica della sussistenza dell’interesse culturale.

 

Eventi

In via di completamento la ricostruzione del Castello di Gemona

Sta per concludersi la vicenda della ricostruzione del Castello di Gemona, di proprietà comunale, crollato a seguito del terremoto del 1976. Dopo i grandi ritardi accumulati a causa degli interventi del Genio Civile e delle vicende della progettazione, ora i lavori sono praticamente completati. Essi sono consistiti nella ricostruzione della alta torre centrale detta “Torre dell’orologio” e del palazzo adiacente adibito negli ultimi secoli a “Carceri” e del giro delle mura che li contengono. L’Università di Udine e il Consorzio Castelli sono stati più volte chiamati a dare il proprio contributo per la definizione di un progetto che fosse coerente con un restauro corretto e attento. In sede di inaugurazione del significativo complesso sarà possibile giudicare se i criteri di corretto restauro, che pure sono dichiarati nel progetto, siano stati adeguatamente rispettati. Dopo il completamento del restauro del castello di Artegna, per il quale il Consorzio si è fortemente speso, questa operazione rappresenta un’altra tappa fondamentale del processo di recupero del patrimonio culturale del Friuli colpito dagli eventi sismici del 1976.

 

Avviata la ricostruzione del castello di Colloredo

Iniziata finalmente la ricostruzione del castello di Colloredo, dopo anni di vicende inenarrabili dovute alla monumentale inefficienza della amministrazione regionale e ad alcuni errori commessi a livello politico, che hanno portato alla distanza di 38 anni all’inizio dei lavori. Il castello come è noto è stato finora ricostruito nell’ala occidentale di proprietà della Comunità Collinare e nella Torre portaia di proprietà comune dei soggetti privati. Attendono un intervento risolutivo l’ala Nievo che si pone a lato della Torre, la Casa rossa e gli altri edifici costituenti l’ala orientale e l’intero mastio, nucleo originario del Castello. I lavori dovrebbero concludersi nel 2018.

 

Più ricco il sito dell’Associazione Europea Castelli Palazzi e Giardini storici

Il sito dell’Associazione che si occupa della promozione dei castelli friulani in un contesto europeo si è ulteriormente arricchito. Oltre che ai contenuti normali per un sito di questo genere, quali lo Statuto dell’Associazione e altre notizie connesse, il sito riprende la presente Newsletter, l’elenco degli esperti posto a disposizione dei proprietari dei castelli e alcuni importanti documenti riguardanti la politica europea dei beni culturali. In particolare è stato dotato di indicazioni bibliografiche riguardanti gli interventi di restauro di castelli e dimore storiche, degli indirizzi dei siti dei principali enti che a livello italiano ed europeo si occupano di castelli e di alcuni importanti documenti sulla politica dei beni culturali.

 

L’indirizzo del sito è www.castellipalazzigiardinistorici.it

 

--------------------------------------------------------------------------------

                                 Castelli del Friuli

                                  ________________________________________                

                                  Assistenza ai proprietari dei castelli della Regione

                                  Newsletter N. 3 - Ottobre 2014

Sommario:

- Editoriale

- I vincoli nel catasto

- L'imposta di registro

- Il restauro dei soffitti lignei

- La adesione dei Comuni

- Gli esperti

- Il Comitato

- I tecnici di zona

                  
La compagine dei proprietari di castelli è assai diversificata. Vi è chi abita un castello che si trova in buone condizioni di conservazione ed è interessato a valorizzare al massimo questa destinazione. Vi è chi ha la proprietà di un castello in buone condizioni di conservazione, ma che sente l’esigenza di valorizzarlo  in modo da ricavarne i redditi necessari a garantire la sua manutenzione. Vi è il proprietario di un castello in cattive condizioni di conservazione, che deve trovare le risorse necessarie alla realizzazione di importanti opere di restauro. Vi è infine il proprietario di un castello allo stato di rudere, che non può essere utilizzato se non per visite, qualora sia isolato in qualche modo dal bosco che lo circonda. A queste quattro categorie deve essere aggiunta quella  dei castelli di proprietà pubblica, dei comuni,  delle province, della regione e dello  stato,   il cui problema è spesso quello di sottrarli a destinazioni incongrue (sede degli uffici municipali, carceri,   e così via). Per tutti vi è l’esigenza dell’assistenza tributaria, per impedire che la tassazione riduca le risorse da destinarsi alla manutenzione, e di quella tecnica, per le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici e dei giardini, nonché di protezione urbanistica del contesto ambientale in cui il castello si colloca. Per i castelli che richiedono iniziative di valorizzazione, si rendono necessari specifici interventi di assistenza e di inserimento in cicli organici di valorizzazione soprattutto turistica. I castelli in condizioni di degrado devono trovare forme di mobilitazione di risorse finanziarie adeguate. I ruderi vanno curati, mantenuti e valorizzati in modo opportuno. I castelli pubblici devono trovare forme più adeguate di utilizzazione. Tutti comunque hanno bisogno di specifiche misure di assistenza tecnico-giuridica, di protezione e di valorizzazione. Le specifiche esigenze di ciascuna di queste categorie non devono essere perse di vista da  parte di chi si impegna per la tutela del nostro patrimonio fortificato.

 

CATASTO

L'indicazione in catasto del bene di interesse culturale

Appare di sicura importanza la tematica concernente le modalità con cui rendere conoscibile, negli atti catastali, l’eventuale esistenza del relativo vincolo (decreto legislative n. 42 del 2004 - Codice dei beni culturali e del paesaggio), anche nell'ottica di rappresentare compiutamente le peculiari caratteristiche del bene e in considerazione delle implicazioni che la questione riveste in ambito fiscale.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate - Territorio, su richiesta degli interessati, ritiene applicabile la disciplina degli annotamenti catastali, di cui agli articoli 41 e seguenti del Regolamento per la conservazione del Catasto Terreni, approvato con regio decreto 8 dicembre  1938, n. 2153.

Nella domanda per l'annotazione in catasto dell'interesse culturale dell'immobile, da presentare in coerenza con le previsioni dell'art. 44 del citato Regolamento (Le domande per gli annotamenti catastali, e per le variazioni e le cancellazioni relative, vanno stese su competente carta da bollo e presentate, in uno con i documenti da cui il cambiamento risulta ...), devono essere indicati anche gli estremi della trascrizione nei registri immobiliari del relativo provvedimento di dichiarazione o

di verifica.

Per tali immobili, verrà pertanto chiesto di iscrivere negli atti catastali la seguente annotazione:

"Immobile riconosciuto di interesse culturale,  ai sensi del DLgs n. 42 del 2004 - Nota di trascrizione del xx/ xx/ xxxx, Reg. gen. n xxxxxx.

Qualora nel provvedimento con cui viene riconosciuto l’interesse culturale del bene, l’unità immobiliare non sia univocamente individuata con i relativi dati di identificazione catastale l’Agenzia delle Entrate - Territorio ritiene che gli interessati possano fare riferimento al procedimento previsto dal comma 3 del citato articolo 128 del Codice, in base al quale "In presenza di elementi di fatto sopravvenuti ovvero precedentemente non conosciuti o non valutati, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali può rinnovare, d’ufficio o a richiesta del proprietario, possessore o detentore interessati, il procedimento di dichiarazione dei beni che sono stati oggetto delle notifiche di cui al comma 2, al fine di verificare la perdurante sussistenza dei presupposti per l'assoggettamento dei beni medesimi alle disposizioni di tutela" .

Analogamente, si precede ogni qualvolta l’identificativo catastale dell'immobile venga variato in seguito alla presentazione di dichiarazione di variazione per fusione o divisione, ovvero ampliamento

(Pregeo e Docfa) (Zuan Pieri Biasatti)

 

FISCO

Aumentate le  imposte sui trasferimenti degli immobili vincolati

Fino al 31.12.2013, vista la minore capacità contributiva derivante dalla sottoposizione a obblighi e vincoli in capo ai proprietari di immobili di interesse storico-artistico, il legislatore aveva previsto un'attenuazione fiscale anche per gli atti di trasferimento dei beni suddetti. Infatti fino a tale data l'imposta di registro veniva applicata nella misura ridotta del 3% (in luogo del 7%) e le imposte ipocatastali in misura complessiva del 3% in caso di immobile abitativo o 4% in caso di fabbricato commerciale.

La ratio sottostante a tale trattamento agevolato era, appunto, quella di venire incontro alle maggiori spese di manutenzione e conservazione che i proprietari sono tenuti ad affrontare  per preservare le caratteristiche degli immobili sottoposti a vincolo.

Nonostante non vi siano stati mutamenti negli obblighi a carico dei proprietari o alleggerimenti in tal senso, a partire dal 1.1.2014 le imposte d'atto sui trasferimenti di immobili di interesse storico-artistico sono notevolmente aumentate.

Attualmente l'imposta di registro è pari al 9% con un minimo dovuto di € 1.000.- e a parziale compensazione di questo enorme aumento, le imposte ipocatastali sono dovute in misura fissa pari a € 50 cadauna (totale € 100,00). La differenza rimane comunque notevole.

Per fare un esempio ipotizziamo la cessione di un immobile vincolato del valore di 1.000.000.-

Fino al 31.12.2013 si sarebbero pagate 3% per imposta di registro e 3% per ipocatastali, oltre a  € 320 per imposta di bollo e tassa ipotecaria, in totale quindi €  60.320.

Dal 1.1.2014 si pagano 9% per imposta di registro, € 100 per ipocatastali, € 0 per bollo e tassa ipotecaria, quindi in totale €  90.100., corrispondente ad un aumento del 49,37%.-

Va infine considerato Da tener presente che il valore dell'immobile su cui applicare l' imposta di registro può

essere inferiore al prezzo pattuito (e cioè pari al valore catastale rivalutato) qualora la compravendita avvenga tra persone fisiche e abbia ad oggetto immobili e pertinenze ad uso abitativo

(Marilena Castenetto)

 

RESTAURO

Il  restauro di soffitti lignei dipinti

Soffitti lignei dipinti: un progetto di ricerca per la salvaguardia. Nei soffitti lignei, in particolare nel XV e XVI secolo, nello spazio fra trave e trave trovavano posto le ‘pettenelle’ (altrimenti dette ‘metope’, ‘sbacchere’ &c.), tavolette quasi sempre dipinte, che assolvono a una funzione sia pratica (chiusura del vano intertrave e quindi utili a evitare l’accumulo della polvere) sia decorativa. Come coprifuga nell’assito soprastante venivano impiegati listelli anch’essi solitamente dipinti, le ‘cantinelle’. Ogni tavoletta veniva posta in opera inserendola in scanalature realizzate nelle travi e a questo scopo da un parte i lati corti venivano assottigliati - nella parte interna, non visibile - per poter scorrere più facilmente; inoltre, per essere le pettenelle disposte leggermente aggettanti verso l’interno della stanza per facilitarne la visione dal basso, il lato superiore veniva tagliato obliquamente così da essere perfettamente parallelo - e quindi aderente - al tavolato soprastante. La tecnica esecutiva risulta essere veloce e compendiaria, caratterizzata dall’impiego di una linea scura di contorno per definire i soggetti e con poca definizione dei particolari, giacché, vista la destinazione, non era necessaria. Per quanto riguarda i temi delle figurazioni presenti in Friuli, si possono avere: decorazioni astratte o floreali; scene isolate di vario carattere (cortese, guerresco, di vita quotidiana); historiæ narrative più articolate (tratte da cicli mitologici, epici o cavallereschi); ritratti; stemmi. Le pettenelle spesso risultano occultate da diversi strati di colore oppure completamente annerite da secoli di fuliggine e per questo motivo non raramente interi soffitti sono stati distrutti, non sospettando neppure l’esistenza di ornati così preziosi. Tuttavia, i moderni sistemi di indagine (riprese a luce radente, all’infrarosso, RTI &c.) e di pulitura hanno permesso di restituire veri e propri capolavori, per quanto riguarda l’area cividalese esposti nella mostra Tabulæ pictæ allestita lo scorso anno presso il Museo di Palazzo de Nordis. Attualmente, presso il Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine, è in corso un dottorato di ricerca incentrato su questo tipo di soffitti a cura del dott. Francesco Fratta (tutor prof. Maurizio d’Arcano Grattoni). Per questo motivo si chiede di segnalarne l’eventuale presenza nelle proprie dimore (anche se smontati e frammentarî) allo stesso dott. Fratta (e.mail: francesco.fratta@uniud.it oppure cell.: 329-6364217) che è a disposizione gratuitamente per eventuali consigli su datazione, restauro e conservazione (Francesco Fratta).

 

ENTI PUBBLICI

L’adesione  dei Comuni  all’associazione dei proprietari

Appare importante rendere più agevole l’adesione dei comuni al Consorzio castelli, dato il ruolo fondamentale che tali enti sono in grado di svolgere per la conservazione dei castelli di loro proprietà o di quelli che rientrano nel loro territorio.

Presentiamo di seguito uno schema di delibera che potrà essere adottata dai comuni che desiderino dare prove concrete di attenzione alla causa della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale costituito dalle opere fortificate

 

SCHEMA DI DELIBERA GIUNTALE D'ADESIONE

Il Sindaco riferisce che, nel quadro di un'azione diretta alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del Comune e in particolare del complesso fortificato di interesse storico costituito dal______________________________ appare opportuno giovarsi dell'opera di assistenza e di promozione del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli-Venezia Giulia, Ente dotato di personalità giuridica concessa con Decreto del Presidente della Giunta Regionale 3.4. 1979 , n. 0207/Pres. con sede a Udine e quindi provvedere ad un’adesione formale dell'Amministrazione Comunale a tale Ente.

 

Fa presente che l'Ente è stato costituito il 22. 12. 1968 sulla base dei principi della "Risoluzione sulla rianimazione dei monumenti" del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa e che successivamente ha conseguito il riconoscimento giuridico da parte della Presidenza della Giunta Regionale che ne ha altresì approvato lo Statuto, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione del 29.8. 1979, n. 90. Ricorda che il Consorzio è nato con lo scopo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico costituito dai castelli. dalle fortezze, dalle case e dai borghi fortificati della regione, e a tal fine:

 

- raggruppa tre categorie di soci aventi ugual peso nell'amministrazione consorziale: a) proprietari, possessori e detentori pubblici di opere fortificate ( Province, Comuni e loro Consorzi); b) proprietari. possessori e detentori privati; c) Province, Comuni e loro Consorzi, Comunità Montane, Aziende di Soggiorno e altri organismi affini nei cui territorio è presente un castello o un'opera fortificata;

 

- promuove, tra l'altro. un'opera di assistenza tecnica alla proprietà e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei confronti dei problemi relativi al recupero e alla valorizzazione dì monumenti storici regionali.

 

LA GIUNTA

Sentita la relazione del Sindaco;

Visto lo Statuto del Consorzio per la Salvaguardia del Castelli Storici del Friuli-Venezia Giulia, approvato dalla Regione Friuli - Venezia Giulia con DPGR 3.4. 1979, n. 0207/Pres e successive modificazioni e integrazioni;

Visto il Decreto legislativo del 18 agosto 2000 n. 267 - Testo unico delle leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali;

Ritenuto opportuno, per le finalità che si prefigge l’Ente, di dare la propria adesione come Comune;

Con votazione palese unanime espressa dagli aventi diritto in forma palese;

 

DELIBERA

- di aderire con decorrenza 2014 al Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli-Venezia Giulia, approvandone lo Statuto in premessa indicato, in ogni sua parte ed assumendosi gli obblighi di cui all’art. 4 e seguenti dello Statuto;

- di dare atto che il Responsabile del Servizio, nell’ambito delle competenze attribuitegli dalla L. n.127/97 e successive modifiche ed integrazioni, procederà al relativo impegno ed al versamento della quota fissata annualmente dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio che per il corrente anno ammonta a Euro _____________.

(Ilva Santarossa)

 

EVENTI

Grande successo della  manifestazione di Strassoldo: In Autunno. Frutti, Acque e Castelli

Sabato 18 e domenica 19 ottobre i Castelli di Strassoldo di Sopra e di Strassoldo di Sotto  si sono aperti al pubblico con una manifestazione prestigiosa e ormai consolidata. Nelle vie dei due borghi, nelle sale dei castelli e nei parchi circostanti in un fine settimana si sono affollate circa 10 mila persone, attratte dalla suggestione dei luoghi, dalla bellezza dei paesaggi caratterizzati dai fiumi di risorgiva e dai parchi secolari, e provenienti  oltre che da tutto il  Friuli, dal Veneto, dalla Slovenia e dalla Carinzia. Gli interni dei due castelli e alcuni spazi verdi circostanti sono rimasti intatti  nei loro arredi ma sono stati arricchiti di creazioni artigianali, artistiche, di oggetti d’antiquariato, di vivaismo d’eccellenza.  Patrocinata dall'Associazione Europea Castelli  Palazzi e Giardini storici e dalla Proloco di Strassoldo, la manifestazione è organizzata dai proprietari dei due castelli, con la collaborazione delle associazioni del paese che al di fuori delle mura hanno allestito punti di ristoro.

 

Presentazione a Chiusaforte  del volume sui Castelli del Canal del Ferro e Val  Canale

Il volume sui Castelli del Canal del Ferro e Val Canale curata da Marzio Strassoldo e pubblicato per conto del Consorzio  dalla Casa editrice Forum di Udine sarà presentato a Chiusaforte a cura di quel Comune il giorno sabato 15 novembre alle ore 18 nella sede del Municipio. Il programma prevede i saluti del Sindaco Fabrizio Fucaro, degli enti che hanno patrocinato o sostenuto la pubblicazione, e cioè il Consorzio Castelli, la Provincia di Udine e la Comunità Montana del Gemonese e del Canal del Ferro  Valcanale, una relazione di presentazione curata dal Prof. Maurizio d’Arcano Grattoni dell’Università di Udine, un intervento del curatore del volume Prof. Marzio Strassoldo dell’Università di Udine e un contributo del Dott. Antonino Danelutto, autore del capitolo sul castello della Chiusa. Proprietari e amici dei castelli sono invitati a partecipare.

 

Conferenza a Colloredo sulla conservazione e riuso del patrimonio fortificato

Una importante Conferenza sul tema “Conservazione e riuso del patrimonio fortificato. Tecniche, strumenti e concettualità italiane e slovene a confronto” si è svolta a Colloredo il 22 ottobre con il sostegno organizzativo della Comunità Collinare del Friuli. Il Convegno è stato organizzato nel quadro del Camaa, progetto: Centro per le Architetture Militari e dell’Alto Adriatico, finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovena 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale  e dai fondi nazionali. Interessanti relazioni sono state presentate sul restauro del Castello di Colloredo, del Castello di San Servolo sul Carso triestino sloveno, delle Mura di Ferrara, delle Mura medioevali di Pirano e Capodistria. Un blocco importante di relazioni hanno riguardato il sistema dei castelli della Slovenia (Damjana Pečnik), e di quelli friulani (Luca Villa). Altre relazioni hanno riguardato i forti contemporanei di Monte Festa, della Chiusa dell’Isonzo, di Col Roncone. Il Convegno è stato moderato dall’udinese Prof. Arch. Pierluigi Grandinetti dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

 

Il sito dell’Associazione Europea  Castelli Palazzi e Giardini storici

Il sito dell’Associazione che si occupa della promozione dei castelli friulani in un contesto europeo si è notevolmente arricchito. Oltre che ai contenuti normali per un sito di questo genere, quali lo Statuto dell’Associazione e altre notizie connesse, il sito riprende la presente Newsletter, l’elenco degli esperti posto a disposizione dei proprietari dei castelli e alcuni importanti documenti riguardanti la politica  europea dei beni culturali. L’indirizzo del sito è www.castellipalazzigiardinistorici.it

______________________________________________________________________________________
 

Allegato: i tecnici di zona della Soprintendenza