L'Associazione Europea Valorizzazione Castelli, Palazzi e Giardini Storici

L’Associazione è nata nel 2008 per contribuire alla conservazione ed alla valorizzazione di immobili storici e parchi, fungendo da link costruttivo tra le varie organizzazioni con scopi analoghi e colmando eventuali vuoti lasciati dalle stesse.

Legislazione italiana

Detrazioni fiscali

Spese per la manutenzion, protezione e restauro degli immobili vincolati
La lettera g), del primo comma dell'art. 15, del Tuir, prevede la detrazione, sempre del 19 per cento, a favore dei soggetti obbligati "alla manutenzione, protezione o restauro delle cose vincolate ai sensi della legge 1.6.1939, n. 1089 (abrogato dal D.Lgs. 29.10.1999, n. 490 a sua volta abrogato dal D.Lgs. 22.01.2004 n. 42, ndA) e del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963,n. 1409".
Stabilisce la norma che "la necessità delle spese, quando non siano obbligatorie per legge, deve risultare da apposita certificazione rilasciata dalla competente soprintendenza del Ministero per i beni culturali ed ambientali, previo accertamento della loro congruità effettuato d'intesa con il competente ufficio del territorio del Ministero delle finanze".
La detrazione del 19 per cento spetta per le spese sostenute dal soggetto obbligato al "mantenimento dei beni in questione", nella misura effettivamente rimasta a suo carico. Devono essere sottratti, quindi, eventuali contributi erogati.
Limite di spesa su cui spetta la detrazione: non vi è limite
Misura della detrazione: 19%
E' bene precisare che per le spese in commento, la detrazione non spetta qualora:
- avvenga un mutamento di destinazione dei beni vincolati, senza la preventiva autorizzazione dell'Amministrazione per i beni culturali ed ambientali;
- vi sia mancato assolvimento degli obblighi di legge per consentire l'esercizio del diritto di prelazione dello Stato su beni immobili e mobili vincolati;
- vi sia tentata esportazione non autorizzata di questi ultimi.
In caso di tali violazioni, l'Amministrazione per i beni culturali ed ambientali dà immediata comunicazione delle stesse e della contestuale perdita del diritto alla detrazione, al competente ufficio dell'Agenzia delle entrate.
Dalla data di ricevimento della predetta comunicazione da parte dell'Agenzia delle entrate, inizia a decorrere il termine per la rettifica della dichiazione dei redditi.

 

Concetti nel Codice Italiano dei beni culturali e del paesaggio

 

In conformità con l’articolo 9 della Costituzione (“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”), il Codice dei beni culturali e del paesaggio ha fissato i concetti guida relativi al pensiero e alle attività sul patrimonio culturale italiano.

Tutela
La tutela è ogni attività diretta a riconoscere, proteggere e conservare un bene del nostro patrimonio culturale affinché possa essere offerto alla conoscenza e al godimento collettivi.
Si esplica pertanto in:

- riconoscimento, tramite il procedimento di verifica o dichiarazione dell’interesse culturale di un bene, a seconda della sua natura proprietaria;

- protezione;

- conservazione.

Conservazione
La conservazione è ogni attività svolta con lo scopo di mantenere l’integrità, l’identità e l’efficienza funzionale di un bene culturale, in maniera coerente, programmata e coordinata.
Si esplica pertanto in:

- studio, inteso come conoscenza approfondita del bene culturale;

- prevenzione, intesa come limitazione delle situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto;

- manutenzione, intesa come intervento finalizzato al controllo delle condizioni del bene culturale per mantenerlo nel tempo;

- restauro, inteso come intervento diretto su un bene culturale per recuperarne l’integrità materiale.

Valorizzazione
La valorizzazione è ogni attività diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e di conservazione del patrimonio culturale e ad incrementarne la fruizione pubblica, così da trasmettere i valori di cui tale patrimonio è portatore.
La tutela è di competenza esclusiva dello Stato, che detta le norme ed emana i provvedimenti amministrativi necessari per garantirla; la valorizzazione è svolta in maniera concorrente tra Stato e regione, e prevede anche la partecipazione di soggetti privati.

Dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)

Articolo 1. Principi
[…]
2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.
3. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.
4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale.
5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, sono tenuti a garantirne la conservazione.
6. Le attività concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformità alla normativa di tutela.

Articolo 3. Tutela del patrimonio culturale
1. La tutela consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un'adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.
2. L'esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale.

Articolo 6. Valorizzazione del patrimonio culturale
1. La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio, la valorizzazione comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati.
2. La valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.
3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Articolo 29. Conservazione
1. La conservazione del patrimonio culturale è assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.
2. Per prevenzione si intende il complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto.
3. Per manutenzione si intende il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell'integrità, dell'efficienza funzionale e dell'identità del bene e delle sue parti.
4. Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l'intervento di miglioramento strutturale.
5. Il Ministero definisce, anche con il concorso delle regioni e con la collaborazione delle università e degli istituti di ricerca competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali.

Legislazione CEE in materia di

beni culturali

A voler datare una prima iniziativa normativa in materia di beni culturali in ambito europeo occorre far riferimento al

Trattato di Roma deI 1956 il cui limite era, però, di considerare

il patrimonio storico-artistico-architettonico solo dal punto di vista dell’interesse economico.

Dopo Roma e dopo le Convenzioni sopra citate di Parigi (1970) e dell’UNESCO (1972) occorre far riferimento al

Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, quello che ha sancito l’avvio della moneta unica europea. il quale, riprendendo la direttiva del Parlamento Europeo sulla protezione del patrimonio culturale in generale, ha definito la competenza della Comunità Europea in materia di salvaguardia del patrimonio stesso attribuendole una potestà legislativa concorrente con quella degli Stati membri, stabilendo un intervento

comunitario solo nell’impossibilità di raggiungimento degli obiettivi da parte degli Stati stessi, nel rispetto del principio di sussidiarietà e di una migliore attuazione al

livello comunitario.

Con il Trattato di Maastricht la Comunità ha voluto incentivare

la cooperazione tra gli Stati in materia di salvaguardia,

conservazione e protezione del patrimonio culturale

promuovendo contestualmente lo sviluppo delle culture dei

singoli Stati membri nel rispetto delle diversità nazionali o regionali, superando la precedente visione dei beni culturali

che era caratterizzata da un interesse e da una prospettiva esclusivamente economica.

Il grande interesse manifestato dal Trattato di Maastricht nei

confronti della materia culturale è stato sollecitato da Stati,

quale ad esempio l’Italia, preoccupati del fatto che l’apertura delle frontiere avrebbe consentito una libera ed incontrollabile

circolazione dei propri beni; a tale fine la Commissione

della Comunità Europea ha predisposto due differenti provvedimenti, uno sotto forma di regolamento e l’altro

sotto forma di direttiva, che si occupano rispettivamente dei

limiti alla esportazione dei beni- regolamento n. 3911 del 9 dicembre 1992 - e della restituzione dei beni usciti illecitamente

dal territorio nazionale di uno Stato membro - direttiva

n. 7 del 15 marzo 1993.

La direttiva si applica unicamente alle uscite illecite.

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